Italiani in Svizzera: la proposta di legge per curarsi in Italia, ma non gratis

A. F.

27/03/2024

27/03/2024 - 19:44

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Il partito al Governo italiano starebbe pensando di far riaccedere i propri cittadini esteri iscritti all’AIRE, quindi anche quelli residenti in Svizzera, alle prestazioni mediche del Servizio Sanitario Nazionale. Ma non sarebbe gratis.

Italiani in Svizzera: la proposta di legge per curarsi in Italia, ma non gratis

Gli italiani che risiedono in Svizzera potrebbero accedere di nuovo alle prestazioni sanitarie in Italia. La proposta di legge arriva dal partito attualmente al Governo nel Paese europeo, Fratelli d’Italia, che starebbe pensando di far pagare una quota annuale a forfait ai cittadini italiani residenti all’estero per accedere ai servizi medici del Sistema Sanitario Nazionale SSN. Come funzionerebbe?

Come funzionano le spese sanitarie in Italia

Le spese sanitarie in Svizzera crescono di anno in anno e si cerca di trovare l’offerta più conveniente per quanto possibile. A differenza di chi risiede in Svizzera, che deve accendere un’assicurazione per pagare le spese mediche, i cittadini italiani che risiedono nel loro paese hanno diritto alla copertura delle spese sanitarie per via della loro Costituzione, che prevede il diritto alla salute per tutti. In Italia chi ha bisogno di cure può recarsi in ospedale senza assicurazione sanitaria privata e senza dover dimostrare nulla, perché il Sistema Sanitario Nazionale si sostiene con le tasse (o almeno dovrebbe per normativa).
Per alcune prestazioni sanitarie è previsto il pagamento di un ticket, indicato al momento della prenotazione del servizio. In ogni caso, il ticket ha un costo inferiore rispetto al mercato internazionale e ci sono delle fasce di reddito che vengono protette. In più, chi ha particolari patologie può chiedere di non pagare le prestazioni sanitarie con un’esenzione dedicata (come avviene per le persone invalide).

Cosa succede agli italiani quando risiedono all’estero

Gli italiani residenti all’estero perdono il diritto di accedere alle cure del Sistema Sanitario Nazionale quando cambiano la residenza verso il Paese estero. Il cittadino deve iscriversi in un apposito registro - l’Aire - per poter procedere con questa pratica. Da quel momento chi è italiano, ma risiede in Svizzera (per esempio), deve ottenere una polizza sanitaria per coprire le spese mediche.
Con la nuova proposta di legge, però, tutto questo potrebbe cambiare e non solo per chi abita in Svizzera, ma per qualsiasi italiano che vive fuori dai confini del Paese. Secondo le stime si parla di circa 6 milioni di cittadini coinvolti.
Grazie anche alla vicinanza geografica, i cittadini italiani che vivono in Svizzera e devono affrontare esami, visite o interventi straordinari potrebbero scegliere di curarsi in Italia per vedersi ridurre i costi, ma anche per avere la comodità di essere assistiti nel Paese di origine. Questo accade per i cittadini italiani che lavorano in Svizzera oppure per chi ha la doppia cittadinanza italiana ed elvetica.

Come funzionerebbe la quota per la sanità pagata dagli italiani residenti all’estero

Se la norma presentata alla commissione Sanità e Affari sociali della Camera dei Deputati italiana venisse approvata, i cittadini italiani residenti all’estero potrebbero accedere di nuovo ai servizi sanitari di questo Stato con un contributo annuale. Al momento la cifra indicata nella proposta è di 1.500 euro all’anno, pari a circa 1469,07 franchi. Questa somma si basa sulla spesa media sostenuta dal Sistema Sanitario Nazionale per singolo paziente in un anno. Stando ai calcoli, la spesa sarebbe comunque più bassa rispetto a quanto paga un cittadino straniero per i periodi superiori ai 3 mesi (circa 2.000 euro o 1958 franchi all’anno dopo l’ultima riforma dello stesso Governo). Per l’Esecutivo italiano è una questione anche economica, dato che sul piatto ci sarebbero circa 9 miliardi di euro, pari a 8,81 miliardi di franchi.

Cosa cambierebbe per i cittadini italiani residenti all’estero

Se il cittadino italiano residente all’estero decidesse di accettare la proposta, dovrebbe pagare il contributo annuale e ricevere una tessera sanitaria al suo indirizzo di residenza. L’iniziativa è legata anche al fatto che non tutti gli italiani residenti all’estero si registrano all’Aire, accedendo così al servizio nazionale senza averne diritto. In questo modo l’Agenzia delle Entrate potrebbe rintracciare i cittadini che non hanno proceduto con la registrazione per informarli della novità e prendere provvedimenti. Il contributo non è obbligatorio, dato che il cittadino italiano che non vuole usufruire dei servizi sanitari nel Paese d’origine può scegliere di non aderire e di utilizzare il sistema sanitario svizzero o del Paese dove risiede. Pur aderendo a questo servizio, un italiano residente in Svizzera sarebbe comunque costretto a mantenere almeno la quota dell’assicurazione Lamal in Svizzera.

Le preoccupazioni da parte della Federazione dei Medici italiana

Il presidente della Federazione dei Medici italiana Filippo Anelli ritiene che la somma richiesta nella prima bozza depositata sia troppo bassa per le prestazioni sanitarie offerte, creando problemi per le strutture sanitarie e sminuendo il lavoro dei medici. Questo spingerebbe sempre più giovani medici italiani a cercare opportunità di lavoro all’estero.

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