Fisco in Ticino, la classifica dei 26 Cantoni dopo le riforme: sul reddito siamo 19°, ma sull’utile alle imprese battiamo Italia, Francia e Spagna

Claudio Galli

22 Luglio 2026 - 22:11

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Un nuovo studio del Centro competenze tributarie e giuridiche della SUPSI aggiorna il carico fiscale cantone per cantone. Ecco dove si colloca il Ticino su reddito, sostanza, utile e capitale, cosa cambia per il tuo portafoglio da qui al 2030 e perché su un fronte il conto è destinato a salire.

Fisco in Ticino, la classifica dei 26 Cantoni dopo le riforme: sul reddito siamo 19°, ma sull'utile alle imprese battiamo Italia, Francia e Spagna

Quanto pesa davvero il fisco in Ticino rispetto al resto della Svizzera? A rispondere con i dati aggiornati è un nuovo studio del Centro competenze tributarie e giuridiche della SUPSI, firmato dal professore di diritto tributario Samuele Vorpe insieme a Christian Cirulli. L’analisi mette a confronto tutti e 26 i Cantoni prendendo in considerazione i capoluoghi e i Comuni più e meno attrattivi, e fotografa un Ticino che resta sopra la media svizzera su quasi tutte le imposte, ma che grazie alle riforme degli ultimi anni sta lentamente recuperando terreno. Vediamo dove siamo, imposta per imposta, e cosa significa concretamente per chi vive, lavora o fa impresa nel Cantone. Se vuoi un ripasso di quali imposte si pagano in Ticino e come si calcolano, trovi tutto nella nostra scheda dedicata.

Sul reddito il Ticino è 19° su 26 (ma migliora ogni anno)

Per l’imposta sul reddito delle persone fisiche il Ticino si colloca al 19° rango su 26 Cantoni. Il dato è calcolato sulle aliquote massime, perché è sui redditi e sui patrimoni più elevati che si gioca la concorrenza fiscale. La buona notizia è che il carico scende ogni anno: per effetto della riforma della Legge tributaria approvata nel giugno 2024, che riduce progressivamente l’aliquota cantonale massima dal 15% al 12% entro il 2030, l’imposizione complessiva (Cantone, Comune e Confederazione) è passata da circa il 39.5-40% del 2025 all’attuale 38.5%.

E la discesa continuerà. «Guardando il capoluogo Bellinzona, con lo stesso moltiplicatore attuale, nel 2030 l’aliquota massima sarà del 34.7%», spiega Vorpe. A regime, il Ticino dovrebbe guadagnare qualche posizione fino a raggiungere Friburgo al 16° rango e ad avvicinarsi ai Grigioni, il concorrente diretto: Coira resterà più competitiva (31%), ma il vantaggio di un eventuale trasferimento si assottiglierà.

L’imposta sulla sostanza, invece, è destinata a salire

Diverso il discorso per l’imposta sulla sostanza delle persone fisiche, dove il Ticino è al 16° rango con un prelievo cantonale e comunale del 4.8 per mille nel capoluogo, contro una media nazionale del 4.3 per mille. E qui la tendenza è opposta: «A questo va aggiunto lo 0.25 per mille deciso per finanziare le due iniziative sulle casse malati. Quindi nei prossimi anni ci sarà un peggioramento nel confronto intercantonale», avverte l’esperto.

Nel 2017 il prelievo si aggirava attorno al 6 per mille; con la riforma fisco-sociale era sceso al 4.8. Le differenze fra Cantoni restano però marcate: a parità di patrimonio, in Ticino si paga quattro volte l’imposta sulla sostanza di un residente di Nidvaldo. I Grigioni sono al 3.1 per mille, mentre Ginevra chiude la classifica con un prelievo dieci volte superiore, all’1%.

Sulle imprese il dato che sorprende: meglio di Italia, Francia e Spagna

Sull’imposta effettiva sull’utile il Ticino figura in coda, al 23° posto, ma il risultato va letto con attenzione. «Con la riforma del 2020, che ha abolito i regimi speciali per holding e società ausiliarie, quasi tutti i Cantoni hanno dimezzato le imposte sull’utile per evitare la fuga delle società», ricorda Vorpe. Il Ticino è così passato da un’aliquota del 23% di qualche anno fa all’attuale 16%, portandosi a soli 4 punti da Lucerna. Anche sul capitale (2.9 per mille, 22° rango) il dato va relativizzato, perché l’imposta di fatto non viene prelevata quando risulta inferiore a quella sull’utile.

È nel confronto internazionale che il 16% ticinese sull’utile mostra il suo peso: batte i principali Paesi europei.

Paese / Cantone Aliquota sull’utile
Ticino 16%
Polonia 19%
Finlandia, Islanda 20%
Svezia 20.6%
Danimarca, Norvegia 22%
Spagna, Regno Unito, Belgio, Francia 25%
Stati Uniti 25.8%
Italia 27.8%
Portogallo 30.5%

Un posizionamento interessante, dunque, che colloca il Cantone in buona luce agli occhi di un’azienda estera. Il problema, avverte lo studio, è che una volta scelta la Svizzera l’impresa deve confrontarsi con le differenze fra Cantoni: sul carico complessivo, il Ticino resta indietro rispetto a Lucerna, Grigioni e Zugo, come mostra anche la classifica dei Cantoni più attrattivi per le imprese.

Cosa significa per chi vive e lavora in Ticino

Il quadro è a due velocità. Da un lato, chi ha redditi elevati vedrà il proprio carico scendere gradualmente fino al 2030; dall’altro, chi ha un patrimonio importante dovrà mettere in conto un lieve aumento dell’imposta sulla sostanza. Per le imprese il messaggio è che l’aliquota sull’utile non è tutto: quando un’azienda valuta un trasferimento guarda anche a quanto pagheranno i suoi quadri, e sul reddito il divario resta enorme. «A Zugo, oggi primo Cantone per il minor carico sui redditi elevati, si arriva a pagare circa il 22%, mentre in Ticino siamo al 38.5%», nota Vorpe. Sono gli effetti della concorrenza fiscale garantita dal federalismo svizzero, scolpita nella Costituzione federale.

Per capire quanto tutto questo incide sul tuo caso concreto, il modo più diretto resta verificare la propria situazione con il programma cantonale eTax, scaricabile gratuitamente dal sito ti.ch/etax, e confrontare l’aliquota del proprio Comune di domicilio con quella dei Comuni vicini: in Ticino, a parità di reddito, il moltiplicatore comunale può fare una differenza non trascurabile sul conto finale.

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