Canone radio-TV per le imprese: 60 fasce di fatturato dal 2028, ecco chi pagherà di più (e chi meno) in Ticino

Claudio Galli

25 Giugno 2026 - 07:12

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Il Consiglio federale ha messo in consultazione fino al 27 ottobre la riforma del canone aziendale: tariffa progressiva, le PMI ticinesi risparmiano, le imprese con un giro d’affari oltre i 111 milioni di franchi pagheranno di più. E dal 2027 la soglia d’esenzione sale a 1,2 milioni. Ecco cosa cambia per chi ha un’attività in Ticino.

Canone radio-TV per le imprese: 60 fasce di fatturato dal 2028, ecco chi pagherà di più (e chi meno) in Ticino

Chi gestisce un’azienda in Ticino dovrà tenere d’occhio una riforma che cambia il modo in cui le imprese pagano il canone radio-televisivo. Il Consiglio federale ha posto in consultazione, dal 23 giugno al 27 ottobre, una revisione parziale d’ordinanza che ridisegna completamente la tariffa a carico delle aziende. La modifica nasce per dare seguito a una sentenza del Tribunale federale del novembre 2024, che aveva giudicato il modello attuale in contrasto con il principio dell’uguaglianza giuridica, e quindi anticostituzionale.

In pratica, il sistema con cui ogni impresa assoggettata all’IVA contribuisce al finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo viene reso progressivo: chi fattura poco paga meno, chi fattura molto paga di più. Per la maggior parte delle piccole e medie imprese della Svizzera italiana significa una bolletta più leggera; per i grandi gruppi, un conto più salato.

Cosa cambia: 60 fasce al posto di 18

Il cuore della riforma è la nuova struttura tariffaria, che passa dalle attuali 18 fasce di fatturato a 60 livelli. Oggi il modello è di fatto decrescente in proporzione al giro d’affari; con la revisione diventa progressivo. Le PMI dovranno quindi versare meno rispetto a quanto previsto dalla regolamentazione in vigore.

A pagare di più saranno invece le imprese con un giro d’affari di circa 111 milioni di franchi o superiore. Le entrate complessive del canone aziendale restano comunque stabili attorno ai 180 milioni di franchi l’anno, pari a circa il 13% del gettito totale di questa tassa: la riforma redistribuisce il peso fra grandi e piccoli, senza aumentare l’incasso della Confederazione. Le nuove regole entreranno in vigore il 1° gennaio 2028.

Per orientarsi conviene avere chiaro a quale fascia appartiene la propria attività: il riferimento è il giro d’affari dichiarato ai fini IVA, lo stesso parametro che determina anche l’obbligo di aprire una partita IVA e di iscriversi al registro.

La soglia che sale a 1,2 milioni dal 2027

C’è una seconda novità, indipendente da questa consultazione, che arriva prima ed è ancora più rilevante per le micro-imprese ticinesi. Dal 1° gennaio 2027 la soglia di fatturato a partire dalla quale un’azienda deve farsi carico del canone sale da 500’000 franchi a 1,2 milioni. È una conseguenza del controprogetto all’iniziativa SSR, respinta dal popolo nella votazione dello scorso 8 marzo.

L’effetto è concreto: a dover pagare il canone aziendale sarà circa un’impresa assoggettata all’IVA su cinque, e non più una su tre come oggi. Molte piccole attività della Svizzera italiana — negozi, studi, artigiani — usciranno del tutto dall’obbligo. Per chi sta valutando dove e come avviare un’attività, è un parametro in più da mettere accanto alle differenze di pressione fiscale fra i Cantoni.

Cosa fare ora se hai un’attività in Ticino

In attesa che la riforma diventi definitiva, qualche verifica pratica:

  • Controlla il tuo giro d’affari IVA: è il dato che determina sia l’obbligo del canone sia, dal 2028, la fascia in cui rientri.
  • Verifica se uscirai dall’obbligo dal 2027: se fatturi meno di 1,2 milioni di franchi, con la nuova soglia non pagherai più il canone aziendale.
  • Tieni d’occhio la consultazione: il progetto resta aperto fino al 27 ottobre, e associazioni di categoria e Cantoni possono ancora far valere le proprie osservazioni prima del testo finale.

La partita si inserisce in un contesto fiscale in movimento per le aziende svizzere, tra cui anche la possibile revisione dell’aliquota IVA ordinaria discussa a livello federale. Per il dettaglio definitivo delle fasce occorrerà attendere la chiusura della consultazione e l’adozione dell’ordinanza da parte del Consiglio federale.

 [3]

Argomenti

# Ticino
# IVA

Iscriviti alla newsletter