Cambiamenti climatici: non c’è più tempo, bisogna fare presto

Claudia Mustillo

21 Luglio 2021 - 11:15

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Se ci fossero ancora dubbi sulla veridicità dei cambiamenti climatici in atto in tutto il Pianeta, le ultime notizie potrebbero spegnere definitivamente la fiamma del dubbio.

Cambiamenti climatici: non c'è più tempo, bisogna fare presto

Se ci fossero ancora dubbi sulla veridicità dei cambiamenti climatici in atto in tutto il Pianeta, le ultime notizie potrebbero spegnere definitivamente la fiamma del dubbio.

Solamente pochi giorni fa abbiamo assistito a scene tragiche in Germania, dove sono morte oltre 100 persone per i danni causati dalla devastante alluvione, mentre la Svizzera era osservata speciale per il rischio esondazione e anche nei Paesi Bassi sono state evacuate migliaia di persone dalle proprie abitazioni per lo straripamento dei fiumi.

Non c’è più tempo, bisogna intervenire adesso. Almeno così la pensa l’inviato statunitense per il clima John Kerry.

Gli Stati Uniti mettono fretta alla Cina per ridurre le emissioni

L’inviato statunitense per il clima John Kerry ha invitato la Cina ad aumentare la velocità degli sforzi per ridurre il carbonio. Senza sufficienti riduzioni delle emissioni da parte della Cina, avrebbe detto, l’obiettivo globale di mantenere l’aumento della temperatura sotto l’ 1,5°C è impossibile.

"Se la Cina si attiene al suo impianto attuale e non raggiunge il picco delle sue emissioni fino al 2030, allora l’intero resto del mondo deve arrivare a zero entro il 2040 o addirittura nel 2035. Semplicemente non c’è alternativa perché senza una riduzione sufficiente da parte della Cina, l’obiettivo di 1,5°C è essenzialmente impossibile. La partnership e la leadership della Cina su questo tema di straordinaria conseguenza internazionale è essenziale".

Ha dichiarato l’inviato, John Kerry.

Tutte le grandi economie dovranno impegnarsi a riduzioni significative entro il 2030 e gli Stati Uniti sono pronti a collaborare con la Cina per garantire al Pianeta un futuro climatico accettabile.

Intanto un incendio divora l’Oregon

Nel frattempo un nuovo allarme divampa negli Stati Uniti: il più grande incendio che sta divorando l’Oregon. Sono circa 12 mila gli ettari bruciati e oltre 2 mila le persone evacuate. Si tratta del più vasto incendio in atto negli Stati Uniti, ma anche della storia, ed è stato rinominato "Bootleg Fire" per via della vicina città di Bootleg Spring.

Un incendio così forte che addirittura sembrerebbe aver creato un suo sistema meteorologico in grado di aumentare la diffusione delle fiamme grazie a delle nubi di aria calda.

L’incendio sia stato alimentato dalle alte temperature da altri fenomeni innescati dal riscaldamento globale e dai cambiamenti climatici.

Negli Stati Uniti sono oltre 80 gli incendi che stanno divampando, in circa 12 stati. Potrebbero volerci mesi prima di spegnere completamente le fiamme, ci vorrebbero delle forti piogge.