Importare l’auto dall’Italia in Svizzera: la guida 2026 in 7 passi (e perché 18’000 euro diventano quasi 19’000 franchi)

Claudio Galli

21 Luglio 2026 - 19:11

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Quanto costano davvero l’imposta sugli autoveicoli del 4% e l’IVA all’8,1%, quando scatta la sanzione CO2, quali documenti servono al collaudo di Camorino e la regola sul nome dell’intestatario che manda all’aria l’affare se la scopri troppo tardi.

L’auto usata costa meno oltre confine: è una delle constatazioni più ricorrenti di chi vive nella Svizzera italiana e guarda gli annunci di Varese, Como o Milano. Il prezzo esposto, però, è solo il punto di partenza: fra sdoganamento, tributi federali, collaudo obbligatorio e immatricolazione cantonale, il conto finale può salire di oltre il 12% e la pratica richiede settimane, non giorni. Questa guida mette in fila i sette passi della procedura, con i costi reali e i due errori che rendono l’operazione irrimediabile.

1. La regola sul nome: chi sdogana è chi immatricola

È il punto che manda all’aria più affari, e va verificato prima di firmare qualsiasi cosa. La Sezione della circolazione del Cantone Ticino è esplicita: la prima immatricolazione di un veicolo importato per uso proprio può essere eseguita solo a nome di chi ha effettuato le pratiche doganali.

Tradotto: non puoi far sdoganare l’auto a un amico, al fratello o alla ditta e poi intestarla a te. Chi compare sulla bolla doganale è chi comparirà sulla licenza di circolazione. L’unica eccezione riguarda i veicoli la cui immatricolazione all’estero risale a più di due anni dalla data di sdoganamento: in quel caso il vincolo cade.

Seconda regola generale: tutti i veicoli importati devono essere collaudati prima di poter essere immatricolati. Non esiste la scorciatoia del «lo porto e lo metto in strada».

2. Lo sdoganamento: dove, come e con quali documenti

Il veicolo va dichiarato spontaneamente all’importazione presso un ufficio doganale competente per le merci commerciali — non un valico qualsiasi, e non tutti gli uffici lavorano le auto. Vale la pena telefonare prima e verificare gli orari, perché la pratica non si sbriga in cinque minuti.

I documenti da portare, secondo l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC):

  • fattura o contratto d’acquisto;
  • licenza di circolazione estera, anche se già annullata;
  • documento d’identità;
  • dichiarazione d’importazione (e-dec).

Per portare fisicamente l’auto oltre confine servono di norma targhe provvisorie estere: in Italia sono le targhe prova o l’immatricolazione temporanea, da concordare con il venditore. Sul funzionamento generale dei valichi e delle procedure abbiamo una scheda dedicata alla dogana svizzera.

Se non ve la sentite, un’agenzia doganale o uno spedizioniere fa tutto al posto vostro: la dogana non ha voce in capitolo sulle loro spese amministrative, che vanno chieste in anticipo e messe a preventivo.

3. I tributi: il 4% e l’8,1% che si sommano

Qui si decide la convenienza dell’operazione. Sull’importazione di un’automobile gravano due tributi federali, e il secondo si calcola sopra il primo.

  • Imposta sugli autoveicoli: 4% del valore del veicolo.
  • IVA all’importazione: 8,1%. La base di calcolo è la controprestazione pagata (prezzo d’acquisto, incluso il valore di un eventuale usato dato in permuta), più le spese fino al luogo di destinazione in Svizzera più i tributi all’importazione già dovuti — imposta sugli autoveicoli compresa.
  • Dazio doganale: l’auto di origine preferenziale UE non paga dazio, ma l’origine va provata. Chiedete al venditore il certificato di circolazione EUR.1 o una dichiarazione d’origine sulla fattura. Senza quel documento il dazio si paga.
  • Prova dell’imposizione (rapporto di perizia mod. 13.20A): 20 CHF.

Gli importi in euro vengono convertiti al corso ufficiale pubblicato dall’UDSC. Se il valore dichiarato manca o non è attendibile, l’ufficio doganale può stimare il valore del veicolo: le fatture di comodo con prezzi gonfiati al ribasso sono un rischio, non un risparmio.

4. Il conto vero su un usato da 18’000 euro

Prendiamo un’utilitaria usata comprata nel varesotto a 18’000 EUR, di origine UE, con EUR.1 regolare. Ipotizziamo un cambio di 0,93 CHF per euro (il corso applicato è quello del giorno, pubblicato dalla dogana).

Voce Importo
----- -----
Valore del veicolo 16’740.00 CHF
Dazio (origine UE, con EUR.1) 0.00 CHF
Imposta sugli autoveicoli 4% 669.60 CHF
IVA 8,1% su 17’409.60 CHF 1’410.18 CHF
Prova dell’imposizione 13.20A 20.00 CHF
Licenza di circolazione 50.00 CHF
Targhe 40.00 CHF
Prima immatricolazione 30.00 CHF
Totale ≈ 18’960 CHF

Il prezzo esposto era l’equivalente di 16’740 CHF: il costo reale è del 13% più alto, e nel conto non sono ancora entrati il trasporto, l’eventuale onorario dello spedizioniere, la tassa di collaudo e l’immatricolazione di un’auto che nel frattempo è ferma. La domanda da farsi prima di partire è semplice: lo stesso modello, sul mercato svizzero dell’usato, costa più o meno di 19’000 franchi?

5. La sanzione CO2: quando scatta e quando no

È la voce che può trasformare un buon affare in una perdita secca, e riguarda le auto recenti. Privati e piccoli importatori devono far attestare il veicolo prima della prima immatricolazione: se supera l’obiettivo di CO2 è dovuta una sanzione.

Sono esenti:

  • i veicoli la cui prima immatricolazione all’estero risale a più di 12 mesi prima della dichiarazione doganale;
  • i veicoli immatricolati da almeno 6 mesi che al momento dell’importazione hanno percorso più di 5’000 km.

Fuori da questi due casi — quindi per l’auto nuova o quasi nuova, quella su cui il differenziale di prezzo con l’Italia è più goloso — l’attestazione è obbligatoria. L’obiettivo di riferimento per le automobili nuove è di 93,6 grammi di CO2 al chilometro secondo il ciclo WLTP, e l’importo per grammo di superamento viene fissato ogni anno dalla Confederazione entro una forbice di legge (negli ultimi esercizi attorno al centinaio di franchi per grammo). Su un’auto a benzina di media cilindrata lo scarto dall’obiettivo individuale può valere qualche migliaio di franchi.

Attenzione al meccanismo: la sanzione non si paga allo sportello doganale, ma arriva dopo, riscossa dall’Ufficio federale dell’energia, sulla base dei dati inseriti presso l’USTRA. Chi non la mette a preventivo se la ritrova a pratica chiusa.

6. Il collaudo a Camorino: prendetevi tempo

Con il 13.20A in mano si passa alla Sezione della circolazione, ad Ala Munda 51 a Camorino. L’appuntamento si chiede online e — avvertenza importante in questa stagione — la Sezione ha comunicato che durante i periodi di canicola il numero di appuntamenti disponibili è ridotto per tutelare la salute del personale addetto ai collaudi, con tempi di attesa più lunghi proprio sulle pratiche di importazione. Chi compra un’auto in luglio e conta di guidarla ad agosto rischia di restare a piedi: pianificate con anticipo.

Al collaudo servono gli originali di:

  • rapporto di perizia 13.20A (obbligatorio);
  • decisione d’imposizione doganale o autorizzazione doganale (moduli 18.44, 18.45, 18.46, 15.30 o 15.40) (obbligatorio);
  • certificato di conformità CE (COC) (obbligatorio), da richiedere al costruttore o all’importatore generale del marchio;
  • formulario di attestazione delle emissioni di CO2, nei casi visti al punto 5;
  • licenza di circolazione estera e, se il veicolo è stato modificato rispetto al modello originale, la relativa omologazione.

Il COC è il documento che più spesso manca all’appello e che più spesso allunga i tempi: chiedetelo al venditore contestualmente alla trattativa, non dopo.

7. L’immatricolazione: 120 franchi e le targhe estere che spariscono

Superato il collaudo, si va allo sportello con documento d’identità (o permesso per stranieri rilasciato dall’Ufficio della migrazione del Canton Ticino), attestato d’assicurazione per la copertura RC — valido 30 giorni dalla data di emissione, quindi da chiedere al momento giusto e non con mesi di anticipo —, targhe e libretto esteri, 13.20A e bolla doganale.

Le tasse cantonali sono contenute: 50 CHF di licenza di circolazione, 40 CHF di targhe, 30 CHF di prima immatricolazione. Targhe e libretto esteri vengono ritirati e distrutti dall’autorità, che rilascia una dichiarazione: l’auto smette di esistere per l’anagrafe italiana e nasce svizzera. Sul funzionamento delle targhe cantonali, comprese quelle trasferibili che permettono di risparmiare su premio e imposta, rimandiamo alla nostra scheda sulle targhe in Ticino.

Sul fronte assicurativo, un avvertimento che vale più di molti calcoli: il Ticino è il cantone dove la RC auto costa di più, con Lugano in cima alla classifica svizzera. Prima di comprare oltre confine conviene farsi fare un preventivo reale sul modello che si ha in mente — nella nostra guida su come si calcola l’assicurazione auto ci sono i fattori che pesano di più — perché un premio più alto di 400 franchi all’anno si mangia in fretta il vantaggio di prezzo dell’usato italiano.

Gli errori che costano di più

  • Far sdoganare l’auto a nome di un’altra persona contando di intestarsela dopo: fuori dai veicoli immatricolati da oltre due anni, non si può.
  • Dimenticare l’EUR.1 o la dichiarazione d’origine: senza prova dell’origine preferenziale si paga il dazio su un’auto che ne sarebbe esente.
  • Non chiedere il COC al venditore finché è ancora motivato a collaborare: recuperarlo dopo, a pagamento acconto già versato, è un’altra storia.
  • Ignorare la sanzione CO2 su un’auto di pochi mesi, e scoprirla quando arriva la fattura dell’Ufficio federale dell’energia.
  • Sottostimare i tempi, soprattutto d’estate: fra appuntamento per il collaudo e sportello immatricolazioni possono passare settimane.

La checklist prima di firmare

  • Fatevi confermare per iscritto dal venditore la disponibilità di COC ed EUR.1.
  • Calcolate il costo pieno: prezzo × cambio, + 4%, + 8,1% sul totale, + 140 CHF di tasse fisse, + trasporto ed eventuale spedizioniere.
  • Verificate se l’auto rientra nei casi di esenzione CO2 (12 mesi di immatricolazione, oppure 6 mesi e oltre 5’000 km).
  • Chiedete un preventivo assicurativo reale sul modello e sul vostro domicilio, non una stima a occhio.
  • Prenotate l’appuntamento di collaudo appena avete i documenti doganali, e solo allora chiedete l’attestato RC (vale 30 giorni).
  • Confrontate il totale con il prezzo dello stesso modello sul mercato svizzero: se la differenza scende sotto i mille franchi, l’importazione non vale il tempo che costa.

Il conto della convenienza, in definitiva, non si fa sul prezzo dell’annuncio ma sul costo di possesso: al valore dell’auto vanno sommati tributi, pratiche, premio RC e imposta di circolazione cantonale. Sul costo chilometrico complessivo di un’automobile in Svizzera — ammortamento, assicurazione, tasse, carburante e manutenzione — abbiamo pubblicato i dati aggiornati: è quella la cifra che decide se l’affare oltre confine è davvero tale.

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