L’elettrico è un grande successo: stop agli incentivi e fine dell’esenzione dall’imposta

Sara Bracchetti

08/11/2023

08/11/2023 - 12:14

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Oggi un’auto su 4 fra le nuove immatricolazioni è elettrica: una quota di mercato che avrebbe finito per comportare ingenti perdite per lo Stato, che per agevolare la mobilità elettrica dal 1997 rinunciava al versamento del 4% sulle importazioni.

L'elettrico è un grande successo: stop agli incentivi e fine dell'esenzione dall'imposta

Ѐ il segno chiaro che l’elettrico non è più l’eccezione: ormai è una scelta sempre più condivisa. Complice, fuori di dubbio, il prezzo, che, in continuo ribasso, secondo le stime nel 2025 raggiungerà la parità con quello delle auto alimentate a diesel o benzina. Insomma: gli incentivi non hanno più grande ragione d’essere. Ecco dunque che, primo passo, dal prossimo gennaio verrà abolita l’esenzione dall’imposta sugli autoveicoli di cui ha goduto finora.

Un "privilegio" che durava dal 1997

Lo ha deciso il Consiglio federale, prendendo atto, pochi minuti fa, dei risultati della procedura di consultazione e approvando la conseguente modifica dell’ordinanza, nel piano di correzione per il bilancio dello Stato definito nella seduta del 25 gennaio 2023. L’incremento delle entrate fiscali andrà a favore del Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato: per tutte le vetture elettriche immatricolate nel 2024, dovrà essere infatti versata un’imposta del 4%, che dunque equipara l’elettrico al fossile e mette fine a un "privilegio" in corso dal 1997.

Il trionfo della mobilità non inquinante

All’epoca, era stato un modo per favorire la mobilità elettrica. Ormai trent’anni dopo, è una realtà che non necessita più di aiuti - o di rinunce - da parte dello stato. Dal 2018 al 2022, infatti, il numero di autoveicoli elettrici importati è aumentato di quasi sei volte, passando da circa 8000 a oltre 45.000 l’anno. Una progressione che non si è poi arrestata: solo nei primi sei mesi del 2023 sono stati importati in Svizzera circa 30.400 autoveicoli elettrici, +66% rispetto allo stesso periodo del 2022, quando ci si era fermati a 18.300. E già sembrava un risultato eccellente.

Vince l’ambiente, perde lo Stato

Rispetto alle importazioni complessive, l’elettrico è ora a quota 23%, ben sette punti percentuali in più in un anno: era il 16% nel primo semestre del 2022. Una crescita che ha comportato però anche un calo evidente delle entrate fiscali, con perdite di circa 78 milioni di franchi l’anno scorso e una stima che potrebbe addirittura toccare i 150 milioni nel 2023. Se si fosse continuato a concedere l’esenzione, si sarebbe addirittura arrivati a perdite di 2-3 miliardi di franchi entro il 2030.

Nessun costo per il consumatore

Il cambio di rotta andrà a incidere sul prezzo all’importazione: nessun aggravio, per intenderci, sul consumatore, almeno fino a che le case automobilistiche non dovessero decidere di caricare l’importo sul prezzo di vendita finale, che risulta comunque essere sempre in progressivo calo. Di fatto, sarà dunque possibile in un futuro non lontano realizzare un margine di profitto senza supplementi di prezzo per l’acquirente.

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