Travail.Suisse, Syna e transfair hanno presentato lunedì mattina a Berna le rivendicazioni per la tornata salariale 2027: aumento generale del 2%, fino al 5-6% nella sanità, 1.5% per il personale della Confederazione. Sul fronte opposto, un sondaggio del KOF su circa 3’500 aziende private indica aumenti medi dell’1.2%. In Ticino, dove il salario mediano resta il più basso della Svizzera, la trattativa d’autunno pesa più che altrove.
La tornata salariale d’autunno è ufficialmente aperta. Lunedì mattina a Berna, Travail.Suisse — uno dei quattro organismi mantello nazionali delle parti sociali, che rappresenta 130’000 iscritti — ha presentato insieme ai sindacati Syna e transfair le richieste per le trattative sui salari 2027: un aumento generale del 2% per tutti i dipendenti. È la cifra da cui partiranno, nelle prossime settimane, le discussioni su decine di contratti collettivi di lavoro (CCL) che riguardano anche migliaia di lavoratrici e lavoratori in Ticino.
L’argomento centrale del dossier è la stagnazione: secondo il sindacato i salari reali in Svizzera sono fermi da un decennio, mentre i premi di cassa malati hanno continuato a salire, erodendo il reddito disponibile delle famiglie. Un tema che in Ticino pesa più che altrove, visto che l’aumento dei premi per il 2026 ha colpito i portafogli ticinesi più della media svizzera. «Il potere d’acquisto va garantito anche quando prezzi e costi della vita crescono», ha dichiarato Thomas Bauer, responsabile della politica economica di Travail.Suisse.
Le richieste settore per settore
Il 2% è una media su tutti i settori: le rivendicazioni concrete variano a seconda di quanto è stato ottenuto negli anni precedenti.
- Sanità: +5-6%. È la richiesta più alta. Secondo Syna le aziende del settore hanno atteso l’attuazione dell’iniziativa sulle cure infermieristiche concedendo quasi nulla, con una forte perdita di potere d’acquisto. «Basta è basta», ha detto la presidente di Syna Yvonne Feri, annunciando che dove la partnership sociale non funziona il sindacato passerà da iniziative popolari cantonali, come già avviene nel Canton Giura.
- Industria: +2%, perché la situazione di molte aziende è migliorata e non ci sono più le condizioni per la moderazione salariale dell’anno scorso.
- Commercio al dettaglio: +2%.
- Servizio pubblico: +2%, richiesta di transfair per settori come posta, trasporti e telecomunicazioni.
- Personale della Confederazione: +1.5%, la voce più moderata del pacchetto.
- Involucro edilizio e industria del legno: poco sotto il 2%, perché la contrattazione degli ultimi anni ha già dato risultati considerati adeguati.
A illustrare la posizione del servizio pubblico è stata Greta Gysin, presidente di transfair e consigliera nazionale ticinese: «La salvaguardia del potere d’acquisto non è negoziabile», ha detto, aggiungendo che nell’ultima tornata in molte aziende hanno guadagnato soprattutto gli azionisti.
Le imprese, invece, hanno in mente l’1.2%
Il contro-dato è arrivato 24 ore prima. Un sondaggio del KOF, il centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo, condotto su circa 3’500 aziende del settore privato e anticipato dalla NZZ, indica che i datori di lavoro prevedono per il 2027 aumenti nominali medi dell’1.2%.
Con l’inflazione stimata dal KOF attorno allo 0.5%, resterebbe ai dipendenti una crescita reale di poco più dello 0.7%: molto, se si pensa che fra il 2014 e il 2023 la crescita salariale reale in Svizzera è stata in media dello 0.2% all’anno. Il problema è che le aziende stesse, nello stesso sondaggio, stimano un’inflazione dell’1.1%: in quello scenario del recupero non resterebbe quasi nulla.
Il dettaglio più utile per chi negozia è la classifica settoriale. In testa c’è l’edilizia, con un +2% nominale atteso dalle imprese contro l’1.6% dell’anno precedente: è l’unico settore in cui le attese sono salite, per il buon andamento degli affari e la carenza di manodopera qualificata. In coda ci sono le banche, con un +0.8% contro l’1.4% previsto un anno fa; fra le cause indicate dal KOF, la fusione fra UBS e Credit Suisse, l’introduzione dell’intelligenza artificiale e la concorrenza dell’offerta online. Un dato che riguarda da vicino anche la piazza finanziaria luganese.
Perché in Ticino la posta in gioco è più alta
Il Cantone parte da una posizione di svantaggio strutturale. Secondo la rilevazione della struttura dei salari dell’Ufficio federale di statistica, nel 2024 il salario mediano ticinese si è fermato a 5’708 CHF lordi al mese contro i 7’024 CHF della media svizzera. Nel settore privato il divario supera il 20% e negli ultimi vent’anni si è allargato invece di ridursi, per effetto della struttura settoriale del mercato del lavoro cantonale e della quota elevata di manodopera frontaliera.
Significa che una percentuale identica vale meno qui che altrove: il 2% richiesto dai sindacati equivale a circa 114 CHF al mese su un salario mediano ticinese, contro circa 140 CHF sulla mediana nazionale. È uno dei motivi per cui il confronto fra medie cantonali va letto con cautela.
C’è poi il secondo binario, quello legale. Il salario minimo cantonale — pari al 55% della mediana salariale nazionale e differenziato per settore economico secondo il codice NOGA — nel 2026 si colloca fra 20.00 e 20.50 CHF all’ora ed è il riferimento per chi lavora con contratti di fascia bassa. Viene adeguato d’ufficio al rincaro ogni 1° gennaio, sulla base della differenza dell’indice nazionale dei prezzi al consumo fra novembre e novembre dell’anno prima: l’adeguamento 2027 non dipende quindi dalla tornata contrattuale, ma arriverà comunque.
Cosa fare, in pratica
Le trattative si concludono fra ottobre e dicembre. Per arrivarci preparati:
- Verificare se il proprio settore ha un CCL e chi lo negozia: se c’è, l’aumento si decide lì e non nel colloquio individuale.
- Controllare il salario minimo del proprio settore sul portale cantonale dei contratti normali di lavoro: se il salario attuale è vicino alla soglia, l’adeguamento di gennaio è automatico e va sommato, non confuso, con l’eventuale aumento contrattuale.
- Tenere a mente i due numeri della trattativa: l’inflazione attesa (0.5% secondo il KOF, 1.1% secondo le imprese) e il risultato ottenuto dal proprio settore negli ultimi due anni. Chi ottiene solo il rincaro non guadagna di più: mantiene.
Le soglie aggiornate settore per settore sono sulla pagina del salario minimo cantonale dell’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro; il dossier completo delle rivendicazioni è sul sito di Travail.Suisse. [3]
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