Con la BNS ferma allo 0% le ipoteche SARON costano attorno all’1%, mentre le fisse decennali sotto il 2% bloccano la rata per dieci anni. Le regole di finanziamento, il confronto punto per punto, un esempio numerico completo e gli errori da evitare prima di firmare.
Chi compra casa in Svizzera nel 2026 si trova davanti a una scelta che vale decine di migliaia di franchi sull’arco di un decennio: ipoteca a tasso fisso o ipoteca SARON? Con la Banca nazionale svizzera ferma allo 0% e i prezzi delle case ai massimi a livello nazionale, la domanda è tornata centrale anche in Ticino. Questa guida spiega passo per passo come funzionano le due formule, con quali numeri fare i conti e come decidere in base al proprio profilo.
1. Prima del tasso: le regole di finanziamento che valgono per tutti
Qualunque ipoteca si scelga, le regole di base del finanziamento immobiliare svizzero non cambiano.
- Fondi propri: almeno il 20% del prezzo d’acquisto. Almeno la metà (il 10% del prezzo) deve essere capitale «duro»: risparmi, titoli, pilastro 3a, donazioni. L’altra metà può arrivare da un prelievo o da una costituzione in pegno del 2° pilastro — sul funzionamento della cassa pensioni quando si cambia impiego rimandiamo alla guida sul libero passaggio LPP.
- Sostenibilità: i costi teorici non devono superare un terzo del reddito lordo. Le banche non calcolano con il tasso di mercato, ma con un tasso calcolatorio di circa il 5%, più l’1% del valore dell’immobile per manutenzione e spese accessorie, più l’ammortamento.
- Ammortamento: la parte di ipoteca che supera i due terzi del valore dell’immobile (la cosiddetta seconda ipoteca) va rimborsata entro 15 anni, o entro l’età di pensionamento se arriva prima. Si può fare in modo diretto (rate alla banca) o indiretto, versando nel pilastro 3a e deducendo i versamenti dalle imposte.
Se questi tre requisiti non sono soddisfatti, la discussione fissa-contro-SARON non si pone nemmeno: la banca non concede il credito.
2. Come funziona l’ipoteca fissa (e quando conviene)
L’ipoteca a tasso fisso blocca il tasso per una durata concordata, tipicamente da 2 a 15 anni. A metà 2026 le fisse decennali si muovono indicativamente fra l’1,5% e il 2% a seconda dell’istituto e del profilo del cliente.
Il vantaggio è la prevedibilità assoluta: la rata non cambia per tutta la durata, qualunque cosa facciano BNS e mercati. Il prezzo di questa sicurezza è duplice: il tasso di partenza è più alto di quello SARON attuale, e l’uscita anticipata dal contratto (vendita dell’immobile, rinegoziazione) può costare una penale anche a cinque cifre.
La fissa conviene a chi ha un budget rigido, a chi si avvicina al limite di sostenibilità e non potrebbe assorbire un rialzo, e a chi è convinto che i tassi attuali siano vicini ai minimi del ciclo.
3. Come funziona l’ipoteca SARON (e per chi è adatta)
Il SARON (Swiss Average Rate Overnight) è il tasso di riferimento del mercato monetario svizzero, che segue da vicino il tasso guida della BNS. L’ipoteca SARON costa SARON più un margine fisso della banca (di norma fra lo 0,5% e l’1,2%): con la BNS allo 0%, oggi si paga in pratica poco più del solo margine, attorno allo 0,8-1,2%.
È la formula storicamente più economica sul lungo periodo, ma la rata si adegua a ogni trimestre: se la BNS alza i tassi, il costo sale subito. Va detto che il rapporto fra le due formule non è scolpito nella pietra: ci sono già state fasi recenti in cui le ipoteche fisse sono scese sotto il SARON, ribaltando la convenienza attesa.
La SARON è adatta a chi ha margine finanziario per assorbire rialzi, orizzonte flessibile (possibile vendita o rimborso anticipato) e nervi saldi davanti alle oscillazioni.
4. Fissa contro SARON: il confronto in tabella
| Criterio | Ipoteca fissa 10 anni | Ipoteca SARON |
|---|---|---|
| Tasso indicativo metà 2026 | 1,5-2% | 0,8-1,2% |
| Rata | costante per tutta la durata | si adegua ogni trimestre |
| Rischio di rialzo | nullo durante la durata | immediato e pieno |
| Uscita anticipata | penale, spesso onerosa | flessibile (preavviso breve o a fine frazione) |
| Profilo tipo | budget rigido, prima casa al limite di sostenibilità | riserve solide, tolleranza alle oscillazioni |
5. L’esempio concreto: casa da 800’000 CHF
Prendiamo una coppia che compra un’abitazione da 800’000 CHF nel Bellinzonese, con 160’000 CHF di fondi propri (il 20%) e un’ipoteca di 640’000 CHF.
- Con la fissa decennale all’1,7%: 640’000 × 1,7% = 10’880 CHF di interessi all’anno, circa 907 CHF al mese, bloccati fino al 2036.
- Con la SARON all’1%: 6’400 CHF all’anno, circa 533 CHF al mese. Il risparmio iniziale è di 4’480 CHF all’anno.
- Ma se la BNS alzasse i tassi di un punto, la SARON salirebbe attorno al 2%: 12’800 CHF all’anno, cioè più della fissa sottoscritta oggi. È l’intero scenario che va messo in conto, non solo la fotografia attuale.
Attenzione poi alla sostenibilità, che prescinde dalla formula scelta: costi teorici = 32’000 CHF (5% calcolatorio su 640’000) + 8’000 CHF di manutenzione (1% del valore) + circa 7’100 CHF di ammortamento della seconda ipoteca (107’000 CHF in 15 anni) = circa 47’000 CHF all’anno. Per restare sotto un terzo del reddito, alla coppia servono almeno 142’000 CHF lordi all’anno — indipendentemente dal fatto che la rata reale, oggi, sia molto più bassa.
6. Gli errori più comuni (e come evitarli)
- Guardare solo il tasso vetrina. I tassi pubblicati sono indicativi: quello reale dipende da anticipo, reddito e trattativa. Chiedere sempre almeno 3 offerte — anche ad assicurazioni e casse pensioni, non solo alle banche.
- Dimenticare la scadenza. Il rinnovo di una fissa va preparato 12-18 mesi prima: chi arriva all’ultimo prende le condizioni che trova.
- Lo splitting mal costruito. Dividere l’ipoteca in tranche con scadenze diverse riduce il rischio di rinnovare tutto nel momento sbagliato, ma lega alla banca: nessun concorrente riprende una sola tranche. Se si sceglie, meglio scadenze ravvicinate.
- Sottovalutare il costo d’uscita. Chi ha una probabilità concreta di vendere entro pochi anni dovrebbe evitare fisse lunghe o negoziare clausole di uscita.
- Decidere in base alla sola previsione sui tassi. Nemmeno i professionisti azzeccano sistematicamente la direzione della BNS: la scelta giusta è quella coerente con il proprio bilancio, non quella che «indovina» il mercato.
La checklist prima di firmare
- Calcolare i fondi propri disponibili e la quota «dura» (senza contare la LPP).
- Verificare la sostenibilità con il tasso calcolatorio al 5%, non con il tasso di mercato.
- Farsi fare almeno 3 offerte scritte e confrontarle sui portali specializzati, ad esempio sull’andamento dei tassi ipotecari di MoneyPark o sulle pagine tassi degli istituti.
- Decidere la formula (fissa, SARON o mista) in base al proprio margine di bilancio, e solo dopo negoziare il tasso.
- Pianificare da subito l’ammortamento, valutando la via indiretta tramite pilastro 3a per il vantaggio fiscale.
I tassi citati sono indicativi e cambiano di settimana in settimana: prima di firmare, un’offerta scritta e aggiornata vale più di qualunque tabella. [3]
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