Più sussidi per pmi e startup: un altro passo avanti per l’innovazione in Svizzera

Sara Bracchetti

4 Marzo 2022 - 14:25

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Il Consiglio toglie i lacci a Innosuisse, che potrà promuovere direttamente progetti in vista del primo ingresso sul mercato.

Più sussidi per pmi e startup: un altro passo avanti per l'innovazione in Svizzera

Entra in vigore il prossimo 15 aprile una nuova disposizione a sostegno di pmi e start-up. Si tratta di una misura pensata per quelle aziende che, dedite all’innovazione, non hanno accesso ad Accelerator, lo strumento di promozione del Consiglio europeo dell’innovazione (Eic).

Stanziati i fondi per le misure transitorie

Proprio quest’oggi sono state adottate le misure finanziarie necessarie. Nello specifico, il Consiglio federale ha autorizzato la modifica dell’ordinanza sui sussidi di Innosuisse e ha stanziato i fondi per le misure transitorie dell’agenzia riguardanti i bandi 2022 dell’«Eic Accelerator», all’attenzione del Parlamento. Il bando sarà pubblicato sul sito di Innosuisse.

Il problema di Orizzone Europa

Il problema nasce al fatto che attualmente la Svizzera partecipa al programma quadro dell’Ue di ricerca e innovazione «Orizzonte Europa» come Paese terzo non associato; con questo status non può dunque partecipare allo strumento di promozione «Accelerator», che sostiene le piccole e medie imprese innovative. Una penalizzazione in particolare le start-up, alla quale nell’autunno scorso il Parlamento ha deciso di ovviare, introducendo nella legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (Lpri) una disposizione che consente a Innosuisse di avviare un programma dedicato, che prevede una promozione diretta dei progetti in vista del primo ingresso delle imprese sul mercato.

Partecipazione dal 40 al 60 per cento

La revisione incrementa il margine di manovra e la flessibilità di Innosuisse. D’ora in poi nella promozione dei progetti d’innovazione le aziende parteciperanno ai costi complessivi di progetto in una misura che va dal 40 al 60 per cento, invece del 50 per cento finora previsto. Solo in casi particolari l’agenzia potrà stabilire una partecipazione del partner attuatore superiore al 60 per cento o inferiore al 40 per cento.

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