Dal viadotto a spirale di Brusio al Lago Bianco a oltre 2’200 metri, il treno panoramico più famoso delle Alpi attraversa la Val Poschiavo, la valle italofona dei Grigioni. Vi raccontiamo le cinque tappe da segnare, gli orari estivi appena entrati in vigore e quanto si spende fra biglietto e supplemento.
C’è un treno rosso che, da fine maggio fino a ottobre, ogni singolo giorno sale dai 429 metri di Tirano fino a oltre 2’200 metri senza un dente di cremagliera, soltanto con l’aderenza delle ruote sul binario. È il Trenino Rosso del Bernina — sulla carrozza panoramica vetrata prende il nome di Bernina Express — e per molti ticinesi resta una di quelle gite che si rimandano da anni, convinti che sia roba da turisti stranieri.
È un peccato, perché quel treno attraversa una valle che parla italiano come noi: la Val Poschiavo, capolinea italofono del Cantone dei Grigioni, raggiungibile in giornata e perfetta per un fine settimana di tarda primavera. Da pochi giorni è in vigore l’orario estivo, quello in cui il treno panoramico viaggia tutti i giorni: è il momento giusto per programmarla.
Vi portiamo lungo le cinque fermate che valgono il viaggio e — come sempre su moneymag.ch — vi diciamo anche quanto costa davvero, fra biglietto, supplementi e abbonamenti.
Una ferrovia patrimonio dell’umanità (che attraversa una valle italiana)
La linea è gestita dalla Ferrovia retica (RhB) e, insieme alla tratta dell’Albula, dal 2008 è iscritta nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO: poche ferrovie al mondo hanno questo riconoscimento. I numeri spiegano il perché. Il tracciato del Bernina copre 61 chilometri, supera 55 gallerie e 196 fra ponti e viadotti, e tocca il suo punto più alto alla stazione di Ospizio Bernina, a 2’253 metri: è la ferrovia ad aderenza naturale più alta d’Europa.
La sorpresa, per chi parte dal Ticino, è culturale. Una volta scollinato il passo, il treno scende nella Val Poschiavo, una delle valli in cui si parla italiano pur essendo nei Grigioni — insieme a Mesolcina, Calanca e Bregaglia. L’italiano è una delle tre lingue ufficiali del Cantone, e qui si sente: insegne, menù e conversazioni sono nella nostra lingua. Una gita all’estero del Cantone Ticino, ma senza il problema della lingua.
Le 5 fermate da non perdere
Il bello del Trenino Rosso è che si può spezzare il viaggio: si scende a una fermata, si visita, si risale sul treno successivo. Ecco le cinque tappe su cui vale la pena fermarsi.
- Brusio e il viadotto elicoidale — Poco dopo il confine, il treno compie un giro completo a spirale all’aperto: è il celebre viadotto circolare di Brusio, un capolavoro di ingegneria che permette di guadagnare quota in pochissimo spazio. È l’immagine-cartolina dell’intera linea, quella che trovate su ogni manifesto.
- Il borgo di Poschiavo — Capoluogo della valle, conserva un centro storico raccolto attorno alla piazza, con i palazzi fatti costruire dagli emigranti rientrati ricchi nell’Ottocento. È la tappa giusta per il pranzo e per due passi senza fretta lungo il lago di Poschiavo.
- Il Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia — A pochi minuti a piedi dalla stazione di Cavaglia si visitano le marmitte dei giganti, cavità levigate nella roccia che il ghiacciaio del Palü ha scavato circa 11’000 anni fa. Un percorso breve, segnalato e adatto anche ai bambini.
- Alp Grüm — A 2’091 metri, questa fermata si raggiunge solo in treno o a piedi: niente strada. Dalla terrazza si apre la vista sul ghiacciaio del Palü e sull’intera Val Poschiavo fino alle Alpi orobiche.
- Ospizio Bernina e il Lago Bianco — Il punto più alto della linea. Il Lago Bianco, lungo circa tre chilometri, deve il colore lattiginoso ai sedimenti glaciali. È il posto da cui far partire una camminata in discesa verso Alp Grüm.
Quanto costa davvero la gita
Veniamo alla domanda che conta. Il prezzo si compone sempre di due voci: il biglietto di percorrenza e il supplemento.
Il biglietto di percorrenza fra Tirano e St. Moritz, in 2ª classe e andata e ritorno, si aggira nel 2026 attorno ai 66 CHF. A questo va aggiunto il supplemento obbligatorio di prenotazione del posto sulla carrozza panoramica del Bernina Express, attorno ai 32 CHF in alta stagione. In totale, senza abbonamenti, una gita completa costa quindi circa un centinaio di franchi a persona.
Gli abbonamenti cambiano molto il conto:
- con l’Abbonamento Generale (AG) il viaggio di percorrenza è gratuito: si paga solo il supplemento di prenotazione;
- con il metà-prezzo il biglietto di percorrenza è scontato del 50%, mentre il supplemento si paga per intero;
- lo Swiss Travel Pass copre la percorrenza, ma anche in questo caso il supplemento panoramico resta a carico di tutti.
Un’avvertenza pratica: la prenotazione del posto sul Bernina Express è sempre obbligatoria e in estate i treni si riempiono. Conviene prenotare con qualche giorno di anticipo sul sito della Ferrovia retica. Le cifre qui sopra sono indicative per il 2026 e vanno verificate al momento dell’acquisto. Buona notizia per il portafoglio: il Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia si visita liberamente, con un contributo volontario per la manutenzione del sito.
Quando andare e come arrivarci dal Ticino
Da fine maggio a ottobre è in vigore l’orario estivo: il treno panoramico viaggia tutti i giorni, con partenze da Tirano verso St. Moritz alle 10:06, alle 13:17 e alle 16:06. In inverno, invece, la carrozza panoramica circola solo nei fine settimana.
Dal Ticino la valle si raggiunge in giornata. La via più diretta è arrivare a Tirano, in Valtellina, e da lì salire sul Trenino Rosso. C’è però anche l’opzione più scenografica: l’anello con il Palm Express, l’autopostale che in estate collega Lugano e St. Moritz attraversando il passo del Maloja e i laghi — circa tre ore e mezza di viaggio, con prenotazione obbligatoria e abbonamenti dei trasporti pubblici validi. Si sale da una parte in bus e si scende dall’altra in treno: una giornata sola, due itinerari diversi.
Se i prossimi ponti di primavera vi sembrano l’occasione giusta, tenete presente che lasciare l’auto a casa, con il San Bernardino e il Gottardo presi d’assalto, è spesso la scelta più rilassante: ne avevamo parlato nella nostra guida su come muoversi al meglio nei weekend festivi. E se preferite rimandare, sappiate che il Trenino Rosso dà il meglio anche più tardi: l’autunno, con i larici che virano all’oro, è uno dei momenti più amati per una gita fuori porta verso i Grigioni.
Una valle piccola che punta in alto
Per la Val Poschiavo quel treno non è solo folklore: è economia. La ferrovia patrimonio UNESCO è il principale motore turistico di una valle di poche migliaia di abitanti, e attorno ad essa ruotano alberghi, ristoranti e piccoli produttori. Non a caso la valle ha lanciato il progetto «100% Valposchiavo», la scommessa di diventare un territorio interamente biologico e di vendere i suoi prodotti agricoli proprio ai passeggeri che scendono dal treno. Una microeconomia di montagna che ha fatto della lentezza un punto di forza.
È anche per questo che una gita sul Trenino Rosso assomiglia a una di quelle escursioni in treno pensate per tutta la famiglia: si parte con i bambini, ci si ferma dove si vuole, e fra una fermata e l’altra si può perfino scendere a piedi lungo i sentieri — il tratto fra Ospizio Bernina e Alp Grüm è una discesa semplice e alla portata di molti.
Avete già fatto il viaggio sul Bernina Express e avete una fermata del cuore che non abbiamo citato? Scriveteci a [email protected]: i consigli migliori, su questa linea, arrivano sempre da chi l’ha percorsa con calma.
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