Val Verzasca, le "Maldive di Milano": 300’000 visitatori l’anno e quanto costa davvero una giornata fra le acque verdi (senza farsi rovinare la gita)

Claudio Galli

5 Giugno 2026 - 19:10

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Parcheggio, autopostale, canyoning e il ticket d’ingresso allo studio del Comune: vi raccontiamo cosa vi aspetta a Lavertezzo e in valle, con i prezzi alla mano, per godervi le acque smeraldo a meno di un’ora dal Sopraceneri senza brutte sorprese.

Val Verzasca, le "Maldive di Milano": 300'000 visitatori l'anno e quanto costa davvero una giornata fra le acque verdi (senza farsi rovinare la gita)

Basta una giornata di sole di giugno e succede ogni anno la stessa cosa: la strada cantonale che sale da Gordola si riempie, i parcheggi di Lavertezzo vanno in saturazione entro metà mattina e il Ponte dei Salti, l’arco di pietra a doppia campata sopra il fiume, diventa il set fotografico più affollato del Cantone. La Val Verzasca è ufficialmente entrata nella stagione calda, e con lei torna la domanda che ogni ticinese e ogni frontaliere lombardo si pone almeno una volta: vale ancora la pena, e soprattutto quanto costa?

Vi anticipiamo la risposta: la valle resta una delle gite più spettacolari e a buon mercato che la Svizzera italiana possa offrire, a patto di organizzarsi. L’acqua color smeraldo della Verzasca, limpida al punto da essere meta di sub e fotografi, non si paga: l’ingresso al fiume è libero. Tutto il resto, però, qualche franco lo costa, e conviene sapere in anticipo dove.

Come una valle alpina è diventata un fenomeno da social

La svolta ha una data precisa. Nel 2017 un video diventato virale - oltre due milioni di visualizzazioni - ribattezza il Ponte dei Salti italico«le Maldive di Milano», a sottolineare quanto sia vicino e accessibile dal capoluogo lombardo: poco meno di due ore di auto. Da quel momento la Verzasca smette di essere una valle riservata agli escursionisti e diventa una destinazione di massa.

I numeri raccontano la portata del fenomeno: si stima che la valle accolga circa 300’000 visitatori l’anno, in larga parte da Lombardia, Ticino e zone di confine. Solo nei mesi estivi, attorno ai 50’000 ospiti si spostano con l’autopostale, mentre lungo il celebre Sentierone che da Lavertezzo porta a Brione il visitatore incontra diciassette installazioni d’arte disseminate nel paesaggio. Non è più la valle silenziosa di vent’anni fa, ma il richiamo è comprensibile: poche mete alpine offrono uno scenario così fotogenico a una distanza così breve.

Quanto costa davvero una giornata in Verzasca

Ecco la parte che interessa il portafoglio. Le voci di spesa di una giornata-tipo in valle sono poche e contenute:

  • Parcheggio: la italicoParkingcard giornaliera costa 12 CHF, quella settimanale 40 CHF. In alternativa, le aree a tempo costano 1 CHF ogni 20 minuti (massimo 3 ore) e quelle estese 2.50 CHF l’ora. Si comprano agli infopoint, alla Fondazione Verzasca a Lavertezzo, in ristoranti, chioschi e campeggi.
  • Autopostale: il biglietto da Locarno a Lavertezzo costa 4.70 CHF per circa 40 minuti di viaggio, con fermate a Gordola, alla Diga, al bivio di Corippo, a Lavertezzo e a Sonogno.
  • Canyoning guidato: per chi vuole l’esperienza adrenalinica fra pozze, salti e calate a corda, le guide propongono uscite a partire da circa 159 CHF a persona, attrezzatura inclusa.
  • Pranzo: il grotto resta l’opzione più tipica e, fra polenta, formaggini e una bottiglia di merlot, ci si cava intorno ai 30-40 CHF a testa.

Tradotto: una famiglia che arriva in auto, parcheggia per la giornata e si porta il pranzo al sacco può cavarsela con i soli 12 CHF della Parkingcard. Chi sceglie il treno più l’autopostale e un pasto al grotto resta comodamente sotto i 60 CHF a persona - cifra non lontana da quella di un weekend low cost sul Lago di Como, se cercate un confronto fra gite di prossimità.

Come arrivarci (e perché conviene lasciare l’auto a casa)

Il consiglio della redazione è netto: in alta stagione, dimenticatevi l’auto. I posteggi di Lavertezzo si riempiono presto e la coda sulla cantonale è la prima cosa che rovina la giornata. L’autopostale che risale la valle da Locarno è la scelta più sensata: costa meno di cinque franchi, ferma in tutti i punti che contano e vi evita lo stress del parcheggio introvabile. Per chi parte dal Sottoceneri, basta combinare il treno fino a Locarno e poi salire sul bus giallo.

Se invece cercate semplicemente un tuffo senza salire in valle, ricordate che il Ticino di acqua balneabile ne ha in abbondanza: dai lidi attrezzati ai bagni pubblici, le alternative non mancano e le abbiamo raccolte nella nostra guida ai migliori lidi del Cantone. Anche restare sul Ceresio può essere un piano B più che dignitoso nei fine settimana in cui la Verzasca è presa d’assalto.

Il rovescio della medaglia: overtourism e l’ipotesi ticket

C’è un tema che la valle si trascina da anni: troppa gente, troppo concentrata. La pressione sui sentieri, sui rifiuti e sulla mobilità ha spinto le autorità locali a studiare contromisure. Il sindaco di Verzasca ha analizzato la proposta di introdurre un ticket giornaliero fra i 5 e i 10 CHF per regolamentare gli accessi, sul modello di altre località svizzere alle prese con lo stesso problema.

Un pedaggio d’ingresso, sia chiaro, oggi non c’è: l’idea resta allo studio. Ma il solo fatto che se ne discuta dice molto su quanto il "turismo da Instagram" abbia cambiato l’economia e la quotidianità di una valle di poche centinaia di abitanti. Per il visitatore responsabile la regola è semplice: portarsi a casa i propri rifiuti, rispettare i divieti di balneazione dove segnalati e, possibilmente, scegliere i giorni feriali.

I consigli della redazione per evitare la ressa

  • Arrivate presto: prima delle 10 i posteggi sono ancora liberi e la luce sull’acqua è la migliore per le foto.
  • Scegliete un giorno feriale: il sabato e la domenica d’estate la valle va in sovraccarico.
  • Salite oltre Lavertezzo: a Brione, Frasco e Sonogno c’è la stessa acqua verde con un decimo della folla.
  • Acquistate la Parkingcard in anticipo negli infopoint a valle, per non perdere tempo una volta su.

La Verzasca, in fondo, è la dimostrazione che la Svizzera italiana non ha bisogno di mete esotiche per stupire: bastano un fiume, qualche ponte di pietra e un’ora di strada. Il trucco è viverla con la testa, non con la fretta di chi insegue la foto.

E voi? Avete un angolo della valle - o un’altra meta ticinese - che secondo noi meritava di stare in questa guida? Scriveteci a [email protected]: le segnalazioni migliori finiscono nel prossimo pezzo.

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