Dai 63 anni si può chiedere la rendita di vecchiaia prima del tempo, ma la riduzione dura per tutta la vita: le aliquote ufficiali dell’AVS, un esempio con i conti veri su una rendita da 2’200 CHF al mese e il calcolo di quando l’anticipo conviene davvero.
Chi lascia il lavoro prima dell’età di riferimento può chiedere all’AVS di anticipare la rendita di vecchiaia già dai 63 anni. È una scelta che migliaia di residenti della Svizzera italiana valutano ogni anno, spesso senza sapere che la riduzione applicata alla rendita non è temporanea: resta invariata per tutta la vita, anche dopo il raggiungimento dell’età di riferimento. Ecco come funziona il calcolo secondo le tabelle ufficiali dell’AVS, un esempio con i numeri veri e i casi in cui l’anticipo conviene davvero — e quelli in cui conviene aspettare.
1. Chi può anticipare la rendita, e da quando
L’età di riferimento (il vecchio «età di pensionamento») è 65 anni per gli uomini. Per le donne sta salendo gradualmente dopo la riforma AVS 21: 64 anni e 6 mesi nel 2026 (nate nel 1962), 64 anni e 9 mesi nel 2027, fino ad arrivare a 65 anni per tutte dal 2028. Le donne nate tra il 1961 e il 1969 (la cosiddetta «generazione di transizione») restano soggette a regole particolari, comprese aliquote di riduzione più favorevoli se anticipano la rendita.
L’anticipo è possibile per tutti dai 63 anni (per le donne della generazione di transizione già dai 62), quindi al massimo due anni prima dell’età di riferimento. Si può anticipare la totalità della rendita oppure solo una parte, tra il 20% e l’80%, anche esprimendola in franchi anziché in percentuale — ed è possibile farlo con effetto da un mese qualsiasi.
2. Quanto si perde: la tabella ufficiale delle riduzioni
La riduzione è calcolata su basi attuariali e dipende esclusivamente dalla durata dell’anticipo, non dal reddito (eccetto per le donne della generazione di transizione). Le aliquote ufficiali per gli anticipi interi sono:
- 1 anno di anticipo (a 64 anni): riduzione 6,8%
- 2 anni di anticipo (a 63 anni, il massimo): riduzione 13,6%
Per gli anticipi calcolati in mesi la riduzione cresce gradualmente: da 0,6% per un mese fino al 6,2% per undici mesi, poi da 6,8% (un anno) fino al 13% per un anno e undici mesi. Il punto da ricordare è uno solo: la percentuale di riduzione, una volta fissata al momento dell’anticipo, non viene più corretta al rialzo quando si raggiunge l’età di riferimento. Chi anticipa incassa prima, ma incassa meno per il resto della vita.
3. L’esempio con i numeri veri
Marco ha 63 anni, vive a Bellinzona e la sua cassa di compensazione gli comunica, tramite un calcolo preventivo, una rendita di vecchiaia piena stimata di 2’200 CHF al mese all’età di riferimento di 65 anni. Ecco cosa cambia a seconda della scelta:
- Aspetta fino a 65 anni: rendita piena di 2’200 CHF al mese, a vita.
- Anticipa di 1 anno (a 64 anni): riduzione del 6,8% = -149.60 CHF → rendita di 2’050.40 CHF al mese, a vita.
- Anticipa di 2 anni (a 63 anni): riduzione del 13,6% = -299.20 CHF → rendita di 1’900.80 CHF al mese, a vita.
Anticipando di due anni, Marco incassa in anticipo circa 45’600 CHF (24 mesi × 1’900.80 CHF) prima ancora di arrivare all’età di riferimento. Ma da quel momento riceve 299.20 CHF in meno ogni mese rispetto a chi ha aspettato. Il conto del pareggio (break-even) è semplice da fare con questi numeri: servono circa 152 mesi, cioè oltre 12 anni dopo l’età di riferimento, prima che chi ha aspettato recuperi, in totale versamenti, quanto Marco ha incassato anticipando. Chi ha una speranza di vita nella media o buona salute familiare tende quindi a "perdere" la scommessa dell’anticipo sul lungo periodo; chi ha ragioni di salute, un lavoro fisicamente usurante o liquidità da recuperare subito può invece trovarci convenienza.
4. Anticipo totale, parziale o rinvio: le tre strade
Oltre all’anticipo totale esiste la via di mezzo: anticipare solo una quota tra il 20% e l’80% della rendita, continuando magari a lavorare part-time con il resto dello stipendio. La percentuale anticipata può essere aumentata una sola volta durante il periodo di anticipo.
Specularmente, chi può permettersi di aspettare ha diritto al rinvio da 1 a 5 anni, con un aumento della rendita che resta anch’esso per tutta la vita: dal 5,2% per un anno di rinvio fino al 31,5% per cinque anni. Sull’esempio di Marco, rinviare di due anni porterebbe la rendita a circa 2’437 CHF al mese (aumento del 10,8%). È anche possibile combinare le due strategie: anticipare una parte della rendita e rinviare l’altra.
5. Cosa cambia nel frattempo: contributi, rendite per i figli, la 13esima
Durante il periodo di anticipo restano alcuni obblighi e alcune esclusioni da conoscere prima di decidere:
- Chi non lavora più deve continuare a versare i contributi AVS come persona senza attività lucrativa fino al raggiungimento dell’età di riferimento.
- Durante l’anticipo non vengono versate rendite per i figli, e un’eventuale rendita d’invalidità o per superstiti già percepita si estingue.
- Per il 2026 la rendita minima AVS è di 1’260 CHF al mese, quella massima di 2’520 CHF al mese; per le coppie sposate la somma delle due rendite individuali non può superare 3’780 CHF al mese (il 150% della rendita massima), con riduzione proporzionale oltre quella soglia.
- Dal dicembre 2026 arriva la tredicesima mensilità AVS, approvata con l’iniziativa popolare dei sindacati: si applica a tutte le rendite, comprese quelle già anticipate o ridotte, e va tenuta in conto in qualunque simulazione di lungo periodo, insieme al percorso di riforma dell’età di riferimento delle donne (ancora oggetto di dibattito politico).
6. Come si presenta la domanda
Prima di decidere conviene chiedere un calcolo preventivo gratuito alla propria cassa di compensazione (il costo di 300 CHF si applica solo a chi ha meno di 40 anni o richiede più calcoli nell’arco di cinque anni), oppure ottenere una stima immediata con il calcolatore online ESCAL della Cassa svizzera di compensazione. La domanda formale di anticipo va invece presentata da tre a quattro mesi prima della data desiderata, con il modulo 318.370, disponibile presso le casse di compensazione cantonali. Ai coniugi si raccomanda di presentare la domanda insieme, perché il calcolo di uno dei due può incidere sulla rendita dell’altro.
Chi in Ticino sta già valutando come integrare la propria previdenza con il pilastro 3a o con un versamento straordinario nella cassa pensioni dovrebbe inserire questo calcolo sull’AVS nello stesso piano complessivo: sono le tre gambe — AVS, secondo pilastro, terzo pilastro — che insieme determinano il reddito reale dopo il pensionamento. E chi rientra nella generazione di transizione delle donne coinvolte dalla riforma dell’età di riferimento farebbe bene a seguire da vicino il dibattito politico ancora aperto sul tema, perché le aliquote agevolate restano legate a quel quadro normativo.
Checklist: prima di decidere
- ☐ Verifica la tua esatta età di riferimento (specialmente se sei donna nata tra il 1960 e il 1969).
- ☐ Chiedi un calcolo preventivo gratuito alla tua cassa di compensazione o usa il calcolatore ESCAL online.
- ☐ Confronta i tre scenari — anticipo, età piena, rinvio — con le aliquote ufficiali di riduzione e aumento.
- ☐ Calcola il tuo break-even personale in base alla tua storia di salute e alla tua situazione familiare.
- ☐ Presenta la domanda formale con tre-quattro mesi di anticipo (modulo 318.370), possibilmente insieme al coniuge.
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