Affitti, il tasso di riferimento resta all’1,25%: chi paga ancora sull’1,75% può tagliare la pigione fino al 5,66% (ecco come)

Claudio Galli

24 Luglio 2026 - 13:13

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In Ticino la riduzione non scatta da sola: va chiesta al proprietario, per iscritto ed entro precisi termini di legge. Le percentuali esatte, le scadenze dei 30 e 60 giorni e il calcolatore gratuito dell’Associazione Svizzera Inquilini per verificare quanto ti spetta.

Affitti, il tasso di riferimento resta all'1,25%: chi paga ancora sull'1,75% può tagliare la pigione fino al 5,66% (ecco come)

Per milioni di inquilini in Svizzera l’affitto è la voce più pesante del bilancio famigliare, davanti a cassa malati e spesa. Eppure una parte di chi paga una pigione oggi ha diritto a una riduzione e non lo sa. Il motivo si chiama tasso ipotecario di riferimento: l’indice federale a cui sono agganciati i canoni di locazione di tutta la Confederazione è fermo all’1,25% dal 2 settembre 2025 e, con l’ultima comunicazione dell’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), è rimasto invariato anche nel marzo 2026. Chi però si è visto aumentare l’affitto durante il rialzo dei tassi del 2023 lo paga ancora oggi su una base più alta, all’1,50% o addirittura all’1,75%. Quella differenza, in franchi, si può recuperare.

Quanto puoi risparmiare, in franchi

La regola è fissata dall’Ordinanza sulla locazione (OLAL) ed è la stessa in tutti i Cantoni. Per ogni scalino di 0,25 punti percentuali di calo del tasso di riferimento, l’inquilino ha in linea di principio diritto a una riduzione della pigione netta del 2,91%. Chi paga ancora su una base dell’1,50% è quindi a un gradino dall’1,25% attuale; chi è fermo all’1,75% è a due gradini, per una riduzione complessiva attorno al 5,66%.

Tradotto in denaro, su una pigione netta di 1’500 CHF al mese la differenza è concreta: circa 43.65 CHF in meno al mese (poco più di 520 CHF l’anno) per uno scalino, fino a quasi 85 CHF al mese (oltre 1’000 CHF l’anno) per chi è ancora ancorato all’1,75%. La pigione media nella Svizzera italiana si aggira sui 1’155 CHF mensili, con punte nel Luganese e nel Locarnese: anche lì il calcolo vale la pena di farlo.

Perché in Ticino la riduzione non è automatica

Attenzione a un punto che spesso sfugge: il diritto alla riduzione presuppone che il proprietario abbia effettivamente applicato gli aumenti precedenti. Molti locatori ticinesi, in un mercato con domanda più debole rispetto ai centri di lingua tedesca, nel 2023 hanno preferito italiconon/italico ritoccare i canoni per premiare gli inquilini di lungo corso e mantenere gli appartamenti occupati. Per chi è in questa situazione, il margine di riduzione oggi è ridotto o nullo. Ma chi un aumento lo ha subito ha tutto l’interesse a muoversi, perché la legge svizzera non prevede alcun controllo automatico dei canoni: se l’inquilino non agisce, la pigione resta dov’è. Prima di firmare o rinnovare, conviene sempre sapere come si calcola un affitto in Ticino e quali margini di trattativa esistono.

Come chiedere la riduzione, passo per passo

  • Verifica la base del tuo contratto. Il tasso di riferimento su cui è calcolata la pigione è quasi sempre indicato nel contratto o nell’ultima notifica di adeguamento. Se è 1,50% o 1,75%, hai probabilmente diritto a una riduzione.
  • Fai il conto con un calcolatore. L’Associazione Svizzera Inquilini mette a disposizione uno strumento gratuito per la Svizzera italiana: il calcolatore di riduzione del canone dell’ASI.
  • Scrivi al proprietario, con raccomandata. La richiesta va inoltrata per iscritto. Da quel momento il locatore ha 30 giorni per rispondere: può accettare, rifiutare motivando, oppure compensare la riduzione con altri fattori di costo.
  • Se rifiuta o tace, rivolgiti all’autorità di conciliazione. In caso di risposta negativa o di silenzio, hai tempo per adire l’autorità di conciliazione in materia di locazione entro e non oltre 60 giorni dall’invio della richiesta iniziale. Superato il termine, si riparte da capo.

Le tre cose da sapere prima di scrivere

  • Il proprietario può italicocompensare/italico in parte la riduzione: la legge gli consente di trasferire fino al 40% del rincaro accumulato (indice nazionale dei prezzi al consumo) e alcuni aumenti di costi generali. La riduzione netta, quindi, può risultare inferiore al 2,91% teorico.
  • Il calo riguarda solo la pigione netta: le spese accessorie e di riscaldamento, concordate a parte, non c’entrano.
  • Non tutti i contratti seguono il tasso di riferimento: sono esclusi gli affitti indicizzati, quelli scalari, gli alloggi sussidiati e le abitazioni di lusso. Se sei un inquilino "ordinario", invece, vivere in affitto in Ticino ti dà pieno accesso a questo diritto.

Il quadro generale spinge a non lasciare soldi sul tavolo: secondo un’indagine Comparis, nella Svizzera romanda quasi un terzo delle famiglie con reddito inferiore a 7’000 CHF al mese destina oltre il 36% del budget all’abitazione. In un bilancio così teso, anche una riduzione di poche decine di franchi al mese fa la differenza. Il prossimo appuntamento è fissato: l’UFAB pubblicherà il nuovo tasso di riferimento il 1° settembre 2026. Se dovesse scendere all’1,00%, si aprirebbe una nuova finestra di riduzioni. Per verificare il valore attuale e i propri diritti, il riferimento ufficiale è la pagina dell’Ufficio federale delle abitazioni.

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# Ticino

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