Referendum del 15 maggio: i tre possibili quesiti alle urne

Laura Bordoli

14/01/2022

14/01/2022 - 16:46

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La “legge Netflix”, la legge sul trapianto di organi e l’ulteriore sviluppo dei Schengen sono gli oggetti della votazione popolare del 15 maggio.

Referendum del 15 maggio: i tre possibili quesiti alle urne

Sono diverse le votazioni popolari in calendario nei prossimi mesi, prima fra tutti quella del 13 febbraio per la modifica della Legge federale del 18 giugno 2021 che prevede un pacchetto di misure a favore dei media.

Oltre a ciò, nella seduta dello scorso 12 gennaio il Consiglio federale ha deciso di sottoporre alla votazione popolare prevista il 15 maggio 2022 tre oggetti: la cosiddetta “legge Netflix”, la legge sul trapianto di organi e l’ulteriore sviluppo dei Schengen.
I temi saranno sottoposti alle urne unicamente in caso di riuscita dei referendum lanciati contro ciascuno di essi con termine che scade il 20 gennaio 2022.

Legge Netflix

Il primo oggetto riguarda la modifica della legge federale sulla produzione e la cultura cinematografiche.
I promotori del referendum sono le sezioni giovanili dell’UDC, del PLR, dei verdi liberali e anche diversi esponenti del Centro, sostenuti dall’associazione svizzera delle televisioni private e da Suissedigital, l’associazione che riunisce gli operatori via cavo.
Secondo loro l’obbligo di investire il 4% del reddito lordo generato da piattaforme di streaming come Netflix e Disney in Svizzera nella produzione di film elvetici indipendenti peserà soprattutto sui consumatori, che si troveranno a pagare di più per gli abbonamenti.
La revisione della legge prevede, tra l’altro, che le società di streaming, tra cui anche emittenti private come 3+, Sat 1 o Pro7, dovranno garantire che almeno il 30% della loro programmazione sia dedicata a film europei, che devono essere designati come tali e facili da trovare.

Legge sul trapianto di organi

Contro la revisione della legge sui trapianti è stato lanciato un referendum da un comitato apolitico composto di medici, esperti di cure, giuristi e specialisti in questione etiche.
Stando a loro, imporre la donazione di organi a persone che non hanno dato il loro consenso significa agire in modo contrario ai principi di uno stato democratico.
Infatti, in Svizzera mancano organi e donatori e, per ovviare al grave problema, il Parlamento ha adottato un cambiamento di paradigma: chi non intende donare i propri organi dopo la morte dovrà dichiararlo esplicitamente quando è ancora in vita. In mancanza di una dichiarazione formale, la decisione sarà conferita agli stretti congiunti o a una persona designata di fiducia.

Schengen

Il terzo referendum ha come oggetto il regolamento UE “Frontex” riguardante il rafforzamento del mandato dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera istituita nel 2004, deciso al fine di controllare meglio le frontiere esterne di Schengen e a fronte anche delle ondate migratorie degli ultimi anni.
Il nuovo regolamento mira anche a migliorare il rimpatrio dei migranti illegali, a sostenere i ritorni volontari e a ottenere documenti di viaggio.
Secondo le associazioni di migranti, il nuovo regolamento ostacola in particolare l’ingresso in Europa sia dei turisti che di coloro in cerca di protezione.
Inoltre, i contributi finanziari della Svizzera a Frontex aumenteranno, passando dai 24 milioni di franchi del 2021 a 61 milioni nel 2027.

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