Banche: dal Ticino arrivano segnali contrastanti. Attese conseguenze dal matrimonio tra Cs e Ubs

Chiara De Carli

10/08/2023

10/08/2023 - 11:45

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Migliora la situazione sulla piazza finanziaria, ma di contro peggiorano le prospettive sul medio e lungo periodo, soprattutto per quanto riguarda gli impieghi.

Banche: dal Ticino arrivano segnali contrastanti. Attese conseguenze dal matrimonio tra Cs e Ubs

La situazione sul fronte delle banche ticinesi rimane contrastante. È quanto emerge dai dati raccolti dal Kof a luglio. Nonostante siano diversi gli indicatori in miglioramento, grazie a un aumento delle voci positive, le voci negative rimangono ancora consistenti. Inoltre, alcuni indicatori sono in lieve peggioramento, tra cui quello relativo all’evoluzione della domanda di servizi bancari e quello relativo ai livelli d’impiego. Infine non sembra esserci molta continuità tra il quadro attuale complessivamente positivo e quello un po’ meno roseo previsto per i prossimi mesi.

«I tassi di interesse più alti significa mettere un freno ai nuovi investimenti aziendali ed ipotecari e quindi si spiega una certa cautela nelle prospettive di crescita degli affari creditizi. Sul fronte occupazionale le prospettive rimangono molto prudenti anche se sempre più istituti segnalano la mancanza di nuovi profili professionali che possano far fronte al ricambio generazionale dei babyboomer previsto nei prossimi anni. Si tratta di un aspetto decisivo sul quale avremo modo di ritornare nei prossimi commenti», ha dichiarato Franco Citterio, direttore Associazione Bancaria Ticinese (ABT)

Situazione degli affari

La situazione degli affari è migliorata tanto sulla piazza finanziaria ticinese quanto su quella di Zurigo, mentre a Ginvera si è rivelato relativamente più basso e intermittente. Nel nostro cantone, il miglioramento è da ricondurre alla crescita della quota di istituti che esprimono un giudizio positivo, mentre persistono comunque delle voci negative. A Zurigo, dove pure aumentano le voci positive, continuano invece a essere praticamente nulle quelle negative.

Risultati in prospettiva

In tutte e tre le piazze emerge un peggioramento. In Ticino, come a Ginevra e a Zurigo, emerge un calo delle voci positive. Sul fronte delle voci negative la tendenza è più stabile, la loro quota è attorno al 25% in Ticino e a Ginevra, permane vicina allo 0% a Zurigo.

Come è andato il secondo trimestre

La situazione è decisamente cambiata sul fronte della domanda di servizi bancari. In particolare, per quanto riguarda la domanda di privati (residenti): dopo oltre due anni in cui non si osservavano istituti che ne segnalava una diminuzione, questa volta la quota arriva al 25% e spinge il saldo fino in zona negativa. In calo anche la quota di istituti che segnalano un aumento della clientela aziendale. Infine si smorzano subito i segnali di crescita rispetto alla domanda dall’estero

Volumi

In termini di volumi, il saldo dell’indicatore relativo alle transazioni è ora vicino allo zero. I volumi dei capitali gestiti sono indicati in aumento da una quota sempre più cospicua di istituti, ciò nonostante latita una quota non indifferente di voci negative. Infine oltre la metà degli istituti esprime un aumento dei crediti accordati, però il saldo è in lieve calo visto che le voci negative tornano attorno al 20%. Per quanto riguarda gli impieghi, cresce la quota di istituti che giudica i livelli d’impiego come eccesivi.

Prospettive sul terzo trimestre 2023

Le sensazioni in termini di domanda si ridimensionano, ma rimangono positive. Decisamente meno incoraggianti le valutazioni riguardo all’occupazione, dove tornano in maggioranza gli istituti che temono di dover ridimensionare i livelli d’impiego.

«Gli effetti del bigbang della fusione tra Credit Suisse e UBS saranno visibili solo nel tempo, ma che toccheranno profondamente il panorama bancario svizzero. Finora sono state annunciate le misure a livello internazionale e rimaniamo in attesa di quelle che determineranno il futuro in Svizzera», ha detto Citterio.

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