Svizzera, le persone con un passato migratorio sono il 39% della popolazione. Germania e Francia le più rappresentate

Matteo Casari

12/12/2022

12/12/2022 - 10:38

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Negli ultimi dieci anni, la percentuale di cittadini svizzeri con origini migratorie è aumentata di oltre il 4%.

Svizzera, le persone con un passato migratorio sono il 39% della popolazione. Germania e Francia le più rappresentate

Secondo i risultati della rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS), tra il 2012 e il 2021 la quota di popolazione residente permanente da 15 anni o più con passato migratorio è salita dal 35 al 39%.
Questi alcuni dei risultati della nuova pubblicazione dell’Ufficio federale di statistica (UST) dedicata alla migrazione e all’integrazione.

Un Paese di forte immigrazione

In Svizzera le persone con passato migratorio, ovvero che hanno un legame diretto o indiretto con la migrazione, hanno sempre rappresentato una fetta importante della popolazione. Nel 2021, apparteneva a questa categoria il 39% della popolazione residente permanente di 15 anni o più. Il 31% di loro era di prima e l’8% di seconda generazione. Il 40% delle persone con passato migratorio era di nazionalità svizzera. Mentre a possedere la nazionalità svizzera era il 29% delle persone migranti di prima generazione, per quelle di seconda generazione la quota era del 71%. A titolo di paragone, il 26% della popolazione residente permanente totale era di nazionalità straniera.

Popolazione con passato migratorio in aumento dal 2012

Dal 2012, la popolazione con passato migratorio è aumentata di 4,3 punti percentuali. Mentre la proporzione di prima generazione è cresciuta di 3,2 punti percentuali, per quanto riguarda la seconda generazione l’aumento è stato inferiore (+1,1 punti).
Dal 2012, ogni anno la nazionalità svizzera è quella più rappresentata tra la popolazione con passato migratorio (ca. il 40%), seguita dalle nazionalità italiana e tedesca (ca. il 10% l’una). Nello stesso periodo, il 40% della popolazione con passato migratorio ha un passaporto di un altro Paese membro dell’UE-27/AELS. La parte restante è costituita da persone provenienti da altri Paesi dell’Europa o del resto del mondo.

Vantaggi e svantaggi della popolazione migratoria

L’analisi mostra che generalmente la popolazione con passato migratorio si trova in una situazione più svantaggiata rispetto a quella che non lo ha. Ad esempio, il tasso di disoccupazione ai sensi dell’Ufficio internazionale del lavoro (ILO) della prima è due volte più alto rispetto a quello della seconda (l’8% contro il 3%). Ci sono però delle eccezioni. Le persone con passato migratorio fanno un uso più regolare di almeno due lingue nazionali (il 15% contro il 12%). L’utilizzo frequente di due lingue nazionali è particolarmente diffuso tra le persone appartenenti alla seconda generazione o a quelle successive (25%).
Inoltre, la popolazione con un passato migratorio soffre meno spesso di problemi di salute cronici (il 26% contro il 30%) ed è sovrarappresentata tra le persone titolari di un diploma di livello terziario (il 38% contro il 36%). Nella maggior parte degli ambiti della vita, a partire dalla seconda generazione la situazione di chi ha un passato migratorio si avvicina a quella delle persone che non lo hanno. Ad esempio, queste persone presentano un tasso di sovraqualificazione simile a quello della popolazione senza passato migratorio.
Questi risultati indicano una graduale integrazione della popolazione con passato migratorio col passare delle generazioni.

Meno giovani senza formazione

Per la maggior parte degli indicatori, il divario tra la popolazione con passato migratorio e quella senza rimane costante nel tempo, seppure con alcune eccezioni. Dal 2012 si osserva una diminuzione della percentuale di giovani con passato migratorio che non hanno seguito una formazione formale e che non possiedono un titolo di grado secondario II (dal 12 al 9%). La quota di giovani senza passato migratorio fuori dal sistema di formazione è rimasta stabile al 3%. Di conseguenza, nel corso del tempo il divario tra i due gruppi di popolazione si è ridotto. Nel 2012, infatti, la popolazione con passato migratorio rimaneva fuori dal sistema di formazione quattro volte più spesso rispetto a quella senza, mentre dieci anni dopo il rapporto era pari al 2,6

Flussi migratori in aumento

Dopo due aumenti nel 2013 e nel 2016, seguiti da una diminuzione fino al 2020, dal 2021 il numero di immigrazioni di persone di nazionalità straniera e svizzera ha ripreso a crescere. Anche l’emigrazione di persone di nazionalità straniera e svizzera è aumentata tra il 2012 e il 2018, per poi diminuire fino al 2020. A partire dal 2021 è stata poi osservata una nuova progressione. Le persone immigrate e quelle emigrate erano leggermente più spesso di sesso maschile (in media il 54% delle immigrazioni e il 55% delle emigrazioni) nonché persone di nazionalità straniera in età lavorativa (in media l’86% delle immigrazioni e l’84% delle emigrazioni). Dal 2012, la maggior parte delle persone immigrate o emigrate sono di nazionalità tedesca (15%), italiana (10%), francese (10%) o portoghese (10%). La Francia e la Germania sono i due principali Paesi di provenienza e di destinazione delle persone migranti.

La popolarità della nazionalità svizzera all’estero

Nel 2021, due terzi delle persone che hanno acquisito la nazionalità svizzera erano nate all’estero e un terzo in Svizzera (il 63% contro il 37%). Quasi due terzi delle persone nate all’estero e poi naturalizzate risiedevano in Svizzera da meno di 20 anni. Le persone naturalizzate erano principalmente di nazionalità tedesca (21%), italiana (11%) o francese (9%). Quattro persone su cinque hanno acquisito la nazionalità svizzera tramite naturalizzazione ordinaria, mentre il quinto restante lo ha fatto con la forma agevolata. A livello svizzero il 19% della popolazione residente permanente di 15 anni o più possiede una doppia cittadinanza, ovvero quella svizzera e una straniera. Nella maggior parte dei casi, la nazionalità svizzera è stata ottenuta per naturalizzazione (65%).
Tra il 2017 e il 2019, le persone svizzere nate all’estero erano sposate a una persona straniera con una frequenza due volte maggiore rispetto alle persone svizzere nate in Svizzera (il 13% contro il 6%). Il numero medio di figli per donna era più alto tra le donne nate all’estero che tra quelle nate in Svizzera.

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