Multe CO2 sulle auto nuove: gli importatori pagano 123.6 milioni nel 2025, ecco cosa cambia per chi compra (o importa) un’auto in Ticino

Claudio Galli

24 Giugno 2026 - 10:11

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Le emissioni medie delle auto nuove sono scese dell’11%, ma i nuovi obiettivi non sono stati centrati: le sanzioni per le automobili sono passate da 2.3 a 97.7 milioni di franchi in un anno. Chi acquista un’auto nuova rischia di ritrovarne una quota nel prezzo, e chi la importa direttamente dall’Italia paga la penale di tasca propria.

Multe CO2 sulle auto nuove: gli importatori pagano 123.6 milioni nel 2025, ecco cosa cambia per chi compra (o importa) un'auto in Ticino

Le auto nuove vendute in Svizzera nel 2025 inquinano meno di prima, ma non abbastanza secondo la legge. L’Ufficio federale dell’energia (UFE), l’autorità della Confederazione che vigila sull’efficienza energetica, ha comunicato il 23 giugno 2026 che le emissioni medie di CO2 delle automobili immatricolate per la prima volta lo scorso anno si sono attestate a 101.6 g/km, l’11% in meno rispetto al 2024 e il calo più forte dal 2020. Eppure gli obiettivi di legge non sono stati raggiunti, e questo ha fatto scattare sanzioni pesanti a carico degli importatori: 97.7 milioni di franchi per le automobili (erano appena 2.3 milioni un anno prima) e altri 25.9 milioni per gli autofurgoni e i trattori a sella leggeri. In totale, circa 123.6 milioni di franchi di multe in dodici mesi.

Per il lettore ticinese la domanda non è ecologica ma pratica: chi paga davvero quel conto? E la risposta, in buona parte, è chi compra. Vediamo perché, e cosa conviene controllare prima di firmare per un’auto nuova o di importarla dal confine.

Perché le multe sono esplose in un solo anno

Il salto da 2.3 a 97.7 milioni non dipende da auto improvvisamente più sporche, ma da un’asticella alzata di colpo. Dal 1° gennaio 2025 il limite medio di emissioni per il parco di automobili nuove di ciascun importatore è sceso, secondo il ciclo di misurazione WLTP, a 93.6 g/km (per gli autofurgoni il tetto è 153.9 g/km). È un inasprimento allineato alle regole dell’Unione europea. Visto che la media reale del 2025 è rimasta a 101.6 g/km, sopra il bersaglio, per ogni grammo eccedente moltiplicato per il numero di veicoli immatricolati scatta la sanzione. Più si abbassa l’obiettivo, più diventa difficile centrarlo: è la ragione tecnica dietro l’aumento, spiega l’UFE.

Il quadro non è tutto in chiaroscuro. La quota di auto elettriche e ibride plug-in è cresciuta, e nella categoria degli autofurgoni i mezzi elettrici sono passati dal 10.5% a circa il 20%. Ma finché la media resta sopra la soglia, la multa c’è.

Cosa cambia per chi compra un’auto nuova

La sanzione formalmente colpisce l’importatore o il concessionario, non l’acquirente. Nella pratica, però, è un costo d’esercizio come un altro: tende a essere spalmato sui listini, soprattutto sui modelli a benzina e diesel di fascia media e alta, quelli che fanno salire la media di flotta. Tradotto: il prezzo di un’auto termica nuova in concessionaria sconta, in misura variabile, anche il rischio-penale del marchio.

Per questo, al momento del preventivo, conviene farsi indicare il valore di emissione WLTP del modello esatto (allestimento e motorizzazione cambiano il dato) e confrontarlo con le alternative elettrificate. Un’auto elettrica o ibrida plug-in non solo abbassa la bolletta energetica, ma è anche quella che il venditore ha più interesse a piazzarti, perché gli alleggerisce la media e il rischio di multa.

L’insidia dell’importazione diretta dall’Italia o dalla Germania

Qui sta il punto che riguarda il Ticino più di ogni altro cantone. Comprare un’auto oltreconfine — in Lombardia, in Germania — e immatricolarla in Svizzera è una pratica diffusa nella fascia di frontiera. Ma chi importa un veicolo nuovo come privato diventa, agli occhi della legge, un piccolo importatore: e in quel caso l’obiettivo di CO2 non è più la media di una flotta, bensì un valore calcolato singolarmente per quella singola auto, in base alle sue emissioni e al suo peso a vuoto.

La conseguenza è netta: se il modello supera il proprio obiettivo, la sanzione va pagata prima della prima immatricolazione, direttamente di tasca dell’acquirente, e su un solo veicolo può valere diverse migliaia di franchi. Il privato deve registrare l’auto sul portale dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) all’indirizzo fahrzeugimport.astra.admin.ch e farla attestare dall’UFE prima di metterla in circolazione. È un passaggio che si aggiunge alla procedura di immatricolazione e cambio targa, e che va messo in conto nel calcolo della convenienza: il risparmio sul prezzo italiano può essere eroso, in tutto o in parte, proprio dalla penale CO2.

Cosa fare adesso, in concreto

Prima di decidere, qualche verifica rapida conviene a chiunque stia per cambiare auto:

  • chiedere al venditore il valore WLTP di CO2 del modello e dell’allestimento esatti, non il dato generico di gamma;
  • per l’importazione diretta, usare lo strumento di calcolo della sanzione dell’UFE prima di firmare all’estero, per sapere se e quanto si pagherà;
  • valutare un modello elettrico o ibrido plug-in: oltre al minor costo d’uso, è quello meno esposto alla penale;
  • ricordare che la spinta normativa è solo all’inizio: gli obiettivi continueranno a stringersi, e le auto termiche più inquinanti rischiano di costare sempre di più, anche quando si tratta di circolare nelle città italiane di confine che limitano i veicoli più inquinanti.

«Il mancato raggiungimento degli obiettivi ha fatto scattare consistenti sanzioni», ha sintetizzato l’UFE. Per la Confederazione è il segnale che la transizione corre meno veloce di quanto la legge pretenda. Per chi compra un’auto in Ticino, è un buon motivo per leggere il dato di emissione prima del prezzo: perché, di questi tempi, l’uno influenza l’altro.

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