BNS al tasso guida 0%, ipoteca fissa decennale fra 1,50% e 2,05%, SARON sotto 1,2%: ecco come decidere oggi se rinegoziare un mutuo o sottoscriverne uno nuovo in Ticino, con il calcolo netto su un’ipoteca da 750’000 CHF.
Comprare casa in Ticino o rinegoziare il mutuo nel 2026 significa muoversi in uno scenario inedito: la Banca nazionale svizzera ha riportato il tasso guida allo 0% da metà 2025 e lo ha confermato anche nella valutazione di marzo 2026, mentre l’inflazione è scesa allo 0,6% in aprile. Tradotto: chi prende un mutuo oggi paga meno di chi l’ha sottoscritto due anni fa, ma deve scegliere fra tre modelli di ipoteca che si comportano in modo molto diverso. Questa guida spiega passo passo come decidere, con i tassi reali di maggio 2026 e un esempio concreto su un’ipoteca da 750’000 CHF a Lugano.
1. Lo scenario 2026: cosa è cambiato per chi prende un mutuo
Tre numeri raccontano il contesto in cui si firma un contratto ipotecario oggi in Svizzera.
- Tasso guida BNS allo 0%: confermato il 19 marzo 2026, dopo i tagli del 2024-2025. Le previsioni di inflazione della Confederazione restano allo 0,5% per il 2026 e il 2027, quindi la BNS non ha fretta di rialzare.
- Tasso ipotecario di riferimento all’1,25%: è il tasso pubblicato dall’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) che vincola la determinazione degli affitti. È fermo all’1,25% da settembre 2025 e la prossima revisione trimestrale è il 1° giugno 2026. UBS prevede stabilità almeno fino al 2027.
- Inflazione bassa ma vischiosa: i prezzi al consumo sono saliti dello 0,6% annuo in aprile 2026, dato lontano dal tetto del 2% che la BNS considera compatibile con la stabilità dei prezzi.
In pratica, chi negozia un mutuo nel 2026 lo fa in una finestra di tassi storicamente bassi ma non ai minimi del 2021. Il taglio dei tassi della BNS ha alleggerito i mutui, ma le banche mantengono ancora un margine di prudenza nel pricing della parte fissa.
2. I tre modelli di ipoteca: fissa, SARON, variabile
In Svizzera oggi un cliente al dettaglio sceglie quasi sempre fra due modelli; la "variabile classica" è ormai residuale.
Ipoteca a tasso fisso: tasso bloccato per una durata da 2 a 10 (a volte 15) anni. A maggio 2026 le banche svizzere quotano la decennale fra l’1,50% e il 2,05% per ipoteche di prima priorità da 750’000 CHF, secondo il comparatore Comparis. La quinquennale è normalmente più bassa di 15-25 punti base. Vantaggio: rata certa per tutta la durata. Svantaggio: nessun beneficio se i tassi scendono ulteriormente, e penali alte in caso di rimborso anticipato.
Ipoteca SARON: tasso variabile agganciato al Compounded SARON (la media trimestrale del Swiss Average Rate Overnight) maggiorato di un margine bancario. Con SARON praticamente a zero e margini fra lo 0,70% e l’1,20%, oggi il tutto-compreso si colloca sotto l’1,2%. La banca aggiorna il tasso ogni tre mesi. Vantaggio: si paga oggi meno della fissa e si beneficia automaticamente di nuovi tagli BNS. Svantaggio: la rata sale subito se la BNS rialza, e qui la storia recente parla chiaro (dal -0,75% del 2022 si è arrivati all’1,75% in 18 mesi).
Ipoteca a tasso variabile classico: durata illimitata, tasso fissato dalla banca e modificabile con preavviso. Oggi è l’opzione più cara — fra il 2,5% e il 3% — e ha senso solo come "ponte" prima di scegliere il modello definitivo. La maggior parte dei clienti la salta.
3. Esempio concreto: Anna a Lugano, ipoteca da 750’000 CHF
Anna, 38 anni, dirigente in un’azienda farmaceutica del Sottoceneri, compra una casa a Lugano da 1’000’000 CHF. Mette il 25% di capitale proprio (250’000 CHF, una quota in contanti e una in capitale del 2° pilastro), accende un mutuo di prima priorità da 750’000 CHF e deve scegliere il modello.
Con i tassi di maggio 2026 il calcolo è il seguente.
- Fissa decennale all’1,80%: interessi annui 13’500 CHF, pari a 1’125 CHF al mese.
- Fissa quinquennale all’1,55%: interessi annui 11’625 CHF, pari a 969 CHF al mese.
- SARON con margine 1,00% (SARON a 0%, totale 1,00%): interessi annui 7’500 CHF, pari a 625 CHF al mese.
A questi importi vanno aggiunti l’ammortamento obbligatorio della seconda priorità (in genere 1% all’anno sulla parte di mutuo che eccede il 66% del valore dell’immobile) e i costi accessori. Lo scarto fra fissa decennale e SARON, oggi, vale 6’000 CHF all’anno: una cifra che però la BNS può ridurre o annullare nel giro di pochi trimestri se si torna a un ciclo di rialzi.
Tipico errore: ragionare solo sulla rata di partenza. La fissa è una polizza assicurativa contro i rialzi, e si paga.
4. Quando conviene la fissa, quando il SARON
La regola da tenere a mente è duplice: orizzonte temporale + tolleranza al rischio.
Conviene la fissa decennale se il proprietario ha un orizzonte lungo (vuole tenere la casa almeno 10 anni), un reddito stabile ma senza buffer di liquidità, e un’avversione naturale a vedere la rata muoversi. Le previsioni di Comparis e Migros Bank concordano sul fatto che, su 10 anni, la fissa attuale si confronta con uno scenario di tassi laterali e quindi non è scontato che il SARON resti più conveniente per tutta la durata.
Conviene il SARON se il proprietario ha cuscinetto finanziario (può sostenere senza dramma rate più alte di 200-400 CHF al mese), accetta la volatilità trimestrale e crede che la BNS resti vicino allo 0% almeno fino al 2027 — scenario su cui Swiss Life, UBS e la stessa Banca Migros si allineano nella loro guidance di gennaio-marzo 2026.
Soluzione mista: molte banche permettono di splittare il mutuo in due o tre tranche, ad esempio metà fissa quinquennale e metà SARON. Ammortizza il rischio e diversifica il momento di rinnovo.
5. Quattro errori che vediamo ripetere a Lugano e Bellinzona
- Firmare con la prima banca senza confrontare almeno tre offerte. Su un mutuo da 750’000 CHF un margine di 20 punti base equivale a 1’500 CHF all’anno per dieci anni: una macchina, un viaggio, una scuola privata.
- Bloccare la fissa al picco del ciclo. Chi nel 2023 ha firmato una decennale al 3% perché "i tassi salgono" oggi paga il doppio del SARON. La fissa non è una protezione contro il rumore di breve, è un’assicurazione su un orizzonte coerente con la durata.
- Sottostimare la regola dell’accessibilità (5%). Le banche svizzere calcolano la sostenibilità ipotizzando un tasso teorico del 5% sull’intero mutuo, indipendentemente da quello effettivo. Significa che la rata teorica non deve superare un terzo del reddito lordo familiare.
- Dimenticare il prelievo del 2° pilastro. Usare la LPP per la casa è ammesso e diffuso, ma riduce la rendita futura e va dichiarato fiscalmente. Vale la pena fare il conto del minor reddito da pensionato prima di prelevare.
6. Strumenti, calcolatori e checklist
Tre fonti istituzionali da consultare prima di firmare:
- il tasso di riferimento UFAB per capire il livello "neutrale" attorno a cui si calibrano gli affitti e, indirettamente, anche le aspettative sui mutui;
- le decisioni di politica monetaria BNS, che ogni trimestre fissano lo scenario sui tassi a breve;
- il comparatore tassi ipotecari Comparis, aggiornato quotidianamente con le offerte di banche, assicurazioni e cassa pensioni.
Per chi sta affrontando l’acquisto da zero, vale la pena rileggere prima la guida pratica al comprare casa in Svizzera e tenere d’occhio la rubrica dedicata alla Banca nazionale svizzera per non perdere le revisioni trimestrali del tasso guida.
Checklist finale: 5 azioni concrete prima di firmare
- Calcolare la sostenibilità con il test del 5% (rata teorica + ammortamento + costi accessori sotto il 33% del reddito lordo familiare).
- Chiedere almeno 3 offerte su modelli diversi (fissa 5 anni, fissa 10 anni, SARON) e farle stampare con il TAEG e gli importi annui in CHF.
- Decidere lo split fra fissa e SARON in base a orizzonte temporale e cuscinetto di liquidità (regola pratica: SARON solo se si possono sostenere 6 mesi di rate aggiuntive).
- Verificare le clausole di rimborso anticipato sulla parte fissa: quanto costa uscire prima della scadenza? Le penali sono il vero costo nascosto.
- Pianificare il rinnovo: bloccare in agenda 12 mesi prima della scadenza una revisione delle condizioni di mercato e dell’offerta della propria banca, per non subire l’inerzia del rinnovo automatico.
In uno scenario di tassi BNS allo 0% confermato e fissa decennale poco sopra l’1,5%, il 2026 è una buona finestra per chi compra casa o rinegozia. Ma la scelta fra fissa e SARON non è una questione tecnica: dipende da come ciascuno digerisce un’eventuale risalita dei tassi nei prossimi trimestri.
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