I sindacati reclamano: «Basta discriminare le donne nel lavoro, nella famiglia e nella società»

Matteo Casari

8 Marzo 2023 - 14:00

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OCST ha messo in luce una serie di problematiche odierne sulla disparità di genere, anche in relazione all’imminente riforma pensionistica.

Nella Giornata internazionale della Donna del 2023 OCST donna-lavoro chiede con forza un’azione concreta nel mondo del lavoro, nella società e nella politica sull’importantetema della parità e sul ruolo delle donne nella famiglia, nelle imprese e nella comunità.

Combattere la discriminazione salariale

«La parità salariale è ancora lontana dall’essere raggiunta e questo è in parte dovuto a una vera e propria discriminazione, e in una certa misura all’organizzazione delle famiglie e della società e alla percezione del ruolo delle donne in tutti gli ambiti» afferma il sindacato tramite un comunicato. La riforma della Legge sulla parità del 2020, che entrerà in vigore in tutti i suoi aspetti il 1° luglio di quest’anno, è «debole perché non prevede sanzioni».
Per questo OCST insieme a Travail.Suisse promuove Respect8-3.ch, il portale in cui segnalare le aziende che hanno provveduto a certificare il rispetto della parità salariale e quelle che al contrario si rifiutano di farlo.

La diffcioltà delle donne nella carriera

«La disparità salariale? Si cancella con una migliore condivisione dei compiti nelle famiglie e nella società». Stando alle informazioni riportate dall’associazione, una parte di questa problematica è spiegata da differenze nel livello di formazione, esperienza e carriera: «Anche questa differenza va combattuta perché dipende della limitata condivisione dei compiti educativi e di cura, non solo dei bambini, ma anche dei malati e degli anziani». OCST sostiene che l’impegno importante assunto dalle donne nel contesto familiare rende più difficile un coinvolgimento a tempo pieno nell’ambito lavorativo.

Condivisione del tempo tra lavoro e famiglia

Un altro punto sul quale il sindacato vuole insistere particolarmente è la condivisione equa del lavoro educativo e di cura. Secondo OCST, questo obiettivo è raggiungibile soltanto se all’interno delle famiglie entrambi i genitori hanno la possibilità di dedicare una parte del proprio tempo alla famiglia. I giovani hanno ben capito questa necessità alla quale le aziende si devono adeguare per colmare la carenza di personale a tutti i livelli. «Per questo proponiamo di favorire l’accesso al lavoro a tempo parziale anche per gli uomini, l’accesso ad impieghi di responsabilità anche a chi lavora part time e la riduzione della settimana lavorativa» recita la nota.

Donne non sufficientemente sostenute dalla riforma LPP

Il gender pension gap (la differenza di rendita al momento della pensione tra uomo e donna) raggiunge il 37% in Svizzera. Si tratta di un fatto giudicato dall’associazione «scandaloso» dovuto in particolare alla struttura della LPP che non assicura sufficientemente i redditi più bassi.
«Dopo il sacrificio chiesto alle donne con la riforma AVS, la riforma della LPP in atto non risolve adeguatamente questi problemi e tiene in maggior conto gli interessi degli assicuratori e dei datori di lavoro piuttosto che degli assicurati» conclude il comunicato.

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