Telelavoro: a quale Stato deve pagare le imposte il frontaliere quando lavora da casa? Il caso della Francia

Redazione

09/06/2023

09/06/2023 - 12:23

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Il Consiglio federale ha avviato una consultazione relativa all’imposizione del lavoro a domicilio svolto all’estero.

Telelavoro: a quale Stato deve pagare le imposte il frontaliere quando lavora da casa? Il caso della Francia

Il reddito conseguito con il lavoro a domicilio all’estero dovrà poter essere tassato nel nostro Paese o nel Paese in cui risiede il lavoratore?
Secondo la dottrina, spetterà alla Svizzera il diritto d’imposizione in virtù di un trattato internazionale. A tale motivo, oggi il Consiglio federale ha posto in consultazione la revisione del diritto fiscale nazionale.

Il caso

Il principio del rapporto esplicativo diffuso dal Consiglio federale riguarda i lavoratori frontalieri provenienti dall’estero e che versano in Svizzera l’imposta alla fonte sul loro reddito da lavoro. Se i frontalieri lavorano da casa, gli accordi vigenti prevedono che lo Stato di domicilio estero possa tassare il reddito proveniente dal lavoro a domicilio.

I rapporti Svizzera-Francia

Alla fine dell’anno scorso, la Svizzera e la Francia hanno convenuto in un Accordo aggiuntivo alla convenzione - proprio per evitare le doppie imposizioni - che, dal 1° gennaio 2023, i lavoratori frontalieri verseranno in Svizzera l’imposta alla fonte sulla totalità del reddito da lavoro, a condizione che non prestino più del 40% del tempo di lavoro da casa. L’Accordo verrà firmato definitivamente il 30 giugno 2023. Il progetto riprende il principio dell’Accordo aggiuntivo nel diritto fiscale svizzero in modo tale da garantire l’imposizione alla fonte del reddito da lavoro dei lavoratori domiciliati all’estero anche senza essere fisicamente presenti in Svizzera. La procedura di consultazione si concluderà il 2 ottobre 2023.

Iscriviti alla newsletter