Guerra e consumi rallentano la ripresa del Paese. Le nuove previsioni sul PIL

Chiara De Carli

14 Marzo 2022 - 09:43

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Gli esperti hanno rivisto le previsioni di crescita per la Svizzera nel 2022 attestandola a quota 2,8%, anziché al 3%.

Guerra e consumi rallentano la ripresa del Paese. Le nuove previsioni sul PIL

Aumento dei costi e conflitto in Ucraina frenano la ripresa in Svizzera. Gli esperti della Segreteria di Stato dell’economia hanno rivisto le previsioni di crescita per la Confederazione nel 2022, attestandola a quota 2,8%. Per il 2023 le stime di crescita rimangono invariate al 2,0 %. Il 4° trimestre del 2021 è stato segnato dall’ultima ondata di Coronavirus e dalle relative restrizioni. In linea con le aspettative, la ripresa dell’economia svizzera è proseguita, anche se con un ritmo meno sostenuto.

Guerra in Ucraina

La guerra in Ucraina pesa sulle prospettive economiche e comporta rischi congiunturali importanti. L’economia svizzera parte in condizioni relativamente buone: la domanda interna è in ripresa e l’andamento del mercato del lavoro è favorevole. Aumentano gli occupati, il tasso di disoccupazione è tornato al livello pre-crisi e alcuni settori economici lamentano la carenza di personale qualificato. Inoltre, grazie all’allentamento delle misure sanitarie, per i prossimi mesi si prevede una netta ripresa nel settore dei servizi. I settori con il maggiore potenziale di crescita sono quello alberghiero e della ristorazione, quello della cultura e del tempo libero.

Mercati internazionali

La Segreteria di Stato dell’economia ribadisce che gli scambi economici della Svizzera con la Russia e l’Ucraina sono relativamente scarsi, dunque le ripercussioni dirette sul nostro Paese dovrebbero essere limitate. Purtroppo però, gli effetti indiretti potrebbero essere molto forti. Sui mercati internazionali i prezzi dei principali beni d’esportazione russi e ucraini, in particolare le fonti energetiche, nonché alcuni prodotti alimentari di base e metalli industriali, hanno infatti registrato un’impennata. Per questo a livello internazionale la pressione inflazionistica rimane elevata. Anche se il recente apprezzamento del franco sta aiutando a limitare la pressione sui prezzi in Svizzera, anche nel nostro Paese l’inflazione dovrebbe risultare più alta di quanto previsto in precedenza. Il gruppo di esperti rivede infatti al rialzo le proprie stime sull’inflazione in Svizzera nel 2022, il cui tasso dovrebbe arrivare all’1,9 % (previsioni dicembre 2021: 1,1 %), frenando i consumi privati. La crescente incertezza, poi, rallenta anche gli investimenti, mentre la situazione dell’approvvigionamento a livello globale si sta nuovamente aggravando.

Frenata la crescita

Alla luce di queste premesse, il gruppo di esperti rivede al ribasso (2,8 %) le previsioni di crescita per il 2022 (al netto degli eventi sportivi, valore stimato a dicembre 2021: 3,0 %). L’economia svizzera dovrebbe dunque continuare sulla strada della ripresa dalla crisi del Coronavirus con una crescita del PIL superiore alla media, anche se con meno dinamicità rispetto alle previsioni precedenti. Affinché ciò si verifichi è necessario che i nostri maggiori partner commerciali non vadano incontro a una forte recessione e soprattutto che non vi siano gravi problemi di rifornimento energetico o di materie prime in Europa.

Previsioni 2023

Nella seconda parte del periodo di previsione l’effetto di recupero della pandemia di Coronavirus dovrebbe affievolirsi. Se anche gli effetti frenanti del conflitto in Ucraina perderanno vigore la congiuntura dovrebbe normalizzarsi. Per tutto il 2023 il gruppo di esperti prevede una crescita del PIL del 2,0 %. In media annua, invece, l’inflazione dovrebbe scendere allo 0,7 %, in linea con le previsioni precedenti.
Anche per il mercato del lavoro il gruppo di esperti si attende un’ulteriore ripresa e prevede un tasso di disoccupazione medio del 2,1 % nel 2022 e del 2,0 % nel 2023.

Rischio pressione sui prezzi

Rischi congiunturali
Il della guerra in Ucraina alimenta un clima di grande incertezza. Anche qualora non si arrivi a un’escalation militare internazionale le ripercussioni economiche rischiano di essere più pesanti rispetto alle stime attuali. In caso di recessione dei maggiori partner commerciali della Svizzera, la nostra economia subirebbe un duro contraccolpo, in particolare se si verificasse un calo significativo della produzione in Europa dovuto all’interruzione delle forniture di materie prime dalla Russia. Con uno scenario del genere la pressione sui prezzi a livello internazionale resterebbe elevata e vi sarebbe un’evoluzione negativa dell’economia.Ulteriori rischi derivano dal crescente indebitamento di alcuni Stati e imprese. Anche nel settore immobiliare permangono dei rischi sia a livello nazionale che internazionale, in particolare in Cina.

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