Emergenza idrica nel Mendrisiotto: scattano le prime 5 misure di risparmio, ecco cosa cambia

Claudio Galli

15 Luglio 2026 - 07:12

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Il Servizio idrico del Basso Mendrisiotto (Balerna, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo) chiede di tagliare subito i consumi in vista di possibili restrizioni: irrigazione a giorni alterni per numero civico, stop al ricambio dell’acqua nelle piscine e al lavaggio delle automobili. Intanto, segnale della gravità della siccità, dall’Italia il Piemonte ha chiesto acqua al Cantone.

Emergenza idrica nel Mendrisiotto: scattano le prime 5 misure di risparmio, ecco cosa cambia

CHIASSO – Il caldo prolungato e l’assenza di piogge significative iniziano a farsi sentire sui rubinetti della Svizzera italiana. Il Servizio idrico del Basso Mendrisiotto (SIBM) – che serve i Comuni di Balerna, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo attraverso il gestore AGE SA – ha annunciato le prime misure di risparmio dell’acqua potabile. L’approvvigionamento, spiegano le autorità, è «sotto controllo», ma la situazione richiede un monitoraggio costante e comportamenti responsabili da parte di tutte le economie domestiche del comprensorio.

Alla base dell’allarme c’è una combinazione ormai nota: temperature elevate e settimane senza precipitazioni stanno abbassando i livelli delle falde e le portate delle sorgenti, mentre i consumi estivi restano alti a causa dell’irrigazione di giardini e vigneti, del riempimento delle piscine e degli altri usi tipici della stagione. È la stessa siccità che da mesi minaccia l’agricoltura ticinese, aggravata in questi giorni dall’allerta canicola di livello 4 diramata da MeteoSvizzera. Gli acquedotti, ricorda il SIBM, «non possono supplire alla mancanza di precipitazioni».

Le cinque misure da osservare subito

Nei prossimi giorni un avviso cartaceo sarà distribuito a tutte le economie domestiche con le raccomandazioni ufficiali. Ecco, nel concreto, cosa chiedono SIBM e AGE SA:

  • limitare l’irrigazione di prati, giardini e aiuole, alternando i giorni (civici pari o dispari) e privilegiando solo le superfici erbose o le piantumazioni pregiate;
  • evitare il ricambio dell’acqua delle piscine;
  • annaffiare gli orti a mano e in modo mirato;
  • rinunciare al lavaggio delle automobili, o usare impianti dotati di riciclo dell’acqua;
  • evitare di lavare piazzali, cortili e altre superfici esterne.

Perché riguarda anche il portafoglio

La pressione sull’acqua non è solo un tema ambientale. Il Mendrisiotto è terra di vigneti e la scarsità idrica colpisce direttamente colture e raccolti; su scala cantonale il Luganese ha già accumulato un deficit idrico di centinaia di millimetri, che si traduce in costi concreti per agricoltori e aziende. Se i consumi dovessero restare elevati o la siccità protrarsi, il SIBM non esclude il passaggio a misure restrittive vere e proprie, con divieti e possibili controlli.

L’acqua che manca anche oltre confine

Che l’estate 2026 sia eccezionale lo conferma un dettaglio arrivato proprio in queste ore: il Piemonte ha chiesto acqua al Canton Ticino per fronteggiare la propria emergenza. Un’inversione di ruoli – di solito è la Lombardia a discutere di acque con Berna – che fotografa quanto la siccità sia diffusa sull’intero bacino insubrico, sui due lati della frontiera.

Cosa fare adesso

Chi abita nei quattro Comuni del Basso Mendrisiotto è invitato a ridurre da subito gli sprechi e ad attendere l’avviso ufficiale con le raccomandazioni. Per sapere se e quando scatteranno restrizioni più severe conviene tenere d’occhio i canali dei rispettivi Comuni e del gestore AGE SA. Un uso parsimonioso oggi – soprattutto su irrigazione e piscine – è la mossa che può evitare divieti più duri nelle prossime settimane.

Argomenti

# Ticino

Iscriviti alla newsletter