Reddito delle famiglie 1995-2022, cosa è cambiato

Redattore

28 Novembre 2023 - 07:33

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Il reddito delle famiglie è cambiato tantissimo negli ultimi 17 anni, causando anche dei cambiamenti nelle abitudini di acquisto. Ecco cosa dicono i dati macroeconomici in merito.

Reddito delle famiglie 1995-2022, cosa è cambiato

Dal 1995 al 2022 - ultimi dati disponibili - aumenta il reddito complessivo delle famiglie svizzere, con un +82% in 17 anni. Anche il reddito pro capite cresce con il 27,2% in più. Questi dati tengono in considerazione l’aumento dei prezzi e della popolazione e rappresentano gli indicatori della prospettiva macroeconomica dei redditi in Svizzera con riferimento alle famiglie. La notizia arriva dai conti nazionali, che sono stati analizzati nelle ultime rilevazioni pubbliche.

Quali sono i principali indicatori macroeconomici

Gli indicatori macroeconomici sono fattori che hanno un pimpatto diretto sull’economia reale. Partendo da questi dati si possono fare scelte di politica monetaria o fiscale. I dati sono utili non solo per chi ha la possibilità di imporre nuove tasse o di predisporre degli incentivi, ma anche per le aziende, soprattutto quelle legate ai consumi.
Se un’azienda vuole mettere in commercio un nuovo prodotto, per esempio, deve sapere quanto il consumatore può spendere per il superfluo in quella particolare congiuntura economica. L’andamento dell’inflazione, il Pil e la bilancia dei pagamenti (che rappresentano i tre indicatori macroeconomici principali) possono fornire una prima risposta prima di proporre il nuovo prodotto sul mercato. Quali sono nei dettagli questi indicatori macroeconomici e come aiutano a effettuare un’analisi economica dettagliata?

  • PIL. Il Prodotto Interno Lordo indica il valore dei beni e dei servizi al consumo. Si calcola ogni 3 mesi e rappresenta il benessere economico di un Paese. Se lo Stato è in recessione, allora si sono verificati 6 mesi consecutivi con il segno meno.
  • Inflazione. Aumento dei prezzi al consumo, alla produzione e all’ingrosso. Dare un’occhiata agli indici di produzione e di vendita all’ingrosso vuol dire avere la possibilità di capire in anticipo come aumenterà l’inflazione al consumo.
  • Tassi di interesse reali. Si calcola sottraendo dal tasso nominale quello di inflazione. Il risultato può anche avere il segno meno.
  • Bilancia dei pagamenti. Verifica le entrate e le uscite in valuta estera e in valuta nazionale. Serve per capire come va il mercato delle importazioni e delle esportazioni. Se ha il segno meno, vuol dire che le esportazioni sono di più rispetto alle importazioni, oppure che la moneta abbia una valutazione in più, o ancora che ci sono delle fughe di capitali verso l’estero.
  • Debito pubblico. Indica il debito che lo Stato ha con i suoi cittadini con i titoli.
  • Tasso di disoccupazione. Mostra la percentuale di disoccupati in un Paese.

Quali sono gli altri indicatori macroeconomici che misurano lo sviluppo crescita economica

Ci sono altri indicatori che possono aiutare a fare chiarezza su come sta andando l’economia. Per esempio, il tasso di crescita del PIL indicherà se sta aumentando o scendendo (cala se c’è il segno meno), mentre l’indice dei prezzi al consumo consentirà di capire come sta andando il mercato al dettaglio.
Una moneta forte e stabile indica un’economia solida, mentre una valuta che è più debole rispetto a una moneta di riferimento - cioè dove serve più moneta locale per ottenere moneta estera di pari valore - indica un’economia instabile.
Per capire come sta andando il mercato del lavoro, invece, non basta la semplice indicazione della disoccupazione, ma una statistica totale sul mercato e sulle competenze richieste può essere di aiuto. Infine, il prezzo delle materie prime incide sui costi energetici.
I dati di cui abbiamo parlato finora si chiamano indicatori di lagging e mostrano quando l’economia non va bene. Invece, quando l’economia è in crescita, si dà un’occhiata agli indicatori di leading, che sono:

  • L’andamento del mercato azionario. Più persone possono investire e guadagnare sui mercati azionari, più vuol dire che c’è la possibilità di investire.
  • Il prezzo degli immobili. Il mattone è il bene rifugio per eccellenza. Se sale troppo e c’è una corsa all’acquisto, allora l’economia non se la passa bene - anche se dovresti dare un’occhiata agli altri dati economici - mentre in un’economia solida il prezzo del mattone dovrebbe scendere.
  • Il rendimento dei titoli di Stato. Meno rendono questi titoli, più l’economia locale goda di buona salute, perché ci sono meno rischi collegati al prestare soldi allo Stato.
  • Le statistiche di produzione e di industria manifatturiera. Se aumentano le imprese che lavorano nella produzione, allora vuol dire che c’è maggiore opportunità di investire e che anche i consumi stanno aumentando, perché le aziende che ci sono non falliscono e quelle che ci sono prosperano.
  • Le vendite al dettaglio. Più aumentano le vendite al dettaglio e i consumi e più vuol dire che l’economia p solida e genera benessere.
  • I tassi di interesse. Più è alto il tasso di interesse applicato a prestiti e mutui e meno c’è la possibilità di accedere al credito, perché i rischi sono maggiori. Un tasso di interesse basso, invece, indica che ci sono fattori di sviluppo interessanti.

Come si possono usare i dati sul reddito

I dati sull’aumento del reddito negli ultimi 17 anni promettono bene sull’innovazione e sulla nascita di nuove imprese, ma prima di avventurarsi è importante dare un’occhiata alle stime economiche sui diversi indicatori. Puoi contare sulle notizie puntuali di Moneymag.ch per tenerti sempre informato sulle ultime novità ed effettuare analisi sull’economia elvetica con cognizione di causa!

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