Il marchio di carte di pagamento di Cornèr Banca taglia il traguardo dei vent’anni. Dietro il brand c’è un Gruppo che a fine 2025 dava lavoro a 997 persone in Ticino e ha chiuso l’esercizio con 50.8 milioni di franchi di utile netto: ecco le scelte che hanno trasformato il modo di pagare degli svizzeri e cosa significano per il Cantone.
Cornèrcard, il marchio di carte di pagamento di Cornèr Banca, compie vent’anni nel 2026. Per la Svizzera italiana non è soltanto una ricorrenza aziendale: dietro il brand luganese c’è uno dei principali datori di lavoro privati del settore finanziario ticinese. A fine 2025 il Gruppo Cornèr occupava 1’143 collaboratori a tempo pieno, di cui 997 in Ticino, 118 nel resto della Svizzera e 28 all’estero.
I numeri dell’ultimo esercizio danno la misura del peso dell’istituto sull’economia cantonale. Il 2025 — il settantaquattresimo bilancio della banca — si è chiuso con un utile netto di 50.8 milioni di franchi, ricavi per 470.8 milioni e depositi della clientela saliti a 5.454 miliardi (+5.4%). L’attività ipotecaria ha superato i 3 miliardi, sostenuta anche da nuovi clienti acquisiti fuori Cantone, sulle piazze di Zurigo e Ginevra. Cifre che collocano il Gruppo fra i pilastri della piazza finanziaria di Lugano, la terza della Confederazione dopo Zurigo e Ginevra.
Dal «Bank Card Center» al brand: la svolta del 2006
La storia delle carte in casa Cornèr comincia molto prima del marchio. È del 1975 la prima carta di credito emessa in Svizzera, lanciata da Paolo Cornaro. Per anni la divisione carte della banca si è chiamata semplicemente «Bank Card Center». La svolta arriva quando Coop e Migros decidono di proporre carte di credito a costi molto bassi: una pressione concorrenziale che obbliga la banca a ripensare la propria offerta. La risposta, nel 2006, è duplice — affiancare una seconda carta a quella esistente e, soprattutto, creare un marchio autonomo, Cornèrcard, capace di reggere su un mercato in rapida trasformazione.
Le 3 mosse che hanno anticipato il modo di pagare di oggi
Diversi passaggi della storia di Cornèrcard hanno anticipato abitudini oggi quotidiane per chi vive in Svizzera:
- 2003 — l’introduzione della doppia opzione Visa/Mastercard nell’acquiring, una novità per l’intero mercato elvetico;
- 2008-2009 — la nascita di «Emotions», il programma che ha legato la carta al mondo degli eventi e dello sponsoring;
- 2016 — il lancio di Apple Pay, prima nell’Europa continentale: la Svizzera fu il secondo Paese del continente ad adottare il pagamento da smartphone, dopo il Regno Unito.
Sono scelte che raccontano un cambiamento più ampio. Oggi le carte e i pagamenti digitali hanno largamente sostituito le banconote: il contante è usato con regolarità solo da circa un terzo degli svizzeri, mentre crescono di anno in anno gli acquisti via smartphone e applicazioni.
Cosa significa per il Ticino
Per il Cantone l’anniversario è soprattutto un promemoria del peso del settore finanziario sull’occupazione qualificata. Accanto alle banche tradizionali, il territorio punta sempre più su un polo fintech in crescita. Cornèr Banca, istituto a conduzione familiare, ha intanto inaugurato nuovi uffici amministrativi a Chiasso e avviato un progetto pluriennale di migrazione dei sistemi informatici verso infrastrutture cloud localizzate in Svizzera: segnali di radicamento, in un periodo segnato altrove nel Cantone da ridimensionamenti occupazionali.
Cosa può fare il consumatore
Per chi usa ogni giorno una carta, un mercato sempre più competitivo è un’occasione: conviene confrontare con regolarità costi e condizioni delle diverse offerte — dalle commissioni annue ai tassi applicati sugli acquisti rateali, fino alle spese sui pagamenti in valuta estera, una voce che incide più di quanto si pensi durante i viaggi. Vent’anni di concorrenza sul mercato svizzero delle carte hanno ampliato la scelta: sfruttarla resta il modo migliore per non pagare più del necessario.
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