Imposta di successione e donazione in Ticino: la guida 2026 in 7 punti (e perché coniuge e figli non pagano nulla)

Claudio Galli

23 Maggio 2026 - 19:13

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Chi è esente e chi paga, le quattro fasce di parentela con le rispettive aliquote, come funziona la quota esente di 10’000 franchi e lo sconto del 50% per le imprese di famiglia: tutto quello che serve sapere dopo la riforma entrata in vigore nel 2024.

Imposta di successione e donazione in Ticino: la guida 2026 in 7 punti (e perché coniuge e figli non pagano nulla)

Chi riceve un’eredità o una donazione in Ticino si pone quasi sempre la stessa domanda: quanto finirà al fisco? La risposta dipende quasi interamente da un solo fattore, il grado di parentela con la persona che lascia i beni. Questa guida spiega chi non paga nulla, chi paga e con quali aliquote, e come la riforma entrata in vigore il 01.01.2024 ha cambiato le regole.

1. L’imposta la incassa solo il Cantone

In Svizzera le imposte di successione e di donazione non sono armonizzate a livello federale: ogni Cantone le disciplina come preferisce. In Ticino è il solo Cantone a prelevarle, e i Comuni, a differenza di quanto accade altrove, non hanno alcuna quota. È una delle imposte cantonali che il contribuente ticinese può trovarsi a versare, accanto a quella sul reddito e sulla sostanza.

Il diritto di tassare spetta al Ticino quando la persona defunta (il «de cuius») aveva domicilio o dimora fiscale nel Cantone, quando la successione si apre nel Cantone, oppure, anche se il defunto viveva altrove, quando l’eredità comprende immobili o stabilimenti d’impresa situati in Ticino. Lo stesso principio vale per le donazioni, dove conta il domicilio del donante o la posizione dell’immobile donato.

A livello federale la materia resta interamente cantonale: l’iniziativa popolare che proponeva una tassa nazionale sulle grandi eredità è stata respinta in votazione il 30.11.2025 con il 78,3% di no e dalla totalità dei Cantoni.

2. Coniuge e figli: esenzione totale

È il punto che cambia tutto. L’articolo 154 della Legge tributaria ticinese esonera completamente dall’imposta il coniuge, i discendenti e gli ascendenti in linea diretta, quindi figli, nipoti diretti e genitori, compresi i figli adottivi. Il partner registrato in unione domestica è equiparato al coniuge.

In pratica significa che la grande maggioranza delle successioni «verticali», quelle che passano da genitori a figli, non paga un solo franco di imposta. La stessa esenzione vale per le donazioni fatte in vita agli stessi familiari: in Ticino, infatti, donazione e successione seguono le medesime regole.

3. Chi invece paga: le quattro fasce di parentela

Per tutti gli altri beneficiari l’imposta dipende dal grado di parentela. La riforma del 2024 ha riordinato le categorie e abbassato l’aliquota massima dal 41% al 35%. Ecco le quattro fasce, con l’aliquota di riferimento:

  • Grado 1, 15,5%: fratelli e sorelle, figliastri e figli del partner, partner consensuali (i conviventi di fatto, una delle novità della riforma), affiliati e affidatari.
  • Grado 2, 18,5%: nipoti non in linea diretta, fratellastri e sorellastre senza legami di sangue, nipoti del partner consensuale.
  • Grado 3, 27%: primi cugini, pronipoti, zii, patrigni e matrigne.
  • Grado 4, 35%: cognati, suoceri, altri parenti per affinità e tutte le persone senza alcun legame di parentela.

Una precisazione importante: queste percentuali sono il riferimento per ciascun grado, ma l’imposta effettiva si ottiene applicando i coefficienti previsti dalla legge e la progressività in funzione dell’importo. Per la cifra esatta conviene sempre usare il calcolatore ufficiale (vedi punto finale).

4. La quota esente di 10’000 franchi

La riforma ha introdotto una franchigia generalizzata di 10’000 franchi netti all’anno per ogni coppia beneficiario-disponente, valida sia per le successioni sia per le donazioni. Questa soglia sostituisce le vecchie esenzioni specifiche, come i regali d’uso, i doni occasionali o i libretti di risparmio. In concreto: solo la parte di patrimonio che supera i 10’000 franchi entra nel calcolo dell’imposta.

5. Le donazioni: stesse aliquote, ma un margine di pianificazione

Poiché in Ticino donazione e successione sono trattate allo stesso modo, con gli stessi gradi e le stesse aliquote, la vera differenza pratica è il fattore tempo. La franchigia di 10’000 franchi si rinnova ogni anno: una donazione ripartita su più anni permette quindi di trasferire gradualmente un patrimonio sfruttando più volte la quota esente, anziché concentrare tutto in un unico passaggio tassato.

La riforma ha anche definito la donazione mista: quando in una compravendita il valore del bene supera di almeno il 25% la controprestazione pagata, il fisco presume una liberalità e tassa la differenza. Vale la pena saperlo prima di vendere un immobile «in famiglia» a un prezzo di favore.

6. Le imprese di famiglia: lo sconto del 50%

Per agevolare il passaggio generazionale delle aziende, la riforma prevede una riduzione del 50% dell’imposta quando si trasferisce un’impresa o una partecipazione di controllo (almeno il 51% del capitale), a condizione che l’attività prosegua con continuità gestionale per almeno cinque anni. Se la condizione non viene rispettata, l’imposta risparmiata viene recuperata. È una delle misure introdotte dalla più ampia revisione della legge tributaria cantonale degli ultimi anni.

7. Attenzione al confine: il caso dell’Italia

Per la Svizzera italiana c’è un’avvertenza in più. Se chi lascia l’eredità o effettua la donazione era residente in Italia, oppure se nel patrimonio figurano immobili o conti situati in Italia, possono applicarsi anche le regole fiscali italiane, con il rischio di una doppia imposizione. Esiste una convenzione tra Italia e Svizzera del 1976 dedicata alle imposte di successione, ma le situazioni transfrontaliere restano complesse e meritano sempre una consulenza dedicata. Abbiamo approfondito il tema in un articolo specifico su cosa fare quando c’è una successione con un erede residente in Svizzera.

Un esempio concreto e dove fare i conti

Un caso pratico aiuta a fissare le idee. Carla, residente a Lugano, lascia 120’000 franchi al nipote, figlio di un fratello: rientra nel Grado 2. Sottratta la franchigia di 10’000 franchi, la base imponibile è di 110’000 franchi; con l’aliquota di riferimento del 18,5% l’imposta si colloca attorno ai 20’000 franchi, ma l’importo definitivo va calcolato con i coefficienti di legge. Se al posto del nipote ci fosse stato un figlio, l’imposta sarebbe stata pari a zero.

Per non procedere a tentoni, la Divisione delle contribuzioni mette a disposizione un calcolatore ufficiale dell’imposta di successione e donazione. Per i casi dubbi ci si può rivolgere all’Ufficio imposte di successione e donazione (UISD) del Cantone.

Ecco gli elementi pratici da tenere a mente:

  • Verificate il grado di parentela: è il dato che determina se pagherete zero oppure fino al 35%.
  • Usate il calcolatore ufficiale della Divisione delle contribuzioni prima di fare stime a mente.
  • Pianificate le donazioni per tempo: la franchigia di 10’000 franchi si rinnova ogni anno e premia chi trasferisce il patrimonio in modo graduale.
  • Per patrimoni con beni in Italia o all’estero, fatevi assistere da un consulente prima di firmare qualsiasi atto. [3]

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