Iniziativa popolare sulle cure sociosanitarie: superate le 7600 firme. Il Vpod le consegna a Bellinzona

Chiara De Carli

26/01/2023

26/01/2023 - 12:05

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Il sindacato ticinese chiede al Cantone di adottare una legge quadro cantonale per migliorare le condizioni lavorative dei professionisti sociosanitari e socioeducativi.

Iniziativa popolare sulle cure sociosanitarie: superate le 7600 firme. Il Vpod le consegna a Bellinzona

Obiettivo raggiunto: il VPOD ha raccolto più di 7600 firme e, lunedì 31 gennaio, presenterà a Bellinzona l’iniziativa popolare “Per cure sociosanitarie e prestazioni socio educative di qualità”. Il sindacato dà appuntamento alla popolazione davanti a Palazzo delle Orsoline, per le 13;45.
La consegna delle adesioni, si tratta un’azione concreta che il sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari – VPOD Ticino, con il sostegno delle rappresentanti del personale dei vari settori (ospedali, case anziani, cure a domicilio, enti sociali, settore psichiatrico, ecc.). intende fare, per migliorare il settore sociosanitario e socioeducativo.

Cosa chiede il VPOD

Con l’iniziativa, il VPOD Ticino chiedere di adottare una legge quadro cantonale, che preveda 5 principi basilari:

  • Condizioni lavorative minime valide per tutto il settore sociosanitario e socioeducativo, per garantire una maggiore attrattività e una maggiore durata delle carriere professionali ed evitare l’abbandono precoce del personale sociosanitario e socioeducativo. È assurdo formare continuamente del personale, che dopo relativamente pochi anni abbandona la professione e cambia lavoro. Occorre anche risolvere il problema della sotto dotazione di personale nelle strutture sociosanitarie e socioeducative, che genera una cronica stanchezza/stress e la cui causa è da ricercare nei limiti del finanziamento da parte degli enti pubblici.
  • Codifica dei diritti di pazienti e utenti: la definizione dei diritti di pazienti e utenti va sviluppata nelle leggi che regolano i vari ambiti. Oggi c’è una disomogeneità di approcci nei vari ambiti. I gravi problemi purtroppo emersi alla Casa anziani di Sementina e all’Unitas ribadiscono quanto sia importante fare chiarezza sui diritti di pazienti e utenti.
  • Organi di mediazione indipendenti: è necessaria la creazione di organi di mediazione indipendenti, gratuitamente accessibili a pazienti, utenti, famigliari e per­sonale per discutere e per conciliare in caso di problemi. I gravi problemi purtroppo emersi alla Casa anziani di Sementina e all’Unitas confermano puntualmente quanto sia importante istituire questi organi, che esistono nel settore sociosanitario e socioeducativo del resto della Svizzera e che consentono di affrontare tempestivamente i problemi.
  • Valutazione indipendente e trasparente della qualità delle strutture sociosanitarie e socioeducative: questo esercizio deve comportare una pubblicazione regolare dei risultati, che sia accessibile a tutti. È un diritto da sancire finalmente nella legge, perché le strutture sociosanitarie e socioeducative devono rendere conto della qualità e della soddisfazione di pazienti/utenti e personale, essendo finanziate dalla mano pubblica. Anche la valutazione, se condotta in modo serio, permette di prevenire l’insorgere di problemi, che incidono sia sulla qualità della vita di pazienti/utenti, sia sul problema dell’abbandono professionale.
  • Pianificazione cantonale e controllo parlamentare: occorre uniformare il modo di affrontare le proble­matiche sociosanitarie e socioeducative, grazie a pianificazioni cantonali settoriali e al controllo parlamentare sull’adempimento dei contratti di prestazione da parte delle strutture finanziate dall’ente pubblico.

Argomenti

Iscriviti alla newsletter