Da quando nel 2025 la Confederazione ha dimezzato la franchigia doganale a 150 CHF, la spesa transfrontaliera dei ticinesi non si è fermata: vale 700 milioni di franchi l’anno. Cinque mercati settimanali da conoscere, mercoledì-giovedì-sabato, fra Lago Maggiore, Ceresio e Como, con i banchi giusti e i tre errori da non commettere alla frontiera.
Mercoledì mattina a Luino, sul lungolago, si parla un italiano con cadenza ticinese tanto quanto un lombardo stretto. È il mercato all’aperto più famoso del versante italiano del Lago Maggiore e il giorno in cui Luino raddoppia di abitanti: oltre 6’000 arrivi solo di mercoledì, in larga parte dalla Confederazione, secondo i dati del Comune. Nel 2026 nulla è cambiato: nonostante dal 1° gennaio 2025 la franchigia doganale svizzera sia stata dimezzata da 300 a 150 CHF, i ticinesi continuano a spingere il carrello al di là del valico.
Anzi: secondo la Sezione doganale e le associazioni di categoria ticinesi, il giro d’affari della spesa transfrontaliera si è assestato attorno ai 700 milioni di CHF l’anno, rispetto ai 500 milioni pre-stretta. Più persone, importi più piccoli, viaggi più frequenti. Vi raccontiamo quindi i 5 mercati italiani della fascia frontaliera dove i ticinesi tornano ogni settimana, con orari, prodotti tipici e quanto si paga davvero — in EUR e in franchi al cambio del 13 maggio 2026 (1 EUR ≈ 0,94 CHF).
Cosa è cambiato dal 1° gennaio 2025
La nuova soglia di esenzione IVA per le merci portate in Confederazione è di 150 CHF a persona (era 300). Oltre quel valore si paga l’8,1% di IVA svizzera al rientro, tipicamente alla dogana di Chiasso, Stabio, Gandria, Ponte Tresa o Brissago. Per gli alimentari la quantità ha tetti specifici (per esempio 1 kg di carne, 5 litri di olio, 5 litri di vino al 18% massimo).
La strategia diffusa è la spesa di gruppo: una famiglia di 4 persone può importare beni per 600 CHF complessivi senza pagare IVA, perché ogni membro presente fisicamente al valico — bambini inclusi — vale una franchigia. È perfettamente legale e i doganieri lo sanno: basta che ognuno dichiari la parte di carrello che gli compete, all’occorrenza.
I 5 mercati settimanali da conoscere
Ecco i mercati su cui si concentrano i ticinesi della Svizzera italiana, scelti per facilità d’accesso dal Cantone, varietà dei banchi e tradizione di clientela frontaliera.
- Luino (VA), mercoledì 8:30 – 17:00. Quasi 400 banchi lungo via Comi, piazza Garibaldi, corso XXV Aprile e il lungolago. Frutta e verdura di stagione, formaggi della Valcuvia, salumi della Valganna, prosciutto crudo a 14-18 EUR/kg, parmigiano 24 mesi a 16-19 EUR/kg, vini delle colline varesotte a 4-7 EUR/bottiglia. Da Lugano si arriva in auto in 50 minuti via Ponte Tresa, oppure in treno fino a Stabio o in battello da Magadino-Brissago in alta stagione.
- Como (CO), martedì e giovedì mattina 8:00 – 13:00, sabato tutto il giorno 8:00 – 18:00. Mercato di via Sirtori in zona stadio. Sabato è il banco preferito dei luganesi: vestiario di marca a fine serie, scarpe, biancheria per la casa, e una rotonda dedicata a frutta secca, spezie e olio extravergine ligure-piemontese a 7-10 EUR/litro. Si raggiunge da Lugano in 35 minuti in treno (Como S. Giovanni, biglietto A/R giornaliero circa 22 CHF).
- Varese (VA), giovedì e sabato mattina 7:30 – 13:30. Mercato di Piazza Repubblica e Piazza Mercato. Più piccolo di Luino ma con una solida sezione formaggi (Bitto, Casera, Branzi) e bancarelle storiche di tessuti. Sabato i prezzi della frutta scendono nell’ultima ora prima della chiusura. Da Mendrisio si arriva in 25 minuti in auto via Bizzarone.
- Lavena Ponte Tresa (VA), sabato 7:30 – 18:30. Mercato di Piazza Mercato, a 100 metri dal valico di Ponte Tresa. È il più comodo per chi vive a Magliaso, Caslano, Agno e tutto il Malcantone: si parcheggia in Svizzera e si attraversa a piedi. Banchi piccoli ma curati, focaccia ligure 6-8 EUR/kg, pesce d’acqua dolce del Ceresio (lavarello, pesce persico, agone affumicato).
- Porto Ceresio (VA), martedì mattina 8:00 – 13:00. Il più "ticinese" dei cinque: si arriva in battello dalla sponda di Morcote e Brusino o in auto in 40 minuti da Lugano. Una trentina di banchi, ma con un’identità precisa: prodotti del Monte San Giorgio, miele di castagno, mostarda di Pavia, oltre al banco fisso di pasta fresca a 5-7 EUR/kg.
Quanto si risparmia davvero (e dove)
I prezzi della spesa in Italia restano sotto quelli svizzeri di una percentuale variabile a seconda della categoria. Le rilevazioni dell’Ufficio federale di statistica e dell’Associazione consumatori e utenti di lingua italiana indicano per il 2026 questi divari medi:
- Carne e affettati: -35% / -45% (es. prosciutto crudo Parma sotto i 18 EUR/kg al mercato, contro i 38-42 CHF/kg in Migros o Coop Ticino).
- Formaggi DOP: -30% / -40% (Grana Padano 24 mesi 13-15 EUR/kg vs. 24-26 CHF/kg in CH).
- Frutta e verdura di stagione: -25% / -35%.
- Vini comuni e media gamma: -40% / -50%.
- Pesce fresco di lago: -25% / -30%.
Una spesa-tipo per una famiglia di 4 che porta a casa carne, formaggi, frutta-verdura, vino e pasta fresca costa al mercato di Luino circa 110-130 EUR (105-122 CHF), contro i 180-220 CHF dello stesso paniere comprato in un supermercato di Lugano: il risparmio reale è del 40-45%, anche dopo aver messo in conto la benzina e il pedaggio dell’autostrada italiana (in genere evitabile passando dai valichi secondari).
Tre errori da non commettere alla frontiera
- Calcolare male la franchigia di gruppo. Se siete in 4 con 600 CHF di spesa, ognuno deve essere fisicamente presente al valico al momento del controllo. Mandare avanti un’auto col carrello pieno e gli altri dietro non funziona.
- Ignorare i limiti merceologici. Sopra 1 kg di carne, 5 litri di vino o 5 litri di olio a persona, si paga dazio sull’eccedenza anche se siete sotto i 150 CHF di franchigia. Il banco di formaggi è particolarmente insidioso quando arrivate al chilo e mezzo a testa.
- Pagare in CHF al banco italiano. Quasi tutti i commercianti dei mercati accettano franchi, ma il cambio applicato a vista è penalizzante (in media -3% / -5% rispetto al cambio interbancario). Prelevare in EUR a un bancomat svizzero in fascia frontaliera, oppure pagare con una carta multi-valuta come Neon o Revolut, lascia spesso il 4-6% del totale nel portafoglio.
Quando andarci
I mesi migliori sono maggio-giugno e settembre-ottobre: meteo mite, banchi pieni di prodotti di stagione, parcheggi non saturi. Luglio-agosto i mercati restano aperti ma la coda al valico di Ponte Tresa il sabato mattina può superare i 40 minuti: meglio puntare il martedì a Porto Ceresio o il giovedì a Varese.
In primavera i banchi degli asparagi (bianchi di Cantello, verdi della Bassa Pavese) compaiono fra fine aprile e metà maggio: 4-7 EUR al chilo, contro i 18-22 CHF dei supermercati ticinesi. In autunno tocca alla cacciagione del Verbano, alla zucca mantovana e ai funghi porcini secchi della Valganna.
E voi avete un banco preferito a Luino, Como, Varese o Porto Ceresio che noi non abbiamo nominato? Scriveteci a [email protected] — i mercati italiani della fascia frontaliera sono uno dei pochi appuntamenti settimanali in cui il Cantone Ticino e la Lombardia di confine continuano a comportarsi come un’unica zona economica, a dispetto della dogana.
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