Giornata internazionale dei puzzle il 29 gennaio

Laura Bordoli

21 Gennaio 2022 - 12:37

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Sempre più persone di tutte le età amano i puzzle e, per la giornata dedicata questo rompicapo, Ravensburger ha in serbo molte novità.

Giornata internazionale dei puzzle il 29 gennaio

Nell’ultimo anno ci hanno fatto compagnia, riempendo le giornate passate a casa a causa dell’emergenza Coronavirus, che continua a interessare ancora oggi il nostro Paese. Parliamo dei puzzle, a cui è stata anche dedicata una giornata: il 29 gennaio è infatti per tradizione l’International Puzzle Day.
Fare un puzzle è considerato un hobby sempre più amato da persone di tutte le età e anche l’aumento del 21% delle vendite di questo gioco da tavolo lo ha dimostrato. É un’attività di pausa dalla vita frenetica di tutti i giorni e per molti trovare il pezzo giusto è qualcosa di rilassante che permette anche di vagare con la mente.
Come festeggiare dunque l’International Puzzle Day? Ovviamente iniziando un nuovo puzzle o completando quelli mai terminati.
Per l’occasione, i fan potranno cimentarsi nei nuovi e intriganti puzzle di Ravensburger, oltre all’attuale serie "Lost Places".

I nuovi puzzle Ravensburger

Facciate fatiscenti, finestre rotte e interni cupi: luoghi perduti e dimenticati, ma con un’attrazione magica per molte persone. I nuovi puzzle da 1000 pezzi di Ravensburger mostrano sei edifici un tempo magnifici che ora sono affascinanti e inquietanti allo stesso tempo.
Anche gli autoritratti dell’artista messicana Frida Kahlo, leggendari e caratterizzati da colori accesi, sono i protagonisti dei nuovi puzzle da 300 pezzi Ravensburger.
I puzzle proposti sono diversi: dal formato mini al maxi (grande come due porte da garage!), da un pezzo unico a oltre 40.000 pezzi, in 3D e, per i più coraggiosi, i cosiddetti enigmi, che sono completamente monocromatici.

Storia del puzzle

Nonostante gli amanti di questo gioco da tavolo siano tanti, sono solamente in pochi a conoscerne la storia.
I puzzle sono stati inventati nel 1760 dal cartografo e incisore di Londra John Spilsbury. Fu lui che ebbe l’idea geniale di fissare un planisfero a una tavola di legno e di separare poi con un seghetto le singole nazioni seguendone fedelmente i confini. Quello che uscì era un rompicapo che i suoi allievi dovevano risolvere, ricomponendo la cartina.
Il gioco ebbe grande successo ma il vero ostacolo della sua diffusione fu il costo elevato: i primi "rompicapi" infatti erano sagomati a mano, un pezzo alla volta, da artigiani specializzati. Inoltre, le mappe venivano dipinte su legni pregiati come il mogano e il cedro.
Con il passare del tempo i soggetti dei puzzle si differenziarono: venivano illustrati episodi storici o di attualità, e disegni di animali o storie fantastiche.
Nel 1910 fu introdotto il puzzle interlocking, quello con i pezzi a incastro. A partire dagli anni ’50 i tradizionali puzzle in legno vennero poi sostituiti da quelli in cartone, che avevano anche il vantaggio di una migliore qualità di stampa e permettevano di riprodurre fedelmente quadri celebri e foto spettacolari.
Arrivando ai giorni nostri, oltre ai puzzle con effetti di luce o illusioni ottiche, oggi si trovano nei negozi i puzzle 3D: i pezzi sono mattoncini che, assemblati nel modo corretto, creano oggetti tridimensionali come la Tour Eiffel. Ulteriori evoluzioni sono i puzzle-ball, in cui pezzi arrotondati vanno a formare sfere dipinte; i double-face, che rappresentano la stessa immagine, o due figure molto simili su ambo i lati; e i puzzle che mostrano animazioni grazie alla realtà aumentata.