La Commissione dei trasporti del Consiglio degli Stati ha approvato l’iniziativa del consigliere agli Stati Fabio Regazzi per una deroga al divieto di cabotaggio. L’obiettivo è inserire la modifica nella revisione della legge sulla navigazione aerea, in discussione alle Camere dall’autunno. Ecco cosa prevede e quali ostacoli restano sulla pista.
Quattro ore e 53 minuti: tanto serve oggi per andare in treno dalla stazione di Lugano a quella di Ginevra. In automobile, traffico permettendo, ci si impiega attorno alle cinque ore. Una distanza che, fra andata e ritorno, è difficilmente copribile nell’arco di una sola giornata. Un volo di linea ridurrebbe drasticamente i tempi, ma da anni l’offerta su questa rotta è di fatto inesistente.
La situazione potrebbe però cambiare. Venerdì 22 maggio la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati ha dato un primo via libera — con 7 voti contro 3 e 2 astensioni — a un’iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati ticinese Fabio Regazzi (Centro), pensata per riaprire la strada (o meglio, la pista) al collegamento aereo fra l’aeroporto di Lugano-Agno e quello di Ginevra.
Cosa prevede l’iniziativa Regazzi
Oggi le compagnie aeree estere non possono effettuare voli commerciali fra due aeroporti situati all’interno della Svizzera: è il cosiddetto divieto di cabotaggio. In pratica, una compagnia straniera non può vendere un volo che colleghi, per esempio, Basilea a Ginevra — e nemmeno Lugano-Agno a Ginevra.
L’iniziativa Regazzi, sostenuta anche dai due rappresentanti ginevrini al Consiglio degli Stati, chiede di inserire una deroga nella legge federale sulla navigazione aerea (all’articolo 32). La modifica permetterebbe, in determinati casi, ai vettori con sede nell’Unione europea o nell’AELS di operare collegamenti nazionali in concessione in Svizzera. Non si tratta di abolire il divieto di cabotaggio, ma di prevedere un’eccezione mirata: la deroga varrebbe solo quando «l’esigenza di trasporto non può essere soddisfatta altrimenti in modo equivalente». Spetterà poi al Consiglio federale fissare le condizioni di riferimento — per esempio l’impossibilità di coprire la distanza con i mezzi pubblici in meno di quattro ore.
Perché proprio la rotta Lugano-Ginevra
La scelta non è casuale. Lugano e Ginevra sono la seconda e la terza piazza finanziaria della Svizzera, ma i collegamenti diretti fra le due città restano lenti. Sul fronte ferroviario qualcosa si muove — la rete continua ad arricchirsi di nuovi collegamenti che toccano il Ticino — ma il treno resta attorno alle cinque ore di percorrenza.
Sul versante aereo, invece, lo scalo sottocenerino è rimasto senza voli di linea da quando Swiss ha deciso di abbandonare Lugano-Agno, nel 2019. E un ritorno non è all’orizzonte: «Al momento non abbiamo piani concreti per offrire un collegamento fra Lugano e Ginevra», ha fatto sapere un portavoce della compagnia. Da qui la scelta di Regazzi di guardare oltre i confini nazionali.
I tre nodi che restano prima del decollo
Il primo via libera della commissione è un passo politico importante, ma la rotta è ancora lontana dall’essere operativa. Restano almeno tre ostacoli concreti:
- Il quadro legale: finché la legge non viene modificata, il divieto di cabotaggio resta pienamente in vigore e nessuna deroga è applicabile.
- L’assenza di un vettore: Swiss esclude un ritorno; secondo l’ex direttore dello scalo luganese Davide Pedrioli ci sono «primi contatti» con alcune compagnie italiane, ma fermi alle fasi iniziali.
- I limiti dell’infrastruttura: la pista di Agno è considerata troppo corta per buona parte delle flotte. E il Municipio di Lugano, pur favorevole al collegamento, finora non ha voluto concedere contributi finanziari per attrarre un operatore.
Quando potrebbe arrivare la decisione
Il dossier passa ora alla commissione omologa del Consiglio nazionale. L’obiettivo dichiarato è inserire la deroga nella revisione della legge sulla navigazione aerea, che le Camere discuteranno a partire dal prossimo autunno. Solo a quel punto, e in caso di voto favorevole, si saprà se la rotta Lugano-Ginevra avrà davvero una base normativa su cui decollare.
Nel frattempo, per chi viaggia per lavoro o per turismo, restano valide le soluzioni di sempre: chi deve raggiungere Lugano e il Sottoceneri continuerà per ora a contare su treno e automobile. Conviene tenere d’occhio i lavori parlamentari dell’autunno: è lì che si capirà se l’aeroporto di Agno tornerà sulla mappa dei voli di linea.
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