Nove abitanti rimasti, dieci camere ricavate nei rustici di pietra, un’osteria che fa da reception: vi raccontiamo il modello dell’albergo diffuso della Verzasca, quanto è costato riportarlo in vita e quanto si spende oggi per una notte.
C’è un villaggio, a mezz’ora di postale da Locarno, dove per decenni si è contato chi restava, non chi arrivava. Corippo, aggrappato al fianco sinistro della Valle Verzasca poco sopra il lago artificiale di Vogorno, è stato a lungo il comune più piccolo della Svizzera: 22 residenti nel 2000, 12 nel 2010, appena 9 nel 2019. Un borgo di case in pietra e tetti in piode, riconosciuto come bene culturale d’importanza nazionale, che rischiava semplicemente di spegnersi.
Oggi quello stesso villaggio è diventato un modello di turismo studiato in tutta la Confederazione. Perché nel 2022 Corippo è diventato il primo «albergo diffuso» della Svizzera: non un hotel, ma un intero paese trasformato in struttura ricettiva, con le camere sparse nei rustici restaurati e la vecchia osteria sulla piazza a fare da portineria. Vi raccontiamo com’è nato, quanto è costato e quanto serve per dormirci una notte.
Da comune più piccolo della Svizzera a villaggio-albergo
Corippo ha più di 800 anni di storia e una struttura urbanistica rimasta intatta: un labirinto di vicoli, muri a secco e italicoterrazzamenti che dal Medioevo hanno strappato alla montagna qualche metro coltivabile. È proprio questa integrità ad averne fatto un monumento — e insieme la sua condanna. Senza lavoro né servizi, la popolazione è emigrata per generazioni, fino ai numeri da prefisso telefonico degli ultimi anni.
Il capitolo amministrativo si è chiuso il 17 ottobre 2020: Corippo ha perso l’autonomia comunale confluendo, insieme a Brione, Frasco, Sonogno, Vogorno e ad alcuni territori, nel nuovo Comune di Verzasca, che oggi conta circa 1’300 abitanti. Il villaggio più piccolo del Cantone non era più nemmeno un comune. Ma proprio mentre finiva sulla carta, iniziava la sua seconda vita.
Il modello dell’albergo diffuso: 6 milioni per far tornare gli ospiti
Dietro la rinascita c’è la Fondazione Corippo, che ha scelto una strada radicale: invece di costruire un albergo nuovo — impensabile in un nucleo protetto — ha trasformato il paese esistente in ricettività, secondo il modello italiano dell’italicoalbergo diffuso. Le camere occupano i rustici recuperati uno a uno; l’osteria sulla piazzetta funge da reception e ristorante; il resto del borgo resta com’è, abitato e visitabile.
L’operazione ha richiesto poco più di 6 milioni di franchi. La ripartizione racconta bene la filosofia del progetto: circa 5 milioni per l’albergo vero e proprio, 900’000 franchi per il recupero del paesaggio e dei terrazzamenti, 240’000 franchi per il mulino storico. Non solo posti letto, quindi, ma un intervento che tiene insieme cultura, agricoltura, gastronomia e paesaggio — l’unico modo, secondo la Fondazione, perché un borgo simile torni economicamente sostenibile senza snaturarsi.
È qui che la storia diventa interessante anche per chi legge moneymag: Corippo è un esperimento su come il patrimonio possa diventare modello di business. Il valore non sta nel numero di stanze, ma nell’aver reso redditizio ciò che stava andando in rovina, attirando ospiti disposti a pagare per un’esperienza autentica anziché per una hall d’albergo.
Quanto costa dormire a Corippo
Le camere disponibili sono una decina, distribuite in vari rustici del nucleo: ognuna con bagno privato, arredi essenziali in pietra e legno e vista sui vicoli o sulla valle. Il pernottamento in camera doppia comprende la colazione, con la possibilità di aggiungere la mezza pensione all’italicoOsteria Corippo, che propone cucina del territorio.
Secondo i principali portali di prenotazione, una notte in doppia con colazione si colloca indicativamente attorno ai 200-300 franchi, a seconda della stagione e del rustico: una fascia da piccolo boutique-hotel, coerente con il carattere esclusivo del luogo (dieci camere in tutto, spesso al completo nei fine settimana estivi). Non è la gita economica: è un soggiorno-esperienza, e il prezzo riflette la rarità.
C’è però una voce su cui si risparmia davvero: i trasporti. Chi pernotta in un esercizio ricettivo del Cantone riceve al check-in il italicoTicino Ticket, il pass che permette di muoversi gratis su treni regionali, autopostali e diverse funivie per tutta la durata del soggiorno. Da Corippo significa raggiungere senza spese aggiuntive Locarno, il lungolago e le altre mete della valle.
Come arrivarci (e cosa vedere intorno)
Corippo si raggiunge da Locarno con l’autopostale della Verzasca in circa mezz’ora, scendendo alla fermata alla base del villaggio e salendo a piedi lungo la mulattiera (il nucleo è pedonale). In auto si arriva al piccolo posteggio sotto il paese, ma nei weekend d’alta stagione la valle è congestionata e il mezzo pubblico resta la scelta più comoda.
Una volta lì, il borgo è la meta, ma la Verzasca offre molto attorno:
- il celebre italicoponte dei Salti a Lavertezzo, pochi chilometri più a monte, con le sue acque smeraldo;
- i sentieri escursionistici della valle, dai percorsi facili lungo il fiume ai trekking più impegnativi;
- diverse escursioni pensate per le famiglie con bambini, comode da abbinare a una notte in paese.
Chi vuole allungare il weekend può combinare Corippo con un’altra gita da Locarno, come le Isole di Brissago e il loro giardino botanico: due facce complementari della stessa idea di turismo lento che sta ridisegnando l’offerta del Locarnese.
Corippo, in fondo, dimostra una cosa semplice: a volte per salvare un luogo non serve stravolgerlo, ma trovargli un nuovo motivo economico per esistere. Un villaggio che stava scomparendo è oggi una delle esperienze più richieste del Cantone — al prezzo di una notte in una casa di pietra di 800 anni.
E voi, ci passereste un fine settimana? Avete un borgo ticinese del cuore che meriterebbe lo stesso destino? Scriveteci a [email protected]: le vostre segnalazioni finiscono nei prossimi itinerari.
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