Giornate di protesta sui cantieri: Syna e Unia chiamano all’appello tutta la Svizzera

Chiara De Carli

14/10/2022

14/10/2022 - 15:33

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Le trattative per il rinnovo del Contratto nazionale mantello hanno acceso nuovi fuochi di discussione tra i sindacati e la Società svizzera impresari costruttori.

Giornate di protesta sui cantieri: Syna e Unia chiamano all'appello tutta la Svizzera

Oltre 20’000 edili si sono espressi a favore di azioni di sciopero nel corso di un’ampia votazione tenutasi a livello nazionale. "Questo perché la Società svizzera degli impresari costruttori attacca frontalmente i loro diritti nelle trattative per il rinnovo del Contratto nazionale mantello (CNM) che sta per scadere. In particolare, gli impresari costruttori vogliono abolire le attuali disposizioni sull’orario di lavoro, affinché in futuro giornate lavorative di 12 ore e settimane di 58 ore diventino comuni". È quanto si legge nel comunicato diramato questo pomeriggio dai sindacati Syna e Unia in cui sottolineano che in questo modo gli impresari costruttori non solo mettono in pericolo la salute degli edili, ma sacrificano anche la loro vita privata. E annunciano giornate di protesta in tutta la Svizzera.

Risultato della votazione

Il risultato della votazione alla quale hanno partecipato oltre 20’000 edili in tutte le regioni della Svizzera è inequivocabile: oltre il 92% si è espresso a favore di azioni di sciopero.
L’abolizione delle attuali disposizioni sull’orario di lavoro, come richiesto dagli impresari costruttori, avrebbe conseguenze fatali per gli operai. "L’orario di lavoro non sarebbe più pianificabile e il lavoro su chiamata diventerebbe la norma. Proprio in estate, quando fa molto caldo, gli edili rischiano di avere giornate lavorative ancora più lunghe sui cantieri".

Bisogni degli operai in secondo piano

Visto l’andamento dell’inflazione, gli edili rivendicano un aumento salariale reale. Gli impresari costruttori lo abbinano però all’abolizione delle disposizioni attuali sull’orario di lavoro. «Gli edili dovrebbero sacrificare la loro salute e la loro vita privata per un aumento salariale unico a cui hanno comunque diritto a causa dell’inflazione. I lavoratori non accettano questo pessimo deal», afferma Nico Lutz, responsabile del settore Edilizia al sindacato Unia. Inoltre i lavoratori chiedono la fine del lavoro gratuito. Attualmente fino a 30 minuti di viaggio al giorno dall’azienda al cantiere non sono pagati. Facendo un calcolo si arriva a oltre due settimane di orario di lavoro non pagato all’anno.

Condizioni di lavoro sempre più gravi

Il settore edile lamenta una forte carenza di personale qualificato a tutti i livelli. Negli ultimi 10 anni, il numero degli apprendisti è dimezzato. Un muratore su due presto o tardi abbandona la professione. Altri peggioramenti aggraverebbero ulteriormente questo vero e proprio esodo dal ramo professionale. Inoltre, mancano sempre più quadri dell’edilizia e nei prossimi 10 anni la metà dei capi muratori andrà in pensione. Con le sue richieste la Società svizzera degli impresari costruttori aggrava la carenza di personale qualificato in modo drammatico. "La ricetta giusta - concludono - sarebbe quella di migliorare le condizioni di lavoro e di conciliare meglio lavoro e vita familiare e non di esigere smantellamenti".

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