L’inflazione rilancia il commercio: bye bye Covid, il 2022 ha portato 300 milioni in più

Sara Bracchetti

21 Giugno 2023 - 18:18

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Fatturato in crescita rispetto al 2021: un risultato che si spiega soprattutto con i prezzi al rialzo, che hanno portato meno acquisti ma maggiori introiti.

L'inflazione rilancia il commercio: bye bye Covid, il 2022 ha portato 300 milioni in più

Buone notizie per il commercio svizzero al dettaglio, che a dispetto dell’inflazione e delle difficoltà accentuate dalla guerra pare definitivamente lasciarsi alle spalle il Covid. Lo scorso anno, secondo i dati presentati quest’oggi dalla società di ricerche di mercato GfK, ha registrato un incremento del fatturato dello 0,3%, fino a raggiungere i 102,6 miliardi di franchi.

Energia, trasporti, imballaggi e logistica

I conti sono presto fatti: la percentuale, solo in apparenza modesta, sta in realtà a indicare 300 milioni di franchi in più rispetto al 2021, quando per la prima volta venne superata la soglia dei 100 miliardi. A contribuire al risultato, il perdurare dell’immigrazione, ma anche, apparente paradosso, l’inflazione e i prezzi più elevati, che hanno permesso di incamerare di più a causa dei costi di energia, trasporti, imballaggi e logistica, scaricati sul prodotto finale.

In ribasso la grande distribuzione

Non per tutti rose e fiori, comunque. Qualcuno ha invece fatto le spese dei prezzi in incremento: si tratta dei supermercati, che, in controtendenza, nel 2022 hanno invece registrato perdite. Migros ha perso il 3,3% raggiungendo i 12,3 miliardi di franchi, né ha contribuito a far riguadagnare terreno la piattaforma migros.ch. Coop ha perso in 4,4% a 11,6 miliardi di franchi, mentre Denner ha registrato un calo del fatturato del 2,6% a 3,9 miliardi di franchi.

Online va forte la tecnologia

Bene, al contrario, il commercio online dei prodotti tecnologici Digitec-Galaxus, di proprietà Migros: +12,2% 2,2 miliardi di franchi, a significare un incremento del divario con Volg, fermo a 1,7 miliardi. L’acquisto su Internet, del resto, ha beneficiato della situazione della pandemia e anche nel 2022 i consumatori svizzeri hanno acquistato per un valore di 14 miliardi di franchi: +2,8% (0,4 miliardi di franchi. In diminuzione, però, il consumo interno online, così come, più prevedibile, lo shopping estero.

Meglio non sperare troppo nel futuro

Per il futuro, meglio mostrare cautela, come confermano anche i dati degli scorsi mesi. Le prospettive, sia per quanto riguarda i prossimi mesi del 2023, sia per il 2024, non sono così ottimistiche. La sola nota certa e positiva riguarda l’energia: la situazione si è normalizzata e «il rischio di scenari fortemente recessivi come interruzioni di energia è diminuito in modo significativo», conclude GfK.

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