Contrordine: l’inflazione in Svizzera scenderà, ma non quest’anno

Sara Bracchetti

09/08/2022

09/08/2022 - 15:18

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Le stime più ottimistiche parlavano di un calo già in autunno, ma le analisi di Ubs e Raiffeisen le smentiscono: corretta al rialzo l’inflazione media annuale.

Contrordine: l'inflazione in Svizzera scenderà, ma non quest'anno

Dietrofront sulle previsioni più ottimistiche, che volevano l’inflazione elvetica, un 3,4% che è solo un terzo di quella europea e americana ma che rappresenta anche il valore più alto nella Confederazione dal 1993, scendere in fretta in autunno. I pronostici sono stati corretti in queste ore: confermata la discesa, ma molto più lenta e circoscritta di quanto si sperava.

Nel 2022 si resta sopra il 3%

Proprio un paio di giorni fa il capo economista Eric Scheidegger aveva annunciato che il governo non aveva alcuna intenzione di concedere aiuti e sovvenzioni ai cittadini in difficoltà, a fronte di un tasso di inflazione modesto rispetto al resto del mondo. I gruppi bancari Raiffeisen e Ubs però hanno accresciuto le loro previsioni per questo 2022, ipotizzando il primo un 3,0% entro la fine dell’anno invece del 2,5% inizialmente stimato, un 3,1% il secondo invece del 2,7%.

Il prezzo dell’energia e il livello del Reno

Questo significa che il calo non sarà affatto rapido, scrivono nero su bianco gli analisti di Ubs, avvisando che anzi resterà elevato per tutto il secondo semestre. Complici, se non cause, i prezzi dell’energia e il rischio di una crisi nel prossimo autunno-inverno. Già adesso, peraltro, il livello del Reno, prosciugato dalla siccità, ha portato a un aumento dei costi di trasporto, parte non indifferente nel calcolo del prezzo finale dei prodotti petroliferi.

Rincari del gas: dalla Borsa ai consumatori

L’incognita che incombe sul futuro resta il gas. Il rischio è che i fornitori scarichino sul cliente finale i rincari registrati in Borsa. Quanto all’elettricità, l’incremento dei prezzi, ormai dato per scontato, si sentirà solo all’inizio del 2023, quando si procederà all’adeguamento.

Il disagio degli "effetti di secondo impatto"

Da non sottostimare, poi, i cosiddetti effetti di secondo impatto, cioè l’aumento dei prezzi e dei salari per compensare l’incremento dei costi dell’energia. Ecco perché l’inflazione è destinata a restare alta in quel che resta del 2022, per poi calare nel 2023 al 2,1% invece dell’1,5% che indicava mesi fa Ubs. Solo nella seconda metà del prossimo anno si dovrebbe scendere sotto il 2%.

Le manovre della Bns: interessi su dello 0,5%

Più ottimisti gli economisti di Raiffeisen, che confermano l’1,5% per il 2023 nel suo insieme, a fronte di un calo dei prezzi delle materie prime, gas escluso. Concordi con il colleghi di Ubs, prevedono un ulteriore rialza dei tassi di interesse da parte della Banca nazionale svizzera, +0,25% in tre mesi e +0,5% in un anno.

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