UBS diventa banca retail negli USA: conti correnti e mutui per i ricchi americani entro il 2027 — cosa cambia per Lugano

Claudio Galli

4 Luglio 2026 - 10:11

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UBS ha ottenuto la licenza bancaria nazionale negli Stati Uniti e si prepara a offrire conti correnti, conti risparmio e mutui ai suoi clienti ricchi americani. Il test parte a dicembre con i dipendenti, il lancio commerciale è previsto per metà 2027. Ma la sfida con Berna sui requisiti di capitale minaccia di condizionare l’espansione.

UBS diventa banca retail negli USA: conti correnti e mutui per i ricchi americani entro il 2027 — cosa cambia per Lugano

Il piano è ambizioso e mette al centro una scommessa che la più grande banca svizzera non poteva più rimandare: diventare una banca a tutti gli effetti negli Stati Uniti, non solo una società di gestione patrimoniale.

Secondo quanto rivelato dal Financial Times il 2 luglio, UBS è pronta ad aprire conti bancari per i propri dipendenti statunitensi già a partire da dicembre 2026, come fase di test prima del lancio commerciale. Dal secondo trimestre 2027, i servizi — conti correnti, conti risparmio, mutui e altri prodotti di credito — saranno disponibili per la clientela privata con patrimoni tra 2 e 10 milioni di dollari.

Il tutto è reso possibile dalla licenza bancaria nazionale (OCC) che UBS ha ottenuto negli Stati Uniti all’inizio di quest’anno — un passaggio che apre ufficialmente le porte al retail banking in un mercato dove la banca zurighese opera da decenni solo come asset manager.

Perché UBS ha bisogno di conti correnti per i ricchi

Il problema che la banca di Ermotti vuole risolvere è semplice: fino a oggi, i clienti americani di UBS affidavano i loro investimenti alla banca svizzera, ma per il conto corrente e il mutuo dovevano rivolgersi altrove — a Morgan Stanley, Bank of America o JPMorgan. Un rischio evidente: chi fa tutte le operazioni bancarie con un’unica istituzione è meno propenso a spostare i suoi investimenti.

I numeri raccontano il problema chiaramente. Nel 2025 la divisione Americas di UBS ha generato 12,2 miliardi di dollari di ricavi, ma con un margine pre-tasse inferiore al 13%. Morgan Stanley, che offre già il banking completo ai suoi clienti, ha chiuso lo stesso anno con un margine del 29% nella gestione patrimoniale. Un divario che pesa.

La divisione americana aveva inoltre perso quasi 6 miliardi di dollari di asset netti nel corso del 2025, in parte per l’insoddisfazione dei consulenti finanziari dopo la fusione con Credit Suisse. Il recupero è iniziato nel primo trimestre 2026, con 5,3 miliardi di dollari di nuova raccolta netta, ma la pressione rimane alta.

«Shrinking is not an option», ha dichiarato l’amministratore delegato Sergio Ermotti. La banca retail negli USA è la risposta operativa a quella frase.

Il nodo capitali e la tensione con Berna

La corsa americana di UBS non si svolge, però, in un contesto sereno sul fronte interno. Il Dipartimento federale delle finanze guidato da Karin Keller-Sutter ha proposto una riforma — la cosiddetta Lex UBS — che imporrebbe alla banca requisiti di capitale significativamente più elevati per coprire le filiali estere, inclusa quella americana.

La ministra delle finanze ha ammesso che la misura renderebbe più costosa la crescita di UBS negli Stati Uniti. La banca, dal canto suo, contesta l’impostazione: un capitale bloccato a Berna è un capitale che non lavora in America. Il Consiglio degli Stati ha già frenato sulla proposta originale, rinviando la decisione.

Il Fondo monetario internazionale si è invece espresso a favore di requisiti patrimoniali rafforzati, sostenendo che la misura riduce il rischio sistemico — un tema reso urgente dal collasso di Credit Suisse nel 2023. Per i risparmiatori e per la piazza finanziaria di Lugano, che gestisce masse ingenti attraverso le filiali UBS nel Cantone Ticino, l’esito di questa partita non è neutro: più capitale vincolato significa meno leva per crescere e potenzialmente meno redditività anche nelle sedi svizzere.

Cosa cambia per i clienti svizzeri

Sul fronte svizzero, la mossa americana non modifica nel breve termine le condizioni offerte ai correntisti in Ticino. Quello che cambia è il posizionamento strategico globale della banca: UBS sta costruendo un modello in cui il cliente benestante — che sia a Lugano o a New York — trova sotto lo stesso tetto tutto ciò di cui ha bisogno, dagli investimenti al mutuo.

Un modello già collaudato dalla concorrenza anglosassone e che UBS ha finora potuto applicare solo parzialmente nel proprio mercato di punta. Secondo lo Studio Moneyland 2026, intanto, UBS figura tra le banche svizzere con i costi più elevati per i correntisti: la pressione competitiva delle neobanche nel mercato domestico aggiunge un’ulteriore ragione per cercare margini migliori oltreoceano.

Il verdetto definitivo sulla Lex UBS — atteso dopo agosto — dirà quanto questa espansione costerà anche al Ticino.

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