Skyguide taglia fino a 220 posti entro il 2027: cosa cambia per Lugano-Agno (e perché i controllori del traffico aereo restano fuori dal piano)

Claudio Galli

20 Maggio 2026 - 10:14

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L’azienda federale della navigazione aerea apre una consultazione di 30 giorni per ridurre il personale di Dübendorf e Ginevra-Cointrin a partire da settembre 2026. Sul tavolo 382 milioni di franchi di costi del personale, ricavi incerti e gli obiettivi di efficienza del "Single European Sky". L’aeroporto di Lugano-Agno, per ora, non figura nella lista delle sedi colpite.

Skyguide taglia fino a 220 posti entro il 2027: cosa cambia per Lugano-Agno (e perché i controllori del traffico aereo restano fuori dal piano)

Skyguide, l’azienda federale che gestisce lo spazio aereo svizzero e che è controllata in maggioranza dalla Confederazione, ha annunciato martedì 19 maggio 2026 l’avvio di una procedura di consultazione che potrebbe portare alla soppressione di fino a 220 posti di lavoro entro la fine del 2027. La comunicazione è arrivata in mattinata con dispacci dell’agenzia awp ripresi dalla NZZ, dal Tages-Anzeiger, da SRF e dalla romanda RTS; al pubblico ticinese è arrivata in giornata, ma con il taglio di un wire generico, senza i risvolti che interessano il Sottoceneri.

La procedura di consultazione, prevista dal diritto svizzero per i licenziamenti collettivi, è iniziata ieri e si chiuderà il 18 giugno 2026. In quei trenta giorni il personale, i rappresentanti dei lavoratori e i sindacati potranno presentare proposte alternative al piano. Solo dopo l’azienda comunicherà la versione definitiva del taglio.

Le due fasi del taglio: 90 esuberi nel 2026, 130 nel 2027

Il piano è strutturato in due fasi. La prima è prevista tra settembre e novembre 2026: in quel periodo potrebbero essere fino a 90 le posizioni soppresse. La seconda fase è programmata tra maggio e giugno 2027 e riguarderebbe fino a 130 ulteriori dipendenti. Le due ondate sommate portano al totale dichiarato di 220 posti, vale a dire all’incirca il 15% della forza lavoro complessiva di Skyguide, che oggi conta 1’500 collaboratori distribuiti su 14 sedi operative in tutta la Confederazione.

Per ammortizzare il colpo, l’azienda ha indicato quattro leve già al lavoro:

  • riduzione delle nuove assunzioni
  • prepensionamenti volontari
  • ricollocazioni interne all’azienda
  • minore ricorso a personale esterno e a fornitori

Una parte degli esuberi, quindi, potrebbe non tradursi in licenziamenti veri e propri, ma in mancato turnover e in uscite anticipate dalla cassa pensioni di categoria.

Le sedi colpite: Dübendorf e Ginevra-Cointrin

Le due sedi indicate nel comunicato sono Dübendorf, nel Canton Zurigo, e Ginevra-Cointrin, nel Canton Ginevra. Si tratta dei due grandi centri operativi di Skyguide al Nord e all’Ovest del Paese, quelli che concentrano la maggior parte delle funzioni amministrative, dei sistemi di controllo a distanza e dei progetti di sviluppo tecnologico. L’azienda ha la sede legale a Meyrin, alle porte di Ginevra.

Per il Sud delle Alpi la notizia importante è l’assenza, almeno in questa prima formulazione del piano, di Lugano-Agno. La torre di controllo dell’unico aeroporto a sud delle Alpi gestito da Skyguide impiega oggi una decina di controllori per circa 10’000 voli IFR e altrettanti voli a vista all’anno, ed è inserita nel perimetro nazionale dell’azienda. Il fatto che non compaia nella lista delle sedi interessate è coerente con la promessa più importante del piano: nessun taglio sui controllori operativi.

Perché Skyguide taglia: 382 milioni di costi del personale e il cielo unico europeo

Le ragioni dichiarate dall’azienda sono cinque, e tutte rimandano allo stesso quadro: un servizio universale a tariffa regolata che fa fatica a coprirsi.

  • Costi del personale e dei sistemi in crescita. Nel 2025 le sole spese per il personale hanno toccato i 382 milioni di franchi su un totale di 576 milioni di costi operativi, quindi due terzi della struttura aziendale.
  • Ricavi incerti. I proventi di Skyguide dipendono dalle tasse di rotta pagate dalle compagnie aeree per il sorvolo dello spazio svizzero. Una stagione difficile per il trasporto aereo europeo, con voli persi e flotte ridotte, si traduce in cassa subito.
  • Obiettivi di efficienza europei. Skyguide è parte del programma Single European Sky, l’iniziativa dell’Unione europea per integrare i cieli del continente. Il programma fissa target di riduzione del costo unitario per i fornitori nazionali di servizi di navigazione aerea: chi non li rispetta diventa più caro degli altri.
  • Strutture interne complesse. L’azienda parla in modo trasparente di sovrapposizioni e di livelli gerarchici da snellire.
  • Pressione sul franco. Skyguide incassa una parte importante dei propri ricavi in euro mentre paga i suoi collaboratori in franchi: la rivalutazione del CHF degli ultimi anni rispetto all’euro ha eroso ulteriormente i margini.

In sintesi: tagli sul personale "indiretto" (amministrazione, IT, gestione progetti) per liberare risorse e proteggere il personale operativo, che è quello su cui si misurano la sicurezza e l’affidabilità del sistema.

I controllori del traffico aereo non sono toccati. In Svizzera ne mancano già 60

Il punto più sottolineato dall’azienda nella comunicazione del 19 maggio è che i controllori del traffico aereo attivi sul piano operativo non rientrano nel piano di esuberi. La ragione è semplice: la Svizzera ha già una carenza strutturale di profili. Skyguide stima che mancano all’appello una sessantina di controllori a livello nazionale, una situazione che porta l’azienda a investire ogni anno in programmi di formazione e che noi avevamo già raccontato nella nostra guida su come si diventa controllore del traffico aereo in Svizzera e perché Skyguide ha alzato gli stipendi fino a 190’000 CHF lordi all’anno.

Il messaggio dell’azienda è quindi che i 220 esuberi colpiranno le funzioni di supporto (amministrazione, sistemi IT, gestione progetti, fornitori esterni) e non la "torre". Per i passeggeri, lo svolgimento dei voli non dovrebbe cambiare nel breve.

Cosa dicono i sindacati: "Trasparenza e rispetto"

Sul fronte sindacale, la prima voce a esprimersi è stata Syndicom, sindacato attivo nei servizi di comunicazione. La segretaria centrale Carol Ghiggi ha chiesto che la consultazione «non sia una pura formalità» e ha invitato l’azienda a esplorare «tutte le possibilità per evitare licenziamenti», compresi gli accordi sociali e i pensionamenti graduali. La citazione integrale, riportata dalla testata economica zurighese «cash», è: «Jetzt braucht es Transparenz, Respekt gegenüber den Mitarbeitenden und ein ernsthaft geführtes Konsultationsverfahren».

Il sindacato chiederà di poter accedere ai conti dettagliati dei vari servizi prima di esprimersi sul piano. Il timore, condiviso anche dalle redazioni svizzero-tedesche, è che la ristrutturazione di Skyguide segua a stretto giro quella di altre partecipate federali: appena tre giorni fa abbiamo raccontato il piano di FFS Cargo che cancella 40 posti in Ticino e chiude quattro punti di servizio nel Mendrisiotto.

Lo sfondo: i conti "molto preoccupanti" già segnalati dai revisori federali

Il taglio non è un fulmine a ciel sereno. Già nel maggio 2025 il Controllo federale delle finanze aveva pubblicato un rapporto che definiva la situazione finanziaria di Skyguide «sehr besorgniserregend», ossia «molto preoccupante». L’azienda è una società anonima senza scopo di lucro detenuta in maggioranza dalla Confederazione, ed è sottoposta alla vigilanza dell’UFAC, l’Ufficio federale dell’aviazione civile, sotto il Dipartimento dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC). Una crisi prolungata dei conti renderebbe inevitabile, prima o poi, un riassetto o una ricapitalizzazione a carico del bilancio federale.

L’annuncio del 19 maggio va letto in questa cornice: meglio un piano deciso dall’azienda oggi, su 220 posti distribuiti in due fasi, che un commissariamento "politico" tra 18 mesi. Almeno questa è la logica della direzione.

Cosa cambia per il Ticino

Per il lettore ticinese ci sono quattro implicazioni concrete:

  • Lugano-Agno non è nella lista, e per ora i controllori operativi che lavorano in Vedeggio non sono toccati dal piano. Resta però l’incognita della seconda fase 2027, quando il perimetro potrebbe essere riaperto.
  • Il dato cantonale del lavoro resta favorevole: ad aprile la disoccupazione in Ticino era al 2,8%, sotto la media svizzera del 3,0%. Un eventuale ricollocamento di personale Skyguide trasferito da Dübendorf o Cointrin verso il Sud delle Alpi non troverebbe un mercato saturo.
  • La concentrazione su Dübendorf è significativa anche per chi guarda al traffico merci e alla logistica: la base di Dübendorf è uno snodo della Confederazione, e ogni ristrutturazione lì alimenta il dibattito sul futuro delle infrastrutture aeree pubbliche in Svizzera.
  • Per i lavoratori amministrativi eventualmente in uscita, vale la procedura standard: prima dell’iscrizione alla cassa di disoccupazione (AD) bisogna passare dall’URC. La guida pratica a come iscriversi all’ufficio regionale di collocamento resta il punto di partenza, anche per chi lascia un’azienda federale.

Le cifre da tenere a mente

  • 220 posti soppressi entro fine 2027
  • 15% della forza lavoro complessiva
  • 90 esuberi tra settembre e novembre 2026
  • 130 esuberi tra maggio e giugno 2027
  • 30 giorni di consultazione, fino al 18 giugno 2026
  • 1’500 dipendenti Skyguide oggi
  • 14 sedi operative in Svizzera
  • 382 milioni CHF di costi del personale 2025 (su 576 milioni totali)
  • 60 controllori del traffico aereo mancanti a livello nazionale

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