Il Consigliere federale incontra l’Esecutivo cantonale il 18 maggio per fare il punto su rapporti con l’Italia, perequazione, misure di risparmio del Bund, sviluppo dei trasporti e italianità nell’Amministrazione federale. Ecco cosa cambia per chi vive e lavora in Ticino.
Lunedì 18 maggio 2026 il Consiglio di Stato riceverà a Bellinzona il Consigliere federale Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L’incontro, comunicato ieri pomeriggio dalla cancelleria cantonale, è uno degli appuntamenti istituzionali fissi del dialogo politico tra Cantone e Confederazione e questa volta arriva con un’agenda particolarmente densa per chi vive in Svizzera italiana: sul tavolo finiranno sei dossier che toccano da vicino il portafoglio delle famiglie ticinesi, il mercato del lavoro frontaliero e il calendario internazionale di Lugano per la fine dell’anno.
I sei dossier sul tavolo
Secondo la nota diffusa dal Consiglio di Stato, l’incontro affronterà:
- le relazioni tra Svizzera e Italia, con la querelle sui ristorni dei frontalieri rimasta sospesa dopo le tensioni delle ultime settimane;
- la perequazione finanziaria intercantonale, sistema che ridistribuisce risorse fra i 26 Cantoni;
- le misure di risparmio della Confederazione, su cui Berna sta chiedendo contributi anche ai Cantoni;
- i piani di sviluppo dei trasporti, dossier in cui il Ticino aspetta risposte sulle tratte transfrontaliere e sul nodo Lugano-Mendrisio;
- la promozione della lingua italiana in Svizzera, in particolare attraverso la presenza di personale italofono nell’Amministrazione federale;
- l’organizzazione del Consiglio dei Ministri OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), in programma a Lugano il 3 e 4 dicembre 2026.
Sei dossier diversi, ma collegati da un filo unico: il margine di manovra concreto che il Cantone può ottenere su ciascuno nei prossimi mesi.
Perequazione finanziaria: il Ticino fra i Cantoni "deboli" che ricevono
Il dossier perequazione è quello con l’impatto più diretto sui conti pubblici cantonali. Nel meccanismo della NPC (Nuova perequazione finanziaria), i Cantoni con indice delle risorse sopra i 100 punti finanziano quelli sotto: il Ticino è storicamente nella fascia ricevente, attestandosi attorno ai 93 punti nelle ultime rilevazioni federali. È un sistema da oltre 5 miliardi di CHF l’anno di trasferimenti, finanziato per il 60% dalla Confederazione e per il 40% dai Cantoni finanziariamente forti, e per il Ticino significa decine di milioni di franchi in entrata che vanno a sostenere il bilancio cantonale (scheda di approfondimento).
Il punto politico, ora, è duplice: da un lato la dotazione complessiva del sistema, dall’altro le misure di risparmio che Karin Keller-Sutter sta mettendo a punto a livello federale e che rischiano di ridurre i trasferimenti verso i Cantoni nei prossimi preventivi.
Frontalieri e rapporti con l’Italia: il dossier che non si chiude
L’altro fronte caldo è quello dei rapporti con Roma. L’accordo fiscale sui frontalieri firmato a fine 2023 ha modificato in profondità il regime di tassazione di chi attraversa il confine ogni giorno, ma la coda lunga dei ristorni e l’attuazione concreta del nuovo regime hanno riaperto frizioni nelle ultime settimane (cosa cambia con il nuovo accordo). Per il Ticino, dove i frontalieri restano una componente strutturale del mercato del lavoro con quasi 80’000 unità (i dati USTAT), ogni mossa su questo dossier ha un effetto immediato su salari, gettito fiscale comunale e dinamiche dei prezzi sul mercato immobiliare di confine.
Cassis, come capo del DFAE, è il referente federale del dialogo con il governo italiano: l’incontro di lunedì sarà l’occasione per il Consiglio di Stato di chiedere a Berna una linea più decisa nella trattativa.
Vertice OSCE a Lugano in dicembre: una settimana di Svizzera italiana sotto i riflettori
Il sesto punto dell’agenda è anche quello con la maggiore ricaduta sul settore dei servizi luganese: il Consiglio dei Ministri OSCE si terrà al Centro Esposizioni di Lugano il 3 e 4 dicembre 2026, con la presenza dei ministri degli esteri di 57 Stati partecipanti. È un appuntamento che porterà in città delegazioni diplomatiche, stampa internazionale e logistica di sicurezza per oltre una settimana, con effetti diretti su alberghi, ristoranti e indotto. Lunedì si entrerà nel vivo dell’organizzazione, con le decisioni operative su mobilità, comunicazione e coordinamento fra Cantone, Città di Lugano e Confederazione.
Cosa significa, in pratica
L’incontro del 18 maggio non produrrà decisioni vincolanti — non è quella la sua natura — ma è un appuntamento da seguire perché definirà la linea che il Consiglio di Stato porterà nei tavoli federali dei prossimi mesi. Per il lettore ticinese i punti da monitorare sono tre: l’esito della trattativa sui ristorni (con effetti su una quindicina di Comuni della fascia di confine), la posizione del Cantone sulle misure di risparmio federali che possono toccare la sanità e i trasporti pubblici, e il calendario del vertice OSCE, che a fine anno trasformerà Lugano in capitale diplomatica europea per due giorni.
La comunicazione ufficiale degli esiti dell’incontro è attesa per la serata di lunedì o per martedì mattina, attraverso il consueto comunicato congiunto di Cantone e DFAE.
[3]
Argomenti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Iscriviti alla newsletter