Dal Ponte dei Salti di Lavertezzo al salto nel vuoto dalla diga di «GoldenEye»: dove andare, quanto si spende fra Parkingcard e bus postale, e perché la valle ragiona ormai sul numero chiuso.
C’è un fiume, nel cuore del Locarnese, che ogni primavera torna a tingersi di un verde smeraldo che sembra ritoccato al computer. È la Verzasca, e la sua acqua è così limpida che le fotografie scattate dai turisti hanno fatto il giro del mondo con un soprannome che ai valligiani non è mai piaciuto granché: le «Maldive svizzere». Passati i ponti dell’Ascensione, la stagione è ormai entrata nel vivo, e nei prossimi mesi la valle accoglierà — come ogni anno — oltre 300’000 visitatori, in larga parte gitanti di giornata.
Per chi parte dal Sopraceneri è una meraviglia a portata di mano: da Locarno bastano una ventina di minuti d’auto per ritrovarsi davanti al Ponte dei Salti di Lavertezzo, l’arcata di pietra a schiena d’asino diventata l’immagine-cartolina del Ticino. Ma quella stessa popolarità ha un prezzo, e non solo in senso figurato. Vi raccontiamo che cosa vedere, quanto mettere in conto e perché, sempre più spesso, conviene lasciare l’auto in pianura.
Le 5 tappe da non perdere
La valle si percorre tutta lungo un’unica strada, da Tenero fino a Sonogno. Ecco le soste che vale la pena segnare in agenda:
- Lavertezzo e il Ponte dei Salti — il celebre ponte romanico a due arcate, le pozze d’acqua smeraldo e i tuffi dei più temerari. È il punto più fotografato e anche il più affollato: meglio arrivarci presto.
- La diga della Verzasca — lo sbarramento alto 220 metri reso celebre nel 1995 dal salto nel vuoto di James Bond nella scena d’apertura di «GoldenEye».
- Corippo — a lungo considerato il più piccolo Comune della Svizzera, un nucleo di case in pietra che dal 2022 è rinato come «albergo diffuso».
- Sonogno — il villaggio in fondo alla valle, con la Casa della Lana, il museo etnografico e i grotti dove fermarsi a pranzo.
- Il sentiero del fiume — il «Sentierone» collega i villaggi a piedi e regala scorci sull’acqua lontano dalla calca. Chi cerca altri itinerari nel resto del Paese può ispirarsi ai tanti sentieri storici svizzeri.
Quanto costa parcheggiare (e perché conviene il bus)
Il vero costo della gita in Verzasca non è il biglietto di un’attrazione: è il posteggio. I parcheggi della valle, contrassegnati da una «P» verde e chiamati Aree Verdi, applicano tariffe coordinate tramite la Parkingcard. Per il 2026 i prezzi di riferimento sono 12 CHF per la carta giornaliera e 40 CHF per quella settimanale. Esiste poi una tariffa «trekking» pensata per gli escursionisti (12 CHF il primo giorno, poi 4 CHF per ogni giorno successivo) e una per i camper, a 24 CHF al giorno nelle aree attrezzate di Brione e Sonogno. Si paga ai parchimetri, con ParkingPay o Twint, e sono accettati anche gli euro.
A conti fatti, per una famiglia che arriva in auto la sosta pesa più di un pranzo. Ecco perché conviene valutare l’alternativa: la valle è servita dall’autobus postale — la linea 321 da Tenero risale fino a Sonogno — e da Verzasca Mobile, un minibus a chiamata prenotabile via app che collega i villaggi a chi è senza auto. Spostarsi con i mezzi pubblici, sfruttando la tariffa integrata Arcobaleno, resta del resto il modo più economico di scoprire il territorio, e fa risparmiare pure la coda. Chi viaggia in camper, invece, deve ricordare che le regole di sosta cambiano da Comune a Comune, esattamente come accade in pianura.
Il salto di James Bond e il borgo che è diventato un albergo
Oltre alla natura — gratuita — la valle offre due esperienze a pagamento entrate nell’immaginario collettivo. La prima è il bungee jumping dalla diga: 220 metri di caduta dallo stesso muro da cui si lancia 007 nel film. Il salto, gestito da un operatore specializzato, si prenota nei fine settimana da primavera a fine ottobre e parte da circa 195 CHF. La seconda è il pernottamento a Corippo: dal 2022 l’antica osteria e cinque case del nucleo sono state restaurate per ricavarne dodici camere, e dormire nel borgo dà diritto al Ticino Ticket, che rende gratuiti i mezzi pubblici cantonali per tutta la durata del soggiorno.
300’000 turisti e il nodo del «numero chiuso»
Il successo della Verzasca è anche il suo problema. La maggior parte dei visitatori — circa il 92% — arriva in auto o in camper, e nelle giornate di punta la strettoia di Brione e i villaggi del fondovalle vanno in sofferenza. Da anni il gruppo di lavoro sulla mobilità, coordinato dalla Fondazione Verzasca nell’ambito del «Masterplan Verzasca 2030», sperimenta correttivi: pannelli luminosi che segnalano in tempo reale i posteggi liberi, un semaforo intelligente alla strettoia di Brione, agenti che regolano il traffico nei punti critici.
Resta sul tavolo la misura più drastica e più discussa: il contingentamento, cioè un tetto al numero di auto ammesse ogni giorno. Non è una scelta semplice — tocca diritti di accesso e competenze cantonali — ma il principio è chiaro: una valle attraversata da diverse migliaia di vetture al giorno non è più piacevole né per chi la visita né per chi ci abita. Tradotto per il visitatore: prima o poi, andarci in auto potrebbe non essere più scontato.
I consigli della redazione
Per godervi la Verzasca senza stress, qualche regola pratica:
- Andate presto, o scegliete un giorno feriale: a metà mattina, nei weekend, i parcheggi di Lavertezzo sono già pieni.
- Valutate il bus: spesso costa meno della Parkingcard e vi risparmia la caccia al posteggio.
- Attenzione all’acqua: la Verzasca è gelida e ha correnti insidiose. Bellissima da fotografare, va rispettata prima di tuffarsi.
- Portate via i rifiuti: la valle è un ambiente fragile, e la sua tenuta dipende anche dai gesti dei singoli.
E voi, avete una tappa del cuore in Verzasca che non abbiamo citato? Scriveteci a [email protected]: le segnalazioni più belle finiranno nel prossimo Discover dedicato al territorio.
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