Over 50 e a rischio licenziamento in Svizzera: il caso Swisscom e le tre protezioni da conoscere (rendita ponte compresa)

Claudio Galli

23 Giugno 2026 - 10:15

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Alla Swisscom la quota di dipendenti con più di 50 anni è scesa dal 35,9% al 31% tra il 2022 e il 2025, e circa la metà dei posti tagliati nell’ultimo anno e mezzo riguardava proprio gli ultracinquantenni. La stampa svizzero-tedesca parla di un clima «avvelenato» per i collaboratori più anziani: ecco cosa sta succedendo e, soprattutto, quali regole e prestazioni proteggono in Ticino chi resta senza lavoro dopo i 50 anni.

Over 50 e a rischio licenziamento in Svizzera: il caso Swisscom e le tre protezioni da conoscere (rendita ponte compresa)

Un’inchiesta del SonntagsBlick, ripresa nei giorni scorsi da diversi media d’oltralpe, ha acceso i riflettori su un tema che in italiano è ancora poco trattato: la pressione crescente sui lavoratori over 50 all’interno della Swisscom. Secondo il domenicale di Zurigo, ex quadri dell’azienda denunciano un clima di lavoro deteriorato, in cui i dipendenti più «cari» — cioè spesso i più anziani — vivrebbero «nella paura permanente di perdere il posto».

Non è solo una questione di percezione. I numeri citati dalla testata parlano chiaro: tra il 2022 e il 2025 la quota di collaboratori con più di 50 anni in Swisscom è scesa dal 35,9% al 31%, e circa metà delle persone toccate dai tagli nel 2024 e nel primo semestre 2025 aveva superato quella soglia d’età.

Cosa succede alla Swisscom (e perché riguarda anche il Ticino)

La Swisscom non è un’azienda qualsiasi: la Confederazione ne è azionista di maggioranza con il 51%. Questo significa che le sue scelte sul personale hanno un peso politico e simbolico per tutto il Paese, Ticino compreso, dove l’operatore impiega personale nelle sue sedi e nella rete di vendita.

Sullo sfondo c’è una strategia di riduzione dei costi già annunciata: l’azienda sta spostando all’estero centinaia di posti di lavoro nell’informatica, ampliando i propri centri di sviluppo a Riga (Lettonia) e Rotterdam (Paesi Bassi) fino a 1’400 collaboratori. Una mossa che, secondo il Tages-Anzeiger, alimenta i timori dei dipendenti svizzeri, in particolare di quelli con stipendi più alti e maggiore anzianità. La Confederazione, da parte sua, si attende che l’eventuale ridimensionamento avvenga in modo «socialmente sostenibile».

Perché dopo i 50 anni ritrovare lavoro è più difficile

Il caso Swisscom è la punta di un problema strutturale del mercato del lavoro svizzero. Chi perde l’impiego dopo i 50 anni fatica molto più dei colleghi giovani a rientrare: i tempi di ricerca si allungano, e la fascia dei disoccupati di lunga durata in età avanzata è cresciuta negli ultimi anni.

Per il lettore ticinese è un punto sensibile. Il Cantone si muove di norma meglio della media nazionale sul fronte occupazionale — in aprile 2026 il tasso di disoccupazione era al 2,8% contro il 3,0% svizzero — ma per chi viene licenziato a 55 o 58 anni la statistica conta poco: quello che serve è sapere su quale rete di sicurezza può contare. Per orientarsi tra contratti, preavvisi e diritti vale la pena rivedere le regole di base del mercato del lavoro svizzero.

Le tre protezioni da conoscere

Per chi perde il posto in età avanzata, il sistema svizzero prevede tre livelli di tutela.

  • Indennità di disoccupazione (AD). Dopo l’iscrizione all’Ufficio regionale di collocamento (URC) si ha diritto alle indennità dell’assicurazione contro la disoccupazione. Chi ha più di 55 anni e un periodo di contribuzione sufficiente può ricevere un numero di indennità giornaliere maggiore rispetto ai più giovani.
  • Previdenza professionale (2° pilastro / LPP). In caso di licenziamento l’avere di vecchiaia non va perso: confluisce in un conto o in una polizza di libero passaggio. Dai 58 anni, a determinate condizioni, è possibile mantenere l’assicurazione presso la cassa pensioni dell’ex datore di lavoro.
  • Prestazioni transitorie (la «rendita ponte»). È la rete pensata proprio per i disoccupati anziani, in vigore dal 1° luglio 2021. Serve a evitare che chi resta senza lavoro a fine carriera sia costretto a intaccare il 2° pilastro o a finire all’assistenza sociale prima della pensione.

Rendita ponte: a chi spetta davvero

Le prestazioni transitorie non sono automatiche e i requisiti sono stringenti. In sintesi, secondo l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali bisogna:

  • avere almeno 60 anni quando si esauriscono le indennità di disoccupazione;
  • essere domiciliati in Svizzera (o in uno Stato UE/AELS) ed aver versato contributi AVS per almeno 20 anni, di cui almeno 5 dopo i 50;
  • aver conseguito in quegli anni un reddito medio annuo di almeno 22’680 CHF;
  • disporre di una sostanza inferiore a 50’000 CHF (100’000 CHF per le coppie sposate);
  • non percepire già una rendita AVS o AI.

Chi rientra in questi criteri riceve la prestazione fino al raggiungimento dell’età di pensionamento e l’inizio della rendita AVS. Chi invece ha meno di 60 anni o supera le soglie di sostanza non vi ha diritto: motivo in più per pianificare per tempo.

Cosa fare adesso se hai più di 50 anni

Il primo consiglio operativo è non aspettare la lettera di licenziamento per informarsi. Conviene tenere aggiornato il proprio certificato di previdenza (per conoscere l’avere LPP), verificare gli anni di contribuzione AVS e, in caso di disdetta, iscriversi subito all’URC del proprio Comune per non perdere giorni di indennità. Per i passi concreti da seguire dopo la perdita del posto, è utile la nostra guida su cosa fare se si rimane senza lavoro in Ticino.

Per approfondire i requisiti aggiornati della rendita ponte si può consultare la pagina ufficiale delle prestazioni transitorie della Confederazione. Il caso Swisscom, in fondo, è un promemoria: in Svizzera la protezione per chi perde il lavoro dopo i 50 anni esiste, ma scatta solo se si conoscono le regole e ci si muove in tempo.

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