Borse di studio in Ticino 2026/2027: chi ne ha diritto, quanto vale l’assegno e come fare domanda entro il 30 settembre

Claudio Galli

14 Agosto 2026 - 19:11

condividi
Facebook
twitter whatsapp

L’aiuto cantonale allo studio arriva fino a 20’000 CHF l’anno a fondo perso, ma va chiesto in tempo e con i documenti giusti: ecco chi può ottenerlo, come si calcola l’importo in base al reddito di famiglia, quali altri sostegni offre l’Ufficio degli aiuti allo studio e la scadenza da non mancare per l’anno formativo 2026/2027.

Borse di studio in Ticino 2026/2027: chi ne ha diritto, quanto vale l'assegno e come fare domanda entro il 30 settembre

Con la ripresa delle lezioni si riapre anche la finestra per chiedere un aiuto allo studio al Cantone Ticino. È un sostegno pensato per chi ha finito la scuola dell’obbligo e affronta una formazione più lunga o più cara di quanto la famiglia possa reggere: liceo, scuola professionale, formazione terziaria (università, SUP, scuola specializzata superiore) o tirocinio. Chi non ha mai fatto domanda spesso pensa di non averne diritto, ma i parametri sono più larghi di quanto si creda e la richiesta non costa nulla. In questa guida vediamo chi può presentarla, quanto vale, come si calcola l’importo e — soprattutto — entro quando va inoltrata per l’anno 2026/2027.

Chi può chiedere un aiuto allo studio

Il primo requisito è il domicilio determinante in Ticino. L’aiuto è concesso a cittadini svizzeri e di Stati membri dell’Unione europea o dell’AELS domiciliati in Svizzera, a cittadini stranieri con permesso di domicilio (permesso C) o con permesso di dimora annuale (permesso B) se soggiornano in Svizzera da almeno cinque anni, oltre che a rifugiati e apolidi riconosciuti e residenti in Ticino.

Sul fronte anagrafico, la borsa di studio — cioè il contributo italicoa fondo perso, che non va restituito — copre le formazioni dopo la scuola media o dopo il proscioglimento dall’obbligo scolastico (15 anni) e fino al compimento dei 54 anni d’età. Serve inoltre un titolo di studio idoneo per essere ammessi alla formazione, e la scuola frequentata deve rilasciare un certificato riconosciuto dall’autorità competente. Attenzione a un limite tipico: le formazioni di grado secondario II (cioè quelle che seguono la scuola media, come il liceo o l’apprendistato di scuola) sono sussidiabili solo se frequentate in scuole pubbliche ticinesi.

Quanto vale: fino a 20’000 franchi l’anno

L’importo dipende dalla situazione economica, ma i tetti fissati dalla legge cantonale sono chiari:

  • Borsa di studio (a fondo perso): importo annuo massimo di 20’000 CHF, con un eventuale supplemento di 4’000 CHF per ogni figlio a carico della persona in formazione.
  • Prestito di studio (rimborsabile): da un minimo di 1’000 CHF fino a un massimo di 50’000 CHF per l’intera formazione. È concesso di regola solo per gli studi di grado terziario, in aggiunta alla borsa o in sua sostituzione.

Il prestito va restituito, ma a condizioni miti: la restituzione parte dal 1° gennaio dell’anno successivo alla fine (o all’interruzione) degli studi e va completata entro sette anni, prorogabili fino a dieci per motivi giustificati. I primi due anni sono esenti da interessi; solo dal terzo anno matura un interesse sull’eventuale importo ancora scoperto. In pratica, per molti studenti universitari borsa e prestito si combinano: la prima copre la parte che la famiglia non può sostenere, il secondo integra quando i costi restano alti.

Come si calcola l’importo

Qui sta il cuore della domanda e il motivo per cui vale sempre la pena provare: l’aiuto corrisponde alla differenza tra le spese di formazione riconosciute e le entrate del richiedente, del coniuge o partner e del contributo dei genitori. Se le spese superano quanto la famiglia può mettere, la differenza diventa borsa.

Il parametro chiave è il reddito disponibile di riferimento (RD), calcolato sull’unità di riferimento (richiedente, genitori, fratelli e sorelle ancora in prima formazione). In forma semplificata è il reddito lordo complessivo, più un quindicesimo della sostanza netta, meno una serie di deduzioni: premio medio di riferimento della cassa malati, contributi sociali obbligatori, alimenti versati, spese professionali fino a 4’000 CHF e interessi passivi privati fino a 3’000 CHF. Da questo importo si sottrae poi il fabbisogno di ogni membro della famiglia (minimo vitale, supplemento d’integrazione, costi d’alloggio).

Sulla cifra che resta, il contributo che la famiglia deve mettere per l’istruzione dei figli è progressivo:

  • il 30% sui primi 30’000 CHF;
  • il 50% sui successivi 50’000 CHF;
  • il 70% sull’eventuale rimanente.

Due dettagli fanno la differenza. Primo: il salario netto del richiedente conta come suo contributo solo per la parte che eccede i 6’000 CHF annui — quindi un piccolo lavoro accanto agli studi non azzera l’aiuto. Secondo: chi dimostra di essersi reso finanziariamente indipendente (aver concluso una prima formazione riconosciuta, aver lavorato in Ticino per almeno due anni con un salario netto di almeno 2’500 CHF al mese e aver compiuto 25 anni nell’anno scolastico di riferimento) fa scendere fuori dal calcolo buona parte del reddito dei genitori. Anche quattro anni di attività stabile o di cura della famiglia possono valere come prima formazione.

Un esempio concreto

Prendiamo un caso italicoipotetico. Sara, 20 anni, di Biasca, si iscrive a un bachelor a Zurigo e vive fuori casa. Tra minimo vitale, alloggio forfettario, pranzo fuori casa (2’000 CHF riconosciuti se il tragitto casa-scuola supera i 20 minuti) e libri (1’000 CHF per il grado terziario), le sue spese di formazione riconosciute arrivano a circa 24’000 CHF l’anno. Dal calcolo del reddito di famiglia risulta un contributo dei genitori di circa 10’000 CHF e un piccolo reddito estivo di Sara sotto la soglia dei 6’000 CHF, quindi non computato. La borsa colma la differenza: circa 14’000 CHF, ben sotto il tetto dei 20’000. Se i genitori avessero un reddito più alto, il contributo salirebbe e la borsa scenderebbe; se le spese fossero maggiori, potrebbe aggiungersi un prestito. I numeri esatti dipendono sempre dalla tassazione, ma il meccanismo è questo.

Non solo borsa: gli altri aiuti dell’UAST

L’Ufficio degli aiuti allo studio (UAST) del DECS non gestisce solo borse e prestiti. A seconda della situazione si può chiedere anche un assegno di tirocinio (per chi fa un apprendistato), un assegno di riqualificazione professionale, un assegno di formazione terziaria in ambito sociosanitario, un aiuto al perfezionamento professionale, un prestito per un corso linguistico o un assegno per sportivi d’élite e talenti artistici. Chi cerca in particolare un posto di apprendistato può informarsi anche sul sostegno cantonale al collocamento dei giovani senza tirocinio, un canale distinto ma complementare.

A questi si aggiunge il capitolo delle borse messe a disposizione dalle fondazioni private censite dallo stesso UAST: si possono cumulare con l’aiuto cantonale e valgono soprattutto per chi studia in ambiti specifici o all’estero. Proprio per chi arriva da un percorso fatto fuori dai confini vale la pena verificare prima il riconoscimento del titolo di studio in Svizzera, perché la formazione dev’essere ammessa e certificata per dare diritto al sostegno.

Errori da evitare

  • Dare per scontato di non averne diritto. La soglia di reddito è più alta di quanto si pensi, e con figli o fratelli ancora in formazione il fabbisogno cresce. Meglio fare la domanda e lasciare che sia l’ufficio a calcolare.
  • Presentare la domanda incompleta. Manca spesso la documentazione fiscale dei genitori o del richiedente: senza, la pratica si blocca.
  • Confondere borsa e prestito. La borsa non si restituisce; il prestito sì. Chiedere l’importo giusto evita di indebitarsi più del necessario.
  • Aspettare l’ultimo giorno. Le richieste sono valutate italicoin ordine d’entrata: presentarle presto conviene.

Come e quando fare domanda per il 2026/2027

La regola generale è che la richiesta va presentata entro il mese d’inizio della formazione. Per le formazioni cantonali che iniziano in agosto, però, il termine è prorogato: per l’anno formativo 2026/2027 c’è tempo fino al 30 settembre 2026. È una scadenza da segnare in agenda, perché chi la manca rischia di dover aspettare l’anno dopo.

La procedura è ancora cartacea: si scarica l’opuscolo informativo con il formulario di richiesta dal sito dell’UAST, si compila, si firma e si spedisce all’ufficio. Le informazioni ufficiali complete su requisiti e calcolo sono sulla pagina cantonale della borsa di studio; per i dubbi si può contattare direttamente l’UAST (091 814 34 32, [email protected]).

La checklist prima di spedire

  • Verifica di avere il domicilio determinante in Ticino e un titolo idoneo alla formazione scelta.
  • Prepara la documentazione fiscale tua, del coniuge/partner e dei genitori (redditi e sostanza).
  • Decidi se ti serve la sola borsa o anche un prestito (di regola solo per il grado terziario).
  • Controlla se puoi far valere l’indipendenza economica, che alleggerisce il conteggio del reddito dei genitori.
  • Scarica, compila e firma il formulario, poi spediscilo entro il 30 settembre 2026 per le formazioni cantonali iniziate in agosto — e comunque il prima possibile.

 [3]

Argomenti

# Ticino

Iscriviti alla newsletter

CAMBIO EURO/FRANCO SVIZZERO

-

-