Corea del Sud: futura stretta su Bitcoin per evitare evasione fiscale

Gabriele Stentella

27 Luglio 2021 - 10:35

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Per Bitcoin si prospetta un giro di vite da parte delle autorità sudcoreane, sempre più preoccupate per gli episodi di evasione fiscale favoriti proprio da Bitcoin. Cosa bisogna aspettarsi?

In Corea del Sud si torna a puntare il dito contro Bitcoin, reo di favorire l’evasione fiscale e anche l’impunità di chi si macchia di questo crimine. Dopotutto si sa bene che tutte le criptovalute hanno sempre avuto questo lato oscuro. Infatti non sono stati pochi i casi di evasioni talvolta anche milionarie favorite dall’utilizzo di criptovaluta.

Ora il governo di Seul sta valutando una proposta che già ha catturato l’attenzione di molti altri paesi, che si ipotizza possano seguirne l’esempio.

Cosa prevede la nuova stretta su Bitcoin? Questa notizia che effetto sta avendo sulle quotazioni dell’Oro digitale?

Corea del Sud: proposta il sequestro dei wallet degli evasori

Le autorità sudcoreane stanno pensando di disporre mediante un’apposita legge il sequestro dei beni detenuti in critpovaluta dei soggetti ritenuti colpevoli del reato di evasione fiscale. Si tratta di una mossa senza precedenti nel mondo, considerando che anche nella vicina Cina non si è ancora arrivati a concepire una legge che metta le autorità in condizione si avere accesso ai beni in criptovaluta degli indagati per reati di natura finanziaria.

Ricordiamo che in questo momento storico il governo del Presidente Moon Jae-in (eletto nel 2017) sta varando una serie di provvedimenti di natura fiscale e finanziaria che hanno suscitato l’interesse degli osservatori internazionali. Tra i più celebri si annovera per esempio l’aumento della tassazione sui redditi dei superricchi al fine si abbassare il carico fiscale che da anni grava sul ceto medio sudcoreano.

La misura contro l’evasione fiscale è importante perché mette sullo stesso piano le criptovalute e i depositi dei conti correnti tradizionali, che solitamente sono i primi a subire confisca qualora sia accertato un reato finanziario.

Tutti i depositi in criptovaluta presenti sui wallet o sugli exchange sarebbero quindi registrati e le autorità ne avrebbero accesso per la confisca. Fino ad oggi nessun paese al mondo ha mai pensato di censire in maniera obbligatoria i depositi in criptovaluta.

Come hanno reagito i cripto-trader alla notizia?

Per il momento la notizia giunta dalla Corea del Sud non sembra aver intaccato le quotazioni del mercato criptovalutario. Bitcoin al momento si mantiene comunque sopra i 37.000$, anche se le sue quotazioni si solo lievemente sgonfiate nelle ultime ore. Su base settimanale si mantiene sempre in positivo del 25%.

Bisognerà attendere l’introduzione della nuova normativa in Corea del Sud prima di poter delineare uno scenario avvalorato sa dati più solidi. Certamente qualora la proposta diventasse effettiva sarebbe verosimile registrare un aumento dell’incertezza nel mercato.

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