SMI ai massimi storici: la Borsa di Zurigo chiude il primo semestre 2026 con +7% e 170 miliardi di franchi guadagnati

Claudio Galli

1 Luglio 2026 - 10:11

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Dal crollo del 12% in marzo, con lo scoppio della guerra in Iran, fino ai nuovi record assoluti di fine giugno: in sei mesi l’indice svizzero ha battuto tutti i record. Casse pensioni e AVS in utile, ABB vola sull’AI, Partners Group in rosso.

SMI ai massimi storici: la Borsa di Zurigo chiude il primo semestre 2026 con +7% e 170 miliardi di franchi guadagnati

Nessuno se lo aspettava in questi termini a inizio anno: lo Swiss Market Index (SMI), il principale indice della Borsa di Zurigo, ha chiuso il primo semestre 2026 ai massimi storici assoluti. Secondo i dati elaborati da SRF, il valore complessivo delle azioni svizzere quotate è cresciuto di circa 170 miliardi di franchi in sei mesi — un guadagno in conto capitale che ha beneficiato direttamente azionisti privati, casse pensioni e l’AVS stessa.

Dal crollo di marzo alla volata finale: cos’è successo

Il percorso non è stato lineare. A marzo, con lo scoppio della guerra in Iran, i mercati finanziari globali hanno subito un brusco rallentamento: l’SMI ha perso temporaneamente il 12% del suo valore in poche settimane. Un crollo che ha fatto temere scenari ben peggiori.

Poi è arrivata la ripresa. Il timore di un conflitto regionale allargato non si è concretizzato, le grandi società svizzere hanno continuato a sfornare utili robusti e il contesto di tassi bassi mantenuto dalla Banca nazionale svizzera (BNS) — tasso guida confermato allo 0% a giugno — ha spinto gli investitori verso le azioni. Risultato: a fine giugno l’SMI ha fatto segnare il nuovo record assoluto, con un progresso di circa +7% da inizio anno.

ABB, Novartis, Kühne+Nagel: i titoli che hanno fatto la differenza

Tra i venti titoli dell’SMI, il semestre ha premiato chi è posizionato sull’intelligenza artificiale e sulla logistica:

  • ABB è il grande vincitore del periodo. Il colosso zurighese di elettrotecnica e automazione ha beneficiato direttamente del boom dell’AI: fornisce componenti per i data center e sistemi di controllo per la rete elettrica — infrastrutture indispensabili per alimentare i server dell’intelligenza artificiale, secondo la NZZ.
  • Novartis ha incassato forti guadagni grazie al successo di diversi farmaci ad alto margine, confermando la tenuta del comparto farmaceutico svizzero.
  • Kühne+Nagel, il gigante della logistica, ha beneficiato del rialzo dei noli marittimi, tornati a crescere dopo i minimi del 2023-2024.

Sul fronte opposto, la nota stonata del semestre è Partners Group: il gestore di private equity di Baar (Cantone di Zugo) ha perso circa un terzo del suo valore in Borsa dopo che diversi investitori istituzionali hanno ritirato capitali. Una performance che pesa sull’intero settore del private equity svizzero.

Casse pensioni e pilastro 3a: il semestre rafforza i patrimoni previdenziali

Per chi ha risparmio investito nel sistema previdenziale svizzero, il primo semestre 2026 porta buone notizie. Le casse pensioni (LPP, 2° pilastro) e l’AVS investono una quota significativa del loro patrimonio in azioni svizzere e globali: un semestre da record all’SMI si traduce direttamente in rendimenti positivi per i fondi e, nel lungo termine, in una maggiore solidità del sistema.

Anche chi gestisce un pilastro 3a investito in fondi azionari — la soluzione sempre più diffusa rispetto al conto bancario tradizionale — ha potuto vedere crescere il proprio capitale nel corso dei sei mesi.

Attenzione: i rendimenti passati non garantiscono quelli futuri. Come ricorda SRF, «quando le quotazioni tornano a scendere, il successo si ridimensiona».

Secondo semestre 2026: i tre fattori da tenere d’occhio

Il consenso degli analisti è cauto per i prossimi mesi. Tre variabili dominano le previsioni:

  • Conflitto in Iran e prezzi del petrolio: un’escalation ridarebbe volatilità ai mercati e penalizzerebbe le aziende export-oriented svizzere.
  • Intelligenza artificiale: il Nasdaq americano ha guadagnato l’11% nel semestre, trascinato dai titoli tech. Il tema AI rimane il motore principale dei mercati globali, con Nvidia che vale ormai 4’718 miliardi di dollari in Borsa. Un eventuale rallentamento delle aspettative sul settore si ripercuoterebbe sull’SMI attraverso ABB e altri fornitori svizzeri.
  • Politica monetaria BNS: con i tassi allo 0% e un’inflazione attesa intorno allo 0,5%, la Banca nazionale svizzera ha poco margine di manovra. Qualsiasi segnale di rialzo dei tassi inciderebbe sulle valutazioni azionarie.

La Borsa di Zurigo resta uno dei mercati più solidi d’Europa. Ma la prudenza, a luglio 2026, rimane il consiglio più sensato.

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