Comparis: nel 2022 l’inflazione percepita media è del 3,5%. In Ticino i maggiori rincari

Chiara De Carli

20/01/2023

20/01/2023 - 17:13

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Stando all’Indice dei prezzi al consumo elaborato con il Kof, nella Svizzera italiana l’inflazione è pari a 104,97 punti, più alta rispetto a Svizzera tedesca e romanda.

Comparis: nel 2022 l'inflazione percepita media è del 3,5%. In Ticino i maggiori rincari

Nel 2022 l’inflazione è stata più forte nella Svizzera italiana rispetto alla Svizzera e tedesca e alla Romandia. A comunicarlo è lo studio sull’Indice dei prezzi al consumo, elaborato da Comparis in collaborazione con il Kof, nel quale viene spiegato che nonostante a dicembre sia aumentata del 2,8%, con uno scarto dello 0,1% rispetto a novembre, l’inflazione è rimasta superiore a quella delle altre due regioni, attestandosi a 104,97 punti.
L’indagine evidenzia inoltre che i prezzi dei beni di uso quotidiano sono aumentati molto più dell’inflazione media nel 2022. Mentre a dicembre, l’inflazione nazionale è scesa al 2,9%, la media annua percepita si è attestata al 3,5%. Un tasso decisamente superiore rispetto all’inflazione stimata dell’indice nazionale dei prezzi al consumo (Ipc).

«L’inflazione - ha dichiarato Michael Kuhn, esperto finanziario di Comparis - sta mettendo a dura prova i portafogli degli svizzeri nella loro vita quotidiana. Ad esempio, i prezzi per l’acquisto di beni di uso quotidiano e per la mobilità sono aumentati oltre la media».

Inflazione media

Confrontando l’inflazione media annua del 2022 calcolata dall’Indice dei prezzi al consumo Comparis, con l’inflazione media annua dell’IPC, emerge che secondo Comparis si è attestata al 3,5%, quando nel 2021 era allo 0,6%. Mentre per l’IPC è aumentata, ma fermandosi al 2,8%, a fronte dello 0,6% dell’anno prima. Tra i due indici vi è dunque uno scarto dello 0,7%, con una differenza particolarmente ampia nella prima metà dell’anno, dopodiché i due indici sono tornati a convergere. «Dopo un forte aumento dei prezzi per i beni di uso quotidiano come il carburante e l’energia per il riscaldamento, ad esempio, negli ultimi mesi del 2022 sono aumentati anche i beni a lungo termine come l’abitazione», ha spiegato Kuhn. Tuttavia, l’inflazione media annua più elevata determinata da Comparis riflette meglio l’esperienza reale dei consumatori nei loro acquisti quotidiani.

Inflazione elevata nel 2023

Stando a Comparis l’inflazione al di fuori dei confini elvetici rimarrà elevata. Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, i prezzi nei Paesi della zona euro sono aumentati del 9,7%, in tutta l’Ue ha superato addirittura l’11%. Nella zona dell’euro, a dicembre il tasso di inflazione è sceso dello 0,3%, nell’Ue dello 0,1%. Valori lontani da quelli svizzeri che rimarranno più elevati anche nel 2023. Nell’area dell’euro si prevede infatti un’inflazione al 6,1% e nell’Ue del 7%. In Svizzera, la Segretariato di Stato per gli Affari Economici (Seco) la ipotizza a fine anno al 2,2%, la Banca nazionale svizzera al 2,1%.

Sono rincarati i trasporti

A contraddistinguere l’anno i rincari a carico del settore della mobilità. In modo particolare, il trasporto aereo, che a causa del caro carburante e dell’aumento della domanda ha assistito a un rincaro del 33,8% rispetto al 2021.
L’aumento del prezzo del carburante, in media del 48,4%, ha segnato tuttavia anche altri settori. Sono diventati più cari anche la manutenzione e la riparazione del trasporto privato (33,8%), il trasporto pubblico (27,1%), gli altri servizi per il trasporto privato (19,8%) e i prezzi dei taxi (19,4%).

Spinge il settore paralberghiero

A dicembre, hanno subìto un importante aumento i prezzi del settore paralberghiero, soprattutto per ragioni stagionali. I prezzi sono aumentati del 20%, a fronte di un calo di novembre pari al 3,4%

Rincaro di alimenti e abbigliamento

A dicembre sono diventati più cari anche gli alimenti necessari per fare le torte. Lo zucchero è aumentato del 7,1% su base annua, così come il burro che su novembre è rincarato del 3,3%, ma su base annua ben del 9,5%.
Dal rincaro, non è stato risparmiato nemmeno il segmento dell’abbigliamento. Nell’ultimo trimestre dell’anno, ha registrato un aumento pari al 7,3%. Nessuno escluso: abbigliamento per bambini (+5,7%), calzature da uomo (+5,7%), abbigliamento femminile (5,6%).

Non tutto sale, qualcosa costa meno

Ci sono tuttavia dei prodotti che sono diventati più economici. Ad esempio, i consumatori a dicembre hanno pagato il carburante: il 6,9% in meno rispetto a novembre. Anche il caffè (commercio al dettaglio) è diventato più economico, con una riduzione del 4,8%.
Sono diminuiti anche i prezzi dei vini spumanti (commercio al dettaglio) (-3,7%), dei succhi di frutta e verdura (-3,1%) e dei supporti e contenuti di archiviazione (-3,0%).

L’inflazione colpisce coppie senza figli di 65 anni e oltre

Le coppie di 65 anni e oltre senza figli hanno registrato l’inflazione più alta negli ultimi 12 mesi. Attualmente il tasso di inflazione è del 3,3% rispetto all’anno precedente. Anche se, la vita per loro è diventata più economica a dicembre - rispetto al mese precedente - giù dello 0,3%.
Le famiglie monoparentali sono quelle che l’hanno percepita meno in termini percentuali. Con un punteggio di 104,2, l’inflazione percepita è stata del 2,6% negli ultimi 12 mesi. «Mentre le coppie senza figli hanno in genere più soldi a disposizione per vivere in case più grandi e viaggiare, i genitori single spesso non dispongono di questo denaro. Essi sentono l’inflazione in misura aritmeticamente minore, poiché non possono permettersi molti beni e servizi interessati dall’aumento dei prezzi, o solo in quantità minori», afferma Kuhn.

Classe media, la più colpita

Se si considera il reddito, nell’ultimo anno la vita è diventata più costosa per la classe di reddito più alta. L’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 3,0% per questa classe. A dicembre l’inflazione ha ristagnato.
La classe più colpita dall’inflazione è stata quella a reddito medio-alto. Rispetto all’anno precedente, i prezzi sono aumentati del 2,8%. Il mese scorso i consumi sono diventati più economici dello 0,1% per la fascia di reddito medio-alta.

Metodo di indagine

L’indice nazionale dei prezzi al consumo (CPI) misura le variazioni dei prezzi sulla base di un paniere rappresentativo di circa 1.050 beni e servizi. Una diminuzione sostenuta del valore del denaro o un aumento del livello medio dei prezzi viene definita inflazione. L’IPC copre 12 categorie principali, tra cui gli investimenti a lungo termine e gli affitti delle abitazioni. Non sono incluse le grandi voci di spesa, come i premi previdenziali o le imposte dirette. L’IPC non riflette quindi l’inflazione reale percepita dai consumatori.
L’indice dei prezzi al consumo Comparis, in collaborazione con il KOF Swiss Economic Institute dell’ETH, riflette l’inflazione percepita aggiustando i dati dell’IPC per gli affitti e i beni durevoli come automobili e mobili. Inoltre, vengono presi in considerazione esplicitamente i singoli gruppi di famiglie, le classi di reddito e le regioni linguistiche.
La base dei dati per l’indice dei prezzi al consumo Comparis è costituita dall’indice nazionale dei prezzi al consumo (CPI) e dall’indagine sui bilanci delle famiglie (HABE). Le ponderazioni per i nuovi indici di prezzo sono costruite a partire dall’HABE. Gli indici Laspeyres concatenati vengono quindi calcolati con le serie di prezzi dell’IPC. La base dell’indice è dicembre 2017 (corrisponde al 100%).

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