Il Consiglio federale mantiene la durata massima dell’indennità per lavoro ridotto (ILR) a 24 mesi invece dei 12 previsti dalla legge: la proroga entra in vigore il 1° agosto 2026 e vale fino al 31 gennaio 2027. A ricorrervi di più sono l’industria delle macchine, dell’elettronica e del metallo (MEM) e l’orologeria, i comparti su cui pesano i dazi statunitensi e dove il tessuto industriale ticinese è più vulnerabile.
Le aziende svizzere che riducono temporaneamente l’orario di lavoro per non licenziare potranno continuare a incassare l’indennità per lavoro ridotto (ILR) fino a un massimo di 24 mesi, e non 12 come prevede di norma la legge. Lo ha deciso il Consiglio federale, che ha prorogato la misura in scadenza il 31 luglio: la nuova ordinanza entra in vigore il 1° agosto 2026 e resta valida fino al 31 gennaio 2027.
L’ILR — in tedesco Kurzarbeitsentschädigung — è la prestazione con cui l’assicurazione contro la disoccupazione (AD) copre l’80% della perdita di guadagno quando un datore di lavoro, invece di licenziare, taglia provvisoriamente le ore. Lo stipendio del dipendente resta così in gran parte garantito e il posto di lavoro è preservato in attesa che gli ordini tornino. È lo stesso strumento che aveva evitato un’ondata di licenziamenti durante la pandemia.
Perché riguarda da vicino il Ticino
Il Consiglio federale è esplicito sul motivo. A ricorrere maggiormente al lavoro ridotto sono l’industria delle macchine, dell’elettronica e del metallo (la cosiddetta industria MEM) e l’orologeria, due comparti già «nettamente penalizzati» dai dazi aggiuntivi introdotti dagli Stati Uniti. Sono anche i settori su cui il tessuto manifatturiero della Svizzera italiana è più esposto: quando gli ordini d’esportazione rallentano, le aziende del Sottoceneri e del Mendrisiotto sono tra le prime a mettere i dipendenti in orario ridotto.
Il contesto lo confermano i numeri sul mercato del lavoro. In Ticino la disoccupazione resta sotto la media svizzera, ma le previsioni della Confederazione indicano una crescita economica «persistentemente inferiore alla media» e un tasso di disoccupazione attorno al 3,0% nel 2026, in calo solo a partire dal 2027. Tra i beneficiari dell’ILR ci sono anche i frontalieri, che nel Cantone rappresentano la quota più consistente della manodopera industriale: se lavorano per un’azienda svizzera messa in orario ridotto, l’indennità copre anche loro.
Come funziona l’indennità per lavoro ridotto
Il meccanismo è pensato per le crisi temporanee, non strutturali:
- è l’azienda a chiedere il lavoro ridotto, preannunciandolo all’autorità cantonale competente — in Ticino la Sezione del lavoro (SDL) del Dipartimento delle finanze e dell’economia;
- il datore di lavoro anticipa l’indennità in busta paga e viene poi rimborsato dalla cassa di disoccupazione;
- l’AD versa l’80% della perdita di guadagno computabile, entro il massimale del salario assicurato;
- le domande e i conteggi si gestiscono online, come spiega la scheda ufficiale su arbeit.swiss.
Le condizioni e la durata dell’indennità per lavoro ridotto restano quelle già note; ciò che cambia con la proroga è solo il tetto temporale: due anni interi di copertura invece di uno, un margine decisivo per un’azienda che deve riorganizzarsi o cercare nuovi mercati.
Una proroga di sei mesi, poi si rivaluta
La decisione si appoggia alle previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione del 18 marzo 2026 e alle incertezze su commercio internazionale ed energia, aggravate «dai dazi introdotti dagli USA nella primavera 2025». Il Consiglio federale ha volutamente limitato la proroga a sei mesi: entro la fine del 2026 verificherà se l’andamento dell’economia giustifica un ulteriore prolungamento.
Per i dipendenti il messaggio è che il posto di lavoro ha ora una rete di protezione più lunga; per le aziende, più tempo per pianificare. Se però il lavoro ridotto non dovesse bastare e l’impiego saltasse, conviene sapere in anticipo come iscriversi all’URC e chiedere l’indennità di disoccupazione in Ticino, passo dopo passo.
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