Italia: cosa cambia se non si rinnova lo stato di emergenza il 31 luglio?

Claudia Mustillo

10 Giugno 2021 - 10:39

condividi
Facebook
twitter whatsapp

La situazione epidemiologica in Italia lascia ben sperare e le prospettive sono quelle di un Paese interamente in zona bianca nelle prossime settimane. Si inizia a parlare dell’ipotesi di non rinnovare lo stato di emergenza alla scadenza del 31 luglio, cosa cambierebbe?

In Italia la situazione dei contagi da Covid-19 è in netto miglioramento rispetto ai mesi passati. Sicuramente grazie alla campagna di vaccinazione che procede a pieno ritmo in tutte le regioni del Paese. Molti esperti ritengono che la fase critica sia alle spalle, anche se comunque invitano alla cautela, ma la speranza è sempre quella di un autunno senza nuove ondate grazie al vaccino.

Ha ancora senso mantenere lo stato di emergenza? Lo stato di emergenza, reso necessario per disciplinare e intervenire durante l diffusione della pandemia da Coronavirus ormai sembrerebbe una formalità e stando alle ultime indiscrezioni sembra che il Governo stia pensando di non prolungare lo stato di emergenza dopo la prossima scadenza del 31 luglio.

Ovviamente la decisione ultima dipenderà dalla situazione epidemiologica all’interno del Paese in prossimità con la scadenza dello stato di emergenza, ma tutto lascia pensare a un netto miglioramento dato che si prospetta un’Italia bianca nelle prossime settimane.

La possibile fine dello stato di emergenza

Dopo più di 12 mesi forse, aspettando ancora un mese e mezzo, sarà possibile dire addio allo stato di emergenza. Sarebbe certamente un netto e forte segnale di ritorno alla normalità per tutti i cittadini. Ma è davvero così?

In verità la fine dello stato di emergenza non significa un ritorno immediato alla normalità né tantomeno la fine delle restrizioni, certo è che sicuramente è un forte segnale di miglioramento della situazione dopo più di un anno dall’inizio della pandemia.

Cosa cambia con la fine dello stato di emergenza?

Come già anticipato non bisogna aspettarsi, nell’immediato, grandi cambiamenti. Come si legge sui quotidiani italiani, seppure il Governo Draghi sta valutando l’idea di non prorogare lo stato di emergenza in vista della prossima scadenza del 31 luglio, non c’è alcuna intenzione di mettere in discussione la task force messa in piedi per contrastare l’emergenza - commissario Figliuolo in primis - né le restrizioni necessarie per continuare a limitare la diffusione dei contagi.

D’altra parte la campagna vaccinale, supervisionata dal commissario straordinario per l’emergenza Figliuolo, non è ancora terminata e bisogna anche provvedere all’organizzazione della terza dose di richiamo, quindi si presume che il commissario rimarrà in carica almeno fino al 31 dicembre 2021.

Anche per quanto riguarda le restrizioni, nonostante la fine dello stato di emergenza molto probabilmente queste rimarranno in vigore per tutto il 2021, soprattutto per quanto riguarda il distanziamento e l’obbligo di indossare la mascherina.

Prima di poter tornare davvero e completamente alla normalità bisogna scongiurare il rischio dell’inefficacia dei vaccini nei confronti delle varianti e continuare la campagna vaccinale per evitare nuove ondate di contagi e nuove pressioni sulle strutture sanitarie.

Argomenti

# Italia

Iscriviti alla newsletter