Crisi energetica: a rischio il riscaldamento in inverno. Pronini di AET: "Torniamo a usare la legna"

Chiara De Carli

04/08/2022

04/08/2022 - 15:20

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La siccità mette a rischio le forniture di energia, oltre alla critica situazione delle forniture di gas che imperversa tra Russia e Europa.

Crisi energetica: a rischio il riscaldamento in inverno. Pronini di AET: "Torniamo a usare la legna"

«Dobbiamo ridurre il consumo del gas del 15%», ha detto il direttore dell’Azienda Elettrica Ticinese (AET) Roberto Pronini, in un’intervista alla Rsi. «Se riduciamo i consumi abbassando il riscaldamento, spegnendo luci e computer quando non è necessario, è fattibile».
Il tema energetico, in questa estate arida e calda, scotta sempre di più. I prezzi di gas ed elettricità continuano la loro corsa verso l’alto, in balìa della volatilità del mercato indotta dal continuo tira e molla della Russia nei confronti dell’Europa. Ormai da mesi Mosca apre e chiude i rubinetti di Gazprom 1 a suo piacimento, utilizzando sempre il medesimo schema: “riduciamo i flussi per manutenzione”.
Intanto il Vecchio Continente deve correre ai ripari per arrivare preparato all’inverno, riempiendo il più possibile le riserve di gas in Germania. Una misura indispensabile, considerando che il 25% dell’energia elettrica in Europa è prodotta con il gas, e la sua eventuale penuria porterebbe a riduzione dei consumi e, nella peggiore delle ipotesi, a blackout per aziende e cittadini.

La situazione in Ticino

All’interno dei confini elvetici, così come anche in Ticino, le aziende che richiedono una fornitura di gas sono una piccola percentuale. Tuttavia, la situazione sul fronte elettrico non è più rosea rispetto a quella presente in Europa, in quanto le centrali idroelettriche sono a secco, a causa dell’anno particolarmente siccitoso.

«A oggi, stando alle previsioni, ci mancano 400 gigawattora/ora, l’equivalente di due anni di produzione della centrale della Verzasca. L’energia che ci manca, la dobbiamo comprare sui mercati ai prezzi attuali. Mentre i nostri contratti prevedono tariffe concordate 2 o 3 anni fa, a un costo decisamente inferiore. Molto probabilmente dunque il 2022 sarà un anno in rosso».
Intanto, in Francia la metà delle centrali nucleari sono in manutenzione, mentre in Germania sono state tutte dismesse, portando lo stato a dover ricorrere alle vecchie centrali a carbone.
L’inverno sarà difficile, anche in Svizzera. «La cosa più importante sarà comunque rispettare l’impegno contrattuale che abbiamo e fornire energia al Ticino, nel modo più affidabile possibile, in un anno molto difficile in cui non c’è acqua. Siamo ai minimi storici da 30 anni».

In Svizzera, dove da diverso tempo era stata avvallata la proposta di dismettere le centrali nucleari, qualcuno inizia ad avanzare qualche perplessità a riguardo. Promini sottolinea: «Sono attive 4 centrali su 5 e la loro attività continuerà fino oltre al 2030. E molto probabilmente saranno prolungate di 10 anni quelle di Gösgen e Leibstadt». Tuttavia, aprire nuove centrali nucleari, non rappresenta una soluzione sul breve termine. Poiché, prima di andare in funzione, devono passare 10 anni.

Comprare stufette è la soluzione?

Nei giorni scorsi, Digitec Galaxus aveva diffuso i dati secondo cui la vendita di stufette nel mese di giugno aveva registrato un’impennata del 370% su base annua e in luglio di 470% rispetto all’anno prima.
Per Pronini «I riscaldamenti elettrici diretti non sono sufficienti e non risolvono il problema» di un’eventuale carenza di riscaldamento alle famiglie. Il rischio è di vedere lievitare ulteriormente la bolletta dell’elttricità. Come fare, allora? Secondo il Presidente di AET dovremmo tornare a fare quel che facevano i nostri nonni: accendere stufe e camini a legna. «La legna – spiega Pronini – è un vettore rinnovabile, a biomassa, prodotto localmente che aiuta a diminuire la dipendenza dall’estero». Per abbandonare il fossile occorrono le materie rinnovabili, come «termopompa, energia elettrica, teleriscaldamento». Intanto si aspettano nuove fonti alternative. E conclude portando la sua esperienza «Dal 2005 ho installato un impianto a trucioli e riscaldo la mia casa in modo rinnovabile da oltre 17 anni».

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