Wall Street in rialzo nonostante l’Inflazione alta, ma in Giappone torna l’incertezza

Gabriele Stentella

14 Aprile 2021 - 10:28

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I dati relativi all’Inflazione negli Stati Uniti si sono rivelati superiori alle aspettative, ma questo non ha fermato la risalita dei titoli USA. In Asia però torna la paura per l’andamento della Pandemia

L’Inflazione negli Stati Uniti ha registrato un aumento superiore alle previsioni degli analisti. I prezzi sono cresciuti del 2,6% rispetto all’anno precedente, e la variazione su base mensile è stata pari allo 0,6%. A Wall Street si registrano tuttavia reazioni contrastanti, con Dow Jones in perdita e NASDAQ in notevole rialzo.

In Asia i titoli cinesi continuano la loto corsa al rialzo, mentre in Giappone la situazione appare ben diversa, con i timori legati a COVID-19 che sembrano irrompere nuovamente sullo scenario economico.

Andiamo ora a vedere la situazione delle varie borse nello specifico.

Inflazione USA al 2,6%, ma i titoli sono scambiati al rialzo

Le analisi più rosee degli analisti davano l’Inflazione USA stimata al 2,4%, mentre il dato atteso relativo alla sua variazione sul mese di febbraio 2021 era dello 0,4%. Ma il reale aumento dei prezzi negli Stati Uniti ha toccato quota 2,6%, registrando l’incremento maggiore dal 2012. Anche il dato riguardante la variazione mensile si è rivelato al di sopra della aspettative, arrivando allo 0,6% rispetto al mese di febbraio 2021.

Alla luce dei recenti sviluppi, gli esperti si sono divisi sull’interpretazione di questi dati. Da un lato c’è chi sostiene si tratti di un aumento temporaneo, mentre dall’altro lato c’è chi si aspetta un graduale aumento dell’Inflazione nei prossimi mesi. Il Presidente della Federal Reserve Jorome H. Powell rimane per il momento fermo sulla convinzione che vede la spinta inflazionistica un fenomeno di transizione.

Altro dato interessante riguarda il rendimento dei Titoli del Tesoro statunitense a scadenza decennale. Il 30 marzo 2021 ha toccato il suo massimo di 1,776%, dato più alto degli ultimi 14 mesi. Attualmente il rendimento è sceso a quota 1,632%.

Le borse del Nuovo Continente non hanno tuttavia mostrato una reazione omogenea a questa doccia fredda. Se l’indice Dow Jones arriva a perdere quasi lo 0,4%, salvo poi riprendersi e fermare la sua corsa registrando una perdita pari allo 0,2%, l’indice NASDAQ chiude in positivo, aumentando il suo valore dell’1,05%. Anche l’indice S&P 500 chiude in leggero rialzo, seppure solo dello 0,33%.

Il Nikkei teme ancora COVID-19, ma le altre borse seguono Wall Street

In Asia la maggior parte dei listini registra interessanti rialzi, mostrandosi in sintonia con l’andamento della borse americana.

A Hong Kong l’Indice Hang Seng ha guadagno l’1,26%, dopo ave toccato un massimo dell’1,3%. I titoli Blue Chip cinesi sono invece cresciuti dello 0,7%.

In Corea del Sud l’Indice KOSPI si è mostrato meno performante, ma ha comunque chiuso a 0,42%.

L’unica voce fuori dal coro è stato il Nikkei, che ha chiuso in calo dello 0,4%. Questo dato in controtendenza con i risultati delle altre borse si deve ai timori riguardanti la Pandemia. Il Giappone ha infatti registrato un nuovo aumento di contagi, dato che giunge a 100 giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Tokio.

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