La Confederazione mette mano alle scorte di gasolio. È già la seconda volta

Chiara De Carli

18/08/2022

18/08/2022 - 17:14

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La causa della penuria di combustibile è da ricondurre a problemi logistici: il livello del Reno è troppo basso e i treni transfrontalieri non garantiscono un servizio adeguato per via della carenza di personale.

La Confederazione mette mano alle scorte di gasolio. È già la seconda volta

A causa del basso livello del Reno, via di comunicazione fondamentale per l’entrata di beni importati in Svizzera tra cui i prodotti petroliferi, la Confederazione ha dato via libera ad attingere per la seconda volta alle scorte obbligatorie. Da lunedì prossimo e fino a fine settembre, sarà possibile prelevare il 12,8% dell’approvvigionamento, ovvero 490 mila metri cubi totali. Lo ha reso noto, con un comunicato stampa, l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (UFAE) che ha il potere di decidere una riduzione fino al 20%.

Problemi logistici

La causa della penuria di petrolio in Svizzera, non è da ricondurre tanto al mercato di produzione quanto ai problemi logistici e di trasporto che in questi mesi si sono concretizzati su navigazione e ferrovia.
Protagonista d’eccezione della vicenda, il fiume Reno, che a causa della persistente siccità è sempre più basso. Di conseguenza, i volumi di carico delle chiatte è stato ridotto, rallentando drasticamente i trasporti. Inoltre, da diverso tempo ormai il traffico ferroviario transfrontaliero sta subendo cancellazioni e ritardi massicci a causa della mancanza di personale e dei lavori in corso. Se la situazione dovesse perdurare, la riduzione delle scorte si protrarrà fino a quest’autunno.

Dal gas al petrolio

Intanto, nel Vecchio Continente si sta andando incontro alla peggiore crisi energetica della storia e le industrie stanno rispondendo come possono. Una delle strategie consiste nel tornare a utilizzare vecchi sistemi funzionanti a petrolio. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, quest’anno la crescita globale di petrolio aumenterà di 380 mila barili al giorno e andrà a sostituire il gas.

Salpano le navi cariche di diesel

Cinque navi, con a bordo quasi 3 milioni di barili di diesel, sono pronte a salpare dall’Asia verso i mercati europei, cercando di portare un po’ di sicurezza sul fronte energetico.
Secondo i commercianti, la sempre più crescente domanda di diesel da parte dell’Europa, non è altro che il risultato delle dislocazioni del mercato causati dai prezzi più elevati negli hub di Amsterdam, Rotterdam e Anversa (ARA), rispetto all’Asia. E questo è da ricondursi alla siccità che causando il calo del livello delle acque del Reno. Il fiume collega infatti i serbatoi dell’hub ARA ai consumatori nell’entroterra dell’Europa, spiega Bloomberg, e attualmente è impraticabile per la maggior parte delle chiatte. Anche se ancora non si è arrivati al punto di un collo di bottiglia, gli Stati, come la Svizzera, stanno già attingendo alle proprie scorte, e dovranno essere rifornite entro l’inizio dell’inverno.
Il barili di diesel saranno caricati in India e Asia settentrionale e impiegheranno un mese per raggiungere l’Europa, a estate quasi conclusa.

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