In vigore i nuovi tassi di interesse: il pareggio franco-euro è questione di ore

Sara Bracchetti

17 Giugno 2022 - 16:37

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La decisione della Bns di alzarli di mezzo punto percentuale da oggi ha provocato conseguenze prevedibili: ormai manca un centesimo perché le due monete siano scambiarte 1:1.

In vigore i nuovi tassi di interesse: il pareggio franco-euro è questione di ore

È un franco che viaggia veloce verso la parità con l’euro, in fondo annunciata. Alla chiusura delle borse, ore 19.30 di un giovedì della metà di giugno, un euro veniva scambiato a 1,0203 franchi svizzeri, dall’1,038 in cui era partito in mattinata. All’apertura dei mercati di questa mattina, giorno dell’entrata in vigore dei nuovi tassi di interesse, eccolo già a 1,016, per poi toccare l’1,0102 alle 14.20: il suo punto finora più basso al confronto con gli ultimi due mesi.

Intervento atteso, ma non ora

La decisione presa ieri dalla Bns, che ha alzato i tassi di interesse di 0,5 punti percentuali per la prima volta dal 2007 passando da -0,75% a -0,25%, non ha tardato dunque a far sentire le sue conseguenze. In un certo senso attesa dagli analisti, che anzi stimano un altro intervento a breve e un paio ancora nel 2023, ma forse non abbastanza dai mercati, non fino a questo punto e comunque non alla vigilia dell’estate, la manovra contro l’inflazione ha subito determinato sbalzi importanti sulla valuta elvetica, che è rimbalzata fino all’1,5% sia nei confronti del dollaro, sia dell’euro. E la riapertura delle borse questa mattina non ha fatto altro che ribadire l’andamento verso l’alto del franco, ormai scambiato a pochissimo meno di 0,99 euro.

Un ritorno al passato (e al mese di marzo)

La promessa è evidente: raggiungere entro breve i livelli di tre mesi fa. Il 7 marzo, con un euro scambiato a 0,9988 franchi, il pareggio era di fatto una questione modesta di frazioni di centesimi. In risalita anche i rendimenti sull’obbligazionario europeo. «Un messaggio indicativo del clima di fondo, che mette in evidenza come anche le "colombe" siano ormai preoccupate dall’inflazione», ha dichiarato l’analista Jan van Gerich di Nordea, accennando a come «le banche centrali temono di rimanere indietro rispetto al mercato e si affrettano a recuperare terreno».

Inflazione "abbassata" al 2,8%

Nel suo esame trimestrale, la Bns ha rivisto al rialzo le previsioni legate all’inflazione, che dovrebbero segnare un incremento del 2,8% invece del 2,1% stimato qualche mese fa con più ottimismo. Numeri che sarebbero stati più alti se la Bns fosse rimasta ancora con le mani in mano: «Senza il rialzo dei tassi - hanno infatti dichiarato i banchieri elvetici annunciando la decisione - la previsione di inflazione sarebbe significativamente più alta». Invariata, invece, la previsione sulla crescita del Pil, pari al 2,5%.

Jordan: «Pronti a intervenire sul cambio»

Oltre a un secondo intervento sui tassi, presumibilmente in autunno, non si esclude un’azione della Bns sul mercato dei cambi, dove si è detta disponibile a intervenire all’occorrenza. Anche se, secondo il presidente Thomas Jordan, il franco «non ha più una valutazione elevata». Ciò acclarato, «se il franco dovesse apprezzarsi in modo eccessivo, saremmo pronti ad acquistare valuta estera; se invece dovesse indebolirsi, prenderemmo in considerazione anche di vendere valuta».

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