LPP anche sui lavori accessori: Berna vuole assicurare tutto il reddito da dipendente, circa 100’000 persone in più nel secondo pilastro

Alice Bernasconi

28 Ottobre 2026 - 19:19

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Oggi i redditi da attività accessoria entrano nella cassa pensione solo su base volontaria. La consultazione del Consiglio federale resta aperta fino al 17 febbraio 2027 e comprende anche il prelievo a rate del pilastro 3a e del libero passaggio.

LPP anche sui lavori accessori: Berna vuole assicurare tutto il reddito da dipendente, circa 100'000 persone in più nel secondo pilastro

Chi lavora per più datori di lavoro, o con percentuali ridotte, potrebbe presto essere assicurato nel secondo pilastro su tutto il suo reddito da dipendente, e non solo su quello dell’impiego principale. Mercoledì 28 ottobre 2026 il Consiglio federale ha aperto una consultazione su un pacchetto di modifiche alle ordinanze della LPP (la legge sulla previdenza professionale, cioè il secondo pilastro). Il pacchetto attua tre mozioni approvate dal Parlamento.

Secondo le stime riportate da SRF, la novità toccherebbe circa 100’000 assicurati in più. La consultazione resta aperta fino a mercoledì 17 febbraio 2027. La data di entrata in vigore non è ancora stata indicata.

Cosa cambia per chi ha più impieghi

Oggi, come ricorda SRF, i contributi alla cassa pensione si calcolano solo sull’impiego principale. I redditi delle attività accessorie si possono assicurare solo su base volontaria. Il Consiglio federale vuole eliminare questa distinzione per i lavoratori dipendenti: «In futuro per i dipendenti non si dovrà più distinguere tra attività principale e accessoria», riassume l’emittente svizzero-tedesca.

In concreto, secondo SRF, il datore di lavoro dovrebbe assicurare tutti i redditi del dipendente che superano la soglia d’entrata, oggi fissata a 22’680 franchi. Per gli indipendenti non cambia nulla. L’obiettivo dichiarato è aprire la previdenza professionale a chi ha più lavori o lavora a tempo parziale.

Le cifre vanno lette come ordini di grandezza. Sono stime basate su dati del 2024, riprese da SRF: oltre ai circa 100’000 nuovi assicurati, nella previdenza professionale entrerebbero circa 1,2 miliardi di franchi di salari in più, con accrediti di vecchiaia aggiuntivi per circa 170 milioni di franchi all’anno.

Una lacuna nota da anni

Il problema non è nuovo. La mozione 22.3389 della CSSS-S, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati, chiedeva già di «includere anche i redditi da attività accessoria nella LPP». Il Consiglio federale ne indica l’approvazione al 28 febbraio 2023. Secondo Année politique suisse, il Consiglio degli Stati l’aveva accolta tacitamente il 12 dicembre 2022, nell’ambito della riforma LPP 21. Già allora il Consiglio federale riconosceva che escludere i redditi accessori non era più adeguato.

Il rapporto pubblicato il 22 ottobre 2025 in risposta al postulato di Thomas Rechsteiner aveva messo nero su bianco la disparità: a parità di reddito, chi ha un solo datore di lavoro è assicurato meglio di chi ne ha più d’uno. Per il rapporto la misura più efficace sarebbe abbassare la soglia d’entrata e la deduzione di coordinamento, oltre a eliminare la distinzione tra attività principale e accessoria. Il documento conteneva però un’avvertenza: senza ridurre l’aliquota minima di conversione, considerata troppo alta, il finanziamento del sistema, già insufficiente, peggiorerebbe.

Prelievo a rate e casse pubbliche: le altre due mozioni

Il pacchetto attua anche la mozione 24.3067 di Andri Silberschmidt (PLR/ZH), approvata il 18 settembre 2025: «Consentire il prelievo parziale dei fondi di previdenza». Riguarda gli averi del pilastro 3a e le prestazioni di libero passaggio, come riportava Nau.ch con l’agenzia SDA al momento del voto del Consiglio nazionale (130 sì, 59 no, 1 astensione). L’idea è permettere di prelevarli a rate invece che in un’unica soluzione. Il numero massimo di prelievi e l’importo minimo li fisserebbe il Consiglio federale. Il prelievo parziale sarebbe possibile anche per chi avvia un’attività indipendente. All’epoca la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider condivideva l’obiettivo, ma chiedeva condizioni chiare per limitare gli effetti fiscali negativi. La socialista Barbara Gysi era contraria: a suo dire «la cassa dello Stato ci rimette».

La terza mozione, la 24.3372 di Erich Ettlin, approvata il 24 settembre 2025, si intitola «Le casse pensioni di diritto pubblico non devono essere svantaggiate». Il comunicato del Consiglio federale non ne descrive il contenuto concreto. I dettagli sono nel documento di consultazione pubblicato su Fedlex, la piattaforma ufficiale del diritto federale.

Cosa cambia per chi lavora in Ticino

Per chi in Ticino o nei Grigioni italiani mette insieme due o tre impieghi a tempo parziale, la riforma cambierebbe il salario assicurato. Più salario assicurato significa più accrediti di vecchiaia sul conto LPP e quindi, nel tempo, un capitale e una rendita più alti. Significa però anche trattenute più alte in busta paga, perché i contributi sono a carico sia del dipendente sia del datore di lavoro. Per sapere dove compaiono queste voci è utile capire la busta paga svizzera e le sue trattenute.

Chi cambia spesso impiego avrebbe un motivo in più per seguire da vicino il proprio libero passaggio LPP, che con la mozione Silberschmidt potrebbe diventare prelevabile a rate.

Le soglie che valgono dal 2027 sono già fissate. Secondo il comunicato dell’UFAS (Ufficio federale delle assicurazioni sociali), dal 1° gennaio 2027 la soglia d’entrata LPP sale a 23’040 franchi e la deduzione di coordinamento a 26’880 franchi. La deduzione massima per il pilastro 3a passa a 7’373 franchi per chi ha un secondo pilastro e a 36’864 franchi per chi non ce l’ha.

Le cose da sapere

  • La consultazione è aperta dal 28 ottobre 2026 al 17 febbraio 2027; l’entrata in vigore non è ancora fissata.
  • Per i dipendenti sparirebbe la distinzione tra impiego principale e accessorio; per gli indipendenti no.
  • Le stime (100’000 assicurati, 1,2 miliardi di salari, 170 milioni di accrediti annui) si basano su dati 2024 e sono provvisorie.
  • Più previdenza significa anche più contributi, sia per il lavoratore sia per il datore di lavoro.

Fonti: SRF, Nau.ch/SDA, Année politique suisse, comunicati del Consiglio federale del 28 ottobre 2026 e del 22 ottobre 2025, comunicato UFAS del 2 ottobre 2026

Foto: Conceptuel, CC0, via Wikimedia Commons

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