Oltre 300’000 visitatori l’anno, un ponte romanico da cartolina e un’acqua color smeraldo che ha fatto il giro dei social: vi raccontiamo cosa vedere in Valle Verzasca, quanto si spende fra posteggio, autopostale e attività, e come arrivarci senza restare imbottigliati nel weekend ticinese più affollato dell’estate.
C’è un posto, a quaranta minuti da Locarno, dove l’acqua è così trasparente da sembrare finta. La Valle Verzasca — quella del Ponte dei Salti a Lavertezzo, il ponticello romanico a doppia arcata che vedete in ogni foto di viaggio ticinese — è diventata negli ultimi anni una delle mete più cercate della Svizzera italiana. C’è chi la chiama, con una certa esagerazione da cartolina, «le Maldive di Milano»: perché in un’ora e mezza d’auto dalla Lombardia si arriva a un fiume di montagna dai colori tropicali.
Il rovescio della medaglia è che la valle, d’estate, viene letteralmente presa d’assalto. E se avete in mente una gita nelle prossime settimane, conviene sapere prima quanto costa davvero — e come evitare le trappole del tutto esaurito. Perché la bellezza è gratis, ma tutto il resto (parcheggio, attività, un letto per la notte) ha un prezzo ben preciso.
Cosa si va a vedere: il ponte, la diga di 007 e i borghi di pietra
Il cuore fotografico è il Ponte dei Salti di Lavertezzo, da cui i più temerari si tuffano nelle pozze verde smeraldo. Ma la valle è molto più di un ponte: sono venticinque chilometri di gole, cascate, rustici in pietra e villaggi minuscoli come Corippo, per anni fra i comuni più piccoli della Svizzera, oggi rinato come «albergo diffuso».
All’imbocco della valle c’è poi la diga della Verzasca (o diga di Contra), 220 metri di calcestruzzo entrati nella storia del cinema: è da qui che James Bond si lancia nel volo d’apertura di GoldenEye, ancora oggi votato in più sondaggi come miglior stunt della storia del film. Chi vuole rifare quel salto può farlo sul serio: è il bungee jumping più alto d’Europa.
Quanto costa davvero una giornata in Verzasca
Ecco i numeri che contano, per non arrivare impreparati:
- Parcheggio: la Parkingcard giornaliera costa 12 CHF, quella settimanale 40 CHF. Nelle aree a sosta breve (Diga, Lavertezzo Paese, Lavertezzo Ponte) si paga 1 CHF ogni 20 minuti, fino a un massimo di 3 CHF l’ora. Il pagamento al parchimetro è obbligatorio tutti i giorni, tutto l’anno, dalle 08.00 alle 19.00. Si paga con carta, contanti, ParkingPay o Twint; sono accettati anche gli euro.
- Il salto di 007: il bungee jumping dalla diga parte da 195 CHF, con 39 CHF in più se volete il video GoPro del vostro volo. La struttura è aperta stagionalmente, dal weekend di Pasqua a fine ottobre, nei pomeriggi da mercoledì a domenica.
- Dormire a Corippo: l’albergo diffuso ricavato da cinque rustici restaurati (dodici camere in tutto) è l’esperienza più autentica della valle. In alta stagione i prezzi partono da circa 400 CHF a notte: non economico, ma è il modo per vivere il borgo quando i pendolari del giorno se ne sono andati.
- Moto e bici: chi arriva in motocicletta o ciclomotore parcheggia gratis, e le biciclette si posteggiano gratuitamente ovunque. Un dettaglio non da poco, vista la coda di auto che ogni sabato d’agosto risale la valle.
Per chi cerca refrigerio senza spendere una fortuna, va detto che il fiume è solo una delle opzioni ticinesi: se preferite un tuffo più comodo e attrezzato, abbiamo raccontato altrove i dieci migliori lidi del Canton Ticino, molti dei quali costano meno di una giornata completa in Verzasca.
Come arrivarci (e perché conviene lasciare l’auto a casa)
Il consiglio pratico numero uno è semplice: non prendete l’auto. La valle è raggiungibile con l’autopostale dei trasporti pubblici svizzeri, che da Locarno ferma a Gordola, alla Diga, al bivio di Corippo, a Lavertezzo e fino a Sonogno in fondo alla valle. Il tragitto da Locarno a Lavertezzo dura circa quaranta minuti e vi risparmia la parte peggiore della giornata: la caccia al posteggio.
Non è un dettaglio da poco. In estate circa 50’000 persone usano l’autopostale per salire in valle, e la strada — stretta e con poche piazzole — si trasforma spesso in un imbuto. Se proprio volete l’auto, partite presto: i pannelli luminosi all’imbocco segnalano in tempo reale i posteggi liberi, e a metà mattina di un sabato d’agosto sono quasi sempre rossi.
Un successo che la valle fatica a reggere
Dietro le foto da sogno c’è un tema molto concreto, ed è qui che la Verzasca diventa un caso da manuale di overtourism. La valle accoglie oltre 300’000 escursionisti giornalieri all’anno, e circa il 92% arriva in auto o camper: il risultato sono ingorghi, sosta selvaggia e malumore fra i residenti, a fronte di infrastrutture che non sono cresciute allo stesso ritmo.
L’unico indicatore che è cresciuto, e parecchio, è l’incasso dei parchimetri: negli ultimi tre anni ha registrato un terzo in più rispetto ai livelli pre-pandemia. È il segno di un indotto reale — il turismo vale per il Cantone Ticino circa 2 miliardi di franchi l’anno — ma anche di una pressione che i Comuni della valle stanno provando a governare con navette, aree camper e, all’orizzonte, l’ipotesi di un tetto ai visitatori nelle giornate di punta.
La lezione per chi vuole godersi la Verzasca senza contribuire al caos è semplice: andare presto o fuori stagione, usare i mezzi pubblici, e magari tenere pronto un piano B per le domeniche più affollate. Le cinque vette raggiungibili in mezz’ora dalla città offrono lo stesso refrigerio con molta meno coda; e per un fine settimana diverso restano validissime le quattro idee di weekend sul Lago di Como partendo dal Ticino, spesso più economiche di quanto si pensi.
La Verzasca resta una delle cose più belle che la Svizzera italiana possa offrire. Ma come tutte le cose belle e gratuite, va scelta con un minimo di strategia: sapere in anticipo dove parcheggiare, quanto costa cosa e a che ora partire fa la differenza fra una giornata da cartolina e un pomeriggio passato in coda.
Avete un angolo segreto della valle o un trucco per evitare il tutto esaurito? Scriveteci a [email protected]: le migliori dritte finiranno nel prossimo pezzo dedicato ai fiumi balneabili del Ticino.
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